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Leggere è scegliere

Dall'Afghanistan all'Italia: una storia vera

Lo scrittore Alì Ehsani: affrontare la quarantena dopo la fuga dalla guerra 

di Marco Fort

Milano, maggio 2020. “Affrontare la quarantena è come bere un bicchiere d’acqua”, così esordisce nel presentarsi Alì Ehsani, giovane afghano, oggi scrittore, dottore in Legge e aspirante docente. Può apparire forzata una frase del genere, nel periodo d’emergenza che stiamo vivendo, ma appena racconta si comprende che ha ragione. Una vita tribolatissima la sua: a 8 anni abbandona una Kabul devastata dalla guerra per tentare la fortuna altrove, lasciandosi alle spalle solo devastazione. Scappa con il fratello, l’unico della famiglia che gli è rimasto, ma poi non lo vedrà più... (muore tentando la traversata Turchia- Lesbo). Attraverso il Pakistan, l’Iran, la Turchia e infine la Grecia, Alì compie un viaggio che definire epico è poco: 5 anni prima di arrivare nel nostro Paese.

Dorme nelle stalle, senza acqua né cibo, solo con la speranza di fuggire. La guerra gli entra talmente nella pelle da fargli credere che tutto sia solo sofferenza e violenza.  Però riesce a vedere anche la solidarietà e la compassione: “C’è sempre qualcuno che ha cura di te, che ti mostra affetto”. Prima in Turchia, poi in Italia, infatti, avrà modo di incontrare docenti, sacerdoti, amici, anche semplici sconosciuti, e vedere che si offrono in aiuto alle persone in difficoltà.

Giunto in Italia, prima a Venezia e poi a Roma, non lo attendeva certo la realizzazione immediata dei suoi sogni: “Quando capiterà anche a me di avere una vita normale?”, si domandava i primi giorni, alla stazione di Roma Ostiense, dormendo fuori, su materassi improvvisati. Fortunatamente Alì non demorde. In un Centro di Accoglienza lo aiutano ad andare avanti, a impegnarsi, e riscopre la fede, dimenticata a causa della guerra ma sempre presente nella sua intimità, fin da quando, racconta, durante la traversata verso Lesbo su un barcone di fortuna, ebbe un’apparizione di Gesù, proprio nel momento più complesso, in bilico tra l’affogare e la salvezza, e miracolosamente fu tratto in salvo sulla spiaggia dell’isola.

Questa storia vera ha un lieto fine: Alì ha trovato la sua strada e oggi vive a Roma; ha già scritto due libri per Feltrinelli, Stanotte guardiamo le stelle e I ragazzi hanno grandi sogni. Nell'incontro a cui abbiamo partecipato ha confidato che sogna di diventare un insegnante e non dimentica chi, come lui, arriva da una situazione di precarietà, bisognoso di un aiuto per realizzarsi come persona.

L’uomo nuovo della Digital Age

UN NARRATORE E UNO SCIENZIATO SI INCONTRANO

di Daniela Fontana

Milano, giugno 2020. I due mondi della narrativa e della saggistica si sono confrontati sul tema dell’era digitale, il 26 giugno, in diretta sui canali del Centro Culturale di Milano.

Letizia Bardazzi e Mario Gargantini hanno moderato l’incontro tra Paolo Benanti, francescano e teologo, esperto di Neuroetica, Etica delle tecnologie, Intelligenza artificiale, e Luigi Ballerini, medico, psicanalista, scrittore, due ospiti che da anni osservano la trasformazione epocale.

In una prima parte Ballerini e padre Benanti hanno presentato i loro libri. Myra sa tutto di Luigi Ballerini è una distopia, cioè una narrazione che, intercettando un fenomeno dell’oggi, lo porta alle estreme conseguenze per dare un monito. Myra è un’assistente vocale in un mondo senza carta, dove la libertà si esercita solo su scelte limitate, la digitalizzazione dei testi ne favorisce la manipolazione e si è privati del quadro generale. Si forma allora un fronte di liberazione del pensiero costituito da giovani che scelgono nomi di grandi scrittori per chiamarsi codice e attuano la loro rivoluzione attraverso il recupero di libri, cartoline, penne e fogli, della carta come confidenza e della cultura che libera l’uomo.

Digital Age di Paolo Benanti nasce dal percorso degli ultimi 8 anni di ricerca accademica sulle biotecnologie, le neuroscienze e l’intelligenza artificiale e muove i suoi passi dalla domanda: possiamo eticamente fare tutto ciò che tecnicamente si può? Non si tratta di una domanda nuova... Già l’invenzione della lente convessa, con telescopio e microscopio, ha portato a una nuova concezione del mondo. Ogni cambio d’epoca si traduce in un cambio di mappa, con l’introduzione di nuove coordinate. Ogni capitolo si conclude con una domanda, anche perchè non siamo in un’epoca dei punti esclamativi.

Molto stimolante il successivo dialogo sull’era digitale, che ha spaziato dall’antropologia all’etica, dalla cultura all’educazione. Solo alcuni. Stiamo assistendo a una potente accelerazione della vita dell’uomo, spinta dalla tecnologia. Questa però non modifica chi siamo: la macchina funziona, noi esistiamo.. . Se un computer modifica la sua memoria, allora esso è difettoso o corrotto da qualche virus; noi invece rielaboriamo continuamente i nostri ricordi secondo le nostre esperienze.

Attenzione al rischio di rifugiarci inconsapevolmente nella rassicurante bolla di internet che ci presenta solo contenuti coerenti con i nostri gusti e le nostre idee. Ci precludiamo così l’incontro con il diverso arrivando fino a non saper più dare ragione di ciò in cui crediamo. E la tecnocrazia dei dati che noi forniamo in cambio di servizi? Questo potere è ulteriormente potenziato dalla tentazione che abbiamo di affidarci ad altri per le nostre scelte, la ricerca di un’autorità fuori di noi che prenda le decisioni per conto nostro.

L’auspicio di entrambi? Che sia la cultura a favorire il recupero della capacità di giudizio e il cuore dell’educazione delle generazioni già nate nella Digital Age.

Federica Fialdini e le "storie buone" da raccontare in tv

“Da noi... a ruota libera”. Raccontare storie dal buon sapore                                                                                 di Daniela Fontana

Milano, maggio 2020. In diretta, sul canale Fb delle Paoline dedicato alla Settimana della Comunicazione, Nadia Bonaldo ha intervistato Francesca Fialdini, conduttrice televisiva, volto noto e stimato di Rai 1Francesca conduce la trasmissione “Da noi... a ruota libera”, la domenica pomeriggio su Rai1, in cui propone storie positive, di persone di successo e persone comuni. Passione, leggerezza e professionalità sono le sue parole chiave. Bella idea la sua: che le storie edifichino, aiutino a trovare le radici e ad andare avanti; una narrazione che parli di noi e della bellezza che ci abita, per coltivare la profondità, per quanto possibile tramite la tv. Storie che non portano a chiudere gli occhi di fronte al negativo, ma sì a coltivare i talenti, trovando la forza di cambiare ciò che nella vita impedisce di essere felici.

Moltissimi gli esempi portati da Francesca, tutti importanti, ma alcuni le sono rimasti nel cuore: Eugenia Carfora, dirigente scolastica in un quartiere difficile di Napoli, Luciana Delle Donne, creatrice di un’impresa per le donne del carcere di Lecce e Teresa Bellanova, che da bracciante è diventata ministro delle Politiche Agricole.

Che cosa racconterebbe se lei stessa fosse ospite della sua trasmissione? Con aria pensosa risponde che le piacerebbe, tramite la sua esperienza, incoraggiare i giovani allo studio e alla passione nei confronti dell’uomo e della verità.

Autrice di Charlie e l’ocarina, un racconto “per bambini che hanno le risposte alle domande dei grandi”, Francesca confida di aver voluto con questa storia (vera) costruire un ponte per un confronto con la semplicità e la capacità di stupore dei bimbi, che l’avevano folgorata quando ha condotto lo Zecchino d’Oro. E lascia intendere di avere altri racconti in serbo…

L’intervista si colloca nell’ambito del più vasto evento della Settimana della Comunicazione, dal 17 al 24 maggio 2020, organizzata da Edizioni Paoline e San Paolo e giunta alla XV edizione, in preparazione alla 54esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, per creare spazi di condivisione allargata. In tutta Italia, infatti, vengono ideate iniziative che coinvolgono giornalisti e operatori della comunicazione, personalità, artisti e personaggi dello spettacolo.

Salone di Torino, versione online

SALONE DEL LIBRO DI TORINO, FORMATO ONLINE

di Alessandra Compostella

Torino, maggio 2020. Un’edizione ridotta e online del Salone del Libro 2020 ha voluto testimoniarne la presenza in maggio anche se fisicamente dovrà essere effettuato più avanti. Molti autori hanno risposto alla chiamata del direttore Nicola La Gioia, e ci hanno ancora una volta fatto sentire partecipi di un evento sempre molto vivo, anche in questa forma.

Al centro i pareri sulla situazione che stiamo vivendo, a cominciare dall’intervento introduttivo di Alessandro Barbero, che ha spiegato come, nella storia, le reazioni dell’umanità alle crisi hanno avuto conseguenze inattese. A cominciare dall’Impero romano del II sec. durante la cosiddetta “peste antonina” (forse un vaiolo o morbillo) che ha prodotto un vuoto di forza lavoro. Inaspettatamente si è dovuto far fronte a questa carenza di uomini con l’apertura delle frontiere, che ha costretto a gestire e affrontare l’immigrazione di quei popoli barbari che per lungo tempo hanno coesistito pacificamente con i Romani. E ha proseguito citando la peste del 1348, cui ne sono seguite, periodicamente, tante altre fino all’inizio del Quattrocento. Risolte con l’isolamento, l’individuazione dei casi, la quarantena. Anch’esse hanno avuto conseguenze non previste: un cambiamento del mercato, dovuto all’aumento di salari perché i lavoratori erano diminuiti e quindi la nascita di un nuovo tipo di consumatori, che ha mutato la produzione delle stoffe preziose in quella, più richiesta, dei panni a buon mercato. Infine ha ricordato l’entusiasmo di Gaetano Salvemini, esule dall’Italia dal ‘25, accolto negli Stati Uniti e rientrato nel ’49, che ha ammirato le capacità ricostruttive dei nostri connazionali.

Jared Diamond, scienziato e divulgatore, autore di Armi acciaio e malattie, un best seller uscito nel 1997 e pubblicato solo di recente (2017) in Italia, ha compiuto un parallelo tra crisi dell’individuo e crisi nazionale, spiegando che il momento di difficoltà si supera nel momento in cui si riconosce come tale, specialmente quando si è già provata questa condizione. Ogni crisi rinforza una persona ma anche uno Stato. Bisogna quindi riconoscere che il covid è stato un fenomeno globale e ad esso va data una risposta globale. Il vaccino dovrà essere somministrato a tutti i popoli, anche quelli poveri, esattamente come per il vaiolo, debellato nel 1980.

In tal direzione va anche la riflessione di Elisa Palazzi e Federico Taddia, con il volumetto per ragazzi La terra ha la febbre. Invitano tutti a riflettere sulla nuova immagine di mondo non inquinato che si è materializzata in questo periodo.

Oppure pensieri sull’isolamento, come quelli di Paolo Rumiz, che la costrizione all’immobilità, vissuta dal terrazzo della sua casa triestina, ha avuto il vantaggio di liberare il pensiero e di acuire le sue capacità di ascolto, dalle voci infantili dei nipoti a quelle degli uccelli migratori, allo stesso battito del suo cuore, e degli “scricchiolii” dell’età nel fisico. Sulla stessa linea le riflessioni di Leonardo Caffo, che nel suo libro precedente alla pandemia, Quattro capanne, ha immaginato la solitudine creativa di personaggi noti come Le Corbusier. 

Poi ci sono state le osservazioni su scrittori e lettori, con un leggero vantaggio a favore di questi ultimi. Ad esempio nelle parole di Michael Reynolds, direttore editoriale di Europa Editions, editrice di New York voluta dalla nostrana “e/o” per esportare titoli europei in America, il quale afferma che le difficoltà inizialmente incontrate in quel mercato erano da parte degli editori non certo dei lettori, sempre aperti alle novità. Così dice anche Annamaria Testa, esperta di comunicazione: molti scrittori sono narcisisti, altri non sembrano rispettare il lettore (la cui coscienza va stimolata fin dall’infanzia prescolare) che, a suo avviso, crea rete, fa parte di una comunità e vuole condividere quanto è di suo gradimento. Talvolta anch’egli non lo comunica nel giusto modo, magari con enfasi e superficialità, basandosi sull’emotività più che sui contenuti. E qui è fondamentale l’apporto del libraio, come ci ricorda Maurizio De Giovanni, che, molto a proposito e relativamente all’oggi, ci ricorda che la narrativa ha recuperato la sua funzione originaria, quella delle storie raccontate attorno a un fuoco per allontanare la paura.

Non mancano giovani autori, come Esperance Ripanti, voce degli ultimi, e Katherine Rundell, inglese con infanzia africana, il cui dinamismo vitale cattura l’attenzione di moltissimi piccoli lettori.

E poi artisti come Fabrizio Gifuni, ospite fisso a Torino, cantanti giovani e meno, blogger. Senza dimenticare Albert Camus, l’autore più ricordato di questi ultimi tempi, attraverso le parole della figlia Catherine intervistata da Paolo Flores d’Arcais.

Non tutti gli autori e non tutti i titoli che hanno sfilato al Salone, ovviamente, sarebbero da consigliare, ma a noi qui fa piacere segnalarvi il fermento culturale che anche in tempo di crisi si verifica. E' di per sé un segnale positivo, una buona notizia.

#iorestoacasa, con una folla di libri

Editoriale 89, primavera 2020                   

Tutto il mondo deve restare in casa. Siamo in seria emergenza, è indispensabile rispettare le regole. E’ anche tempo propizio per riflettere e magari scoprire che la sana lettura è una risorsa. Proprio così: un’ancora nel mare in tempesta dell’incredibile situazione in cui ci troviamo. C’è chi lavora a distanza, chi fa i compiti in camera sua e chi segue la lezione digitale, mentre la mamma prepara il pranzo. L’inattesa quotidianità delle ultime settimane rende straordinaria anche l’ordinaria vita domestica.
E’ un momento difficile, sospeso. Vi vogliamo abbracciare: vorremmo raggiungervi singolarmente. Lo facciamo pensando ad attività da proporvi, da mandarvi in dono. Ci avete scritto grati del numero speciale realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica “Gli studenti promuovono i classici”. Forse ora se ne coglie di più il senso – non perdere tempo con letture futili o prodotti commerciali – e ci farebbe piacere tornare nelle case di chi da qualche tempo non segue le novità selezionate da MEGLIOUNLIBRO. 
Come sapete, ad esempio, abbiamo in “affido” la rubrica radiofonica Prendiunlibro, collegata alla nostra testata. Ogni primo martedì del mese alle 18.35, da 7 anni, su Radio Mater possiamo ritrovarci. Una chiacchierata sulla lettura, l’intervista all’ospite (editore, scrittore, studente, docente), le domande in diretta con titoli consigliati da noi per ogni età e situazione. 
Controllate più spesso il sito Internet: vi proporremo da lì attività per le scuole, dialoghi con i giovani.
L’importante ora è che vi godiate il numero attuale. Abbiamo rivoluzionato il timone completamente, per fornirvi titoli adatti a questi tempi. Qualcosa di rilassante, romanzi storici e testimonianze di vita vissuta, saggi per capire e, per i più giovani, laboratori di scrittura, artigianato del libro, giochi da tavolo. Linee, forme e colori catturano il piccolo lettore. 
Mai come adesso abbiamo avuto l’occasione di fermarci un po’ a leggere e a pensare. Se scrivere un libro è raccontare l’umano che sta dietro, leggere significa condividerlo. Storie di uomini, di passioni, di cultura, arte. Le storie che non leggiamo ancora sono quelle di parenti e amici o sconosciuti che lottano per restare con noi. Lottano contro un nemico che nessun luminare sa ancora sconfiggere. Le storie di una vita, e dell’incrocio magari anche con la nostra, si trova ora su qualche letto o meglio nelle nostre case. 

Si diventa più umani anche grazie alla lettura. E le storie possono anche dare forza. Infine aprire un libro ci aiuterà a prendere fiato. Magari andando a ripescarne uno che avevamo amato da ragazzi. Diciamolo ai nostri figli.
Lp

I linguaggi del Giornalismo

Editoriale di Quaderni di megliounlibro 5, supplemento al numero della primavera 2020 

“I linguaggi del giornalismo” è il titolo del primo progetto di Alternanza Scuola Lavoro – tecnicamente PCTO, Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento - avviato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano, e rivolto agli istituti superiori della Lombardia. Con 59 studenti di 16 scuole, nel periodo dicembre 2019-febbraio 2020, si è avviato un percorso mirato a introdurre i più giovani ai linguaggi del giornalismo e a farli cimentare in prove pratiche su settori e su media specifici (cronaca, attualità, cultura). Scopo finale: renderli più consapevoli delle tecniche legate ai mezzi d’informazione e ai diversi target a cui ci si rivolge.
Si è parlato di come nasce una notizia e come di funziona un’agenzia stampa, un giornale, un tg, una trasmissione radio. E gli studenti si sono esercitati con entusiasmo.
 
Spesso chi ama scrivere ama anche leggere. Perciò abbiamo pensato di proporre loro di recensire un libro scelto tra i classici letti nell’infanzia o in questi anni così tortuosi e impegnativi del triennio. E così è nata (dalle docenti referenti) l’idea di un numero speciale della testata MEGLIOUNLIBRO, voce consolidata dell’associazione non profit Il Segnalibro Book Counselling Service, che volentieri si sono prestate a questa partnership. Si tratta di una testata che da 23 anni offre un servizio di volontariato culturale cercando le perle tra i testi pubblicati oggi, puntando a trovare quelli che potrebbero diventare “i classici del futuro”.
Se, come diceva Italo Calvino, “un classico è quel libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”, allora ai ragazzi è stato chiesto di individuare un testo e porsi il fatidico quesito: “Che cosa ha ancora da dire a me, ai miei coetanei, a chi lo vuole leggere ancora nel 2020? Perché vale la lettura?”. Il laboratorio di scrittura è partito da lì, dopo aver esaminato insieme anche il panorama editoriale di oggi, che fa da cornice ad ogni scelta di un lettore consapevole.
 
Abbiamo posizionato le recensioni in ordine cronologico di pubblicazione, prima i testi per bambini e  ragazzi, poi per giovani e adulti.
Gli studenti hanno osservato che molti di questi titoli stanno tornando in auge, anche grazie a rifacimenti in albi illustrati, o alle graphic novel, o anche grazie a sceneggiature intelligenti, vedi Piccole donne che oggi spopola al cinema. Chi l’avrebbe mai detto?
Un libro di valore, potenzialmente un classico, si legge e si rilegge, nelle varie stagioni della vita, e ci parla di continuo, con un linguaggio magicamente consono alle situazioni e all’età.
La parola ai ragazzi…
 

Laura Prinetti

Per le Feste… megliounlibro

Editoriale 88, inverno 2019

Megliounlibro ha avuto il piacere di essere invitato in Regione Lombardia per un seminario  in cui si parlava di DanteDay. Un'occasione di esporre anche la nostra idea: ben venga una Giornata mondiale dedicata a Dante – anche in vista del  2021,  per i 700 anni dalla sua morte - se sono chiari obiettivi e traiettoria che si vuole seguire. Ben venga se tra i tanti che rivendicano il diritto di indirla, organizzarla, celebrarla, ci sono anche quegli “ignoti” docenti (di Lettere) che per anni hanno spiegato, decifrato, tradotto il senso delle  terzine a orde di ragazzi apparentemente distratti. E li hanno saputi motivare e appassionare. Ben venga, se si nomina una cabina di regia che sia davvero “non profit”, disinteressata. Ma se tutto si riduce a due portachiavi o gadget con l’effigie del grande Dante e poi fine, allora no...
Un grazie a chi ha voluto che anche 
megliounlibro, dopo 22 anni di storia e di critica letteraria senza profitto, avesse voce in questo capitolo…
 
Il numero della “collezione  inverno” che avete in mano è più abbondante del solito. Dobbiamo ringraziare i collaboratori, sia del “gruppo giovani” che quelli con lunga esperienza. E’ un numero ricco di proposte per  regalare un libro a chi vogliamo.
Abbiamo voluto dar spazio alle tematiche più scottanti e per una volta non secondo il “genere letterario”, che comunque è sempre arduo incanalare.

In apertura due libri impegnativi e stupendi sulla Natività: arte, archeologia, storia e fede si miscelano e possono concretizzarsi in un dono di sostanza. Di seguito testimonianze e romanzi a sfondo realistico, prevalentemente ambientati nei Paesi in guerra o che soffrono una dittatura. Perché anche lì è Natale, ci piace non dimenticarlo.
 
Un bel regalo potrà essere il thriller a sfondo ambientale scritto da un fisico esperto, o i gialli pieni di ironia di Pino Imperatore e della signora Fletcher. Anche per i ragazzi torna in auge il romanzo giallo, e chi ha conosciuto ai suoi tempi la serie di Nancy Drew ora vedrà con piacere che è “rinata” grazie a un editore intelligente.
Nella Varia troverete idee per chi ama cucinare e tanta attualità. Storie di generosità e pace, che emergono come fiori dal fango.
 
L’importante è ricordarsi che regalare un libro è regalare qualcosa di noi. Non è un presente come un altro. E regalare megliounlibro? A maggior ragione! Pensateci bene: è come offrire  centinaia di titoli perla che durano un anno intero, e anche di più. Aiutateci a diffondere questa “creatura”: la conoscono ancora in pochi. E’ il momento giusto: basta compilare la scheda di adesione sul sito e indicare se volete avvisare voi o se preferite una mail da parte nostra a chi riceve il regalo. Abbiamo ancora qualche settimana di tempo. 
Nel frattempo confermateci la fiducia, rinnovando in primis il vostro abbonamento.
Buon Natale!

lp

Ricominciamo da un libro

Editoriale 87, autunno 2019

Ci siamo. Con rinnovato entusiasmo. Ricominciamo. Abbiamo ripreso in mano, dopo la pausa estiva, tutte le attività che erano rimaste lì. Abbiamo ripreso in mano anche i libri che ci servono negli impegni quotidiani. Di aggiornamento, di formazione, di divertimento. La lettura ha anche questa sfaccettatura: è un aiuto per il nostro lavoro e per il nostro riposo. Lo abbiamo detto e scritto tante volte.

Scorriamo subito questo numero della rivista che avete davanti: è ricco (quasi il doppio del solito). Ci sono mille proposte per il lavoro educativo, perché diversi docenti contano proprio su questo numero d’autunno per la scelta e l’adozione di letture piacevoli e costruttive da avviare in classe o assegnare per casa. Una raccomandazione diretta proprio a loro: non vivisezionate i testi, rimarrà così un bel ricordo di ogni libro letto a scuola.
Abbiamo voluto ricordare dei personaggi pubblici mancati di recente, come Nadia Toffa e Andrea Camilleri, e, dopo titoli di romanzi, anche storici, che hanno ottenuto un meritato successo in classifica (magari stavolta un po’ lunghi, è vero…) vi abbiamo voluto aprire le porte dell’attualità.

Non solo fiction, quindi. Dai libri infatti sempre più spesso arrivano spunti, commenti, ispirazioni per leggere il nostro tempo. Non è la prima volta che vi proponiamo un percorso con alcuni dei più noti autori, giornalisti, commentatori e saggisti italiani, per sfogliare e interpretare l’attualità anche nelle pagine dei volumi. Vedi i libri sull’Afghanistan…

Con la Gara fotografica dell’estate riservata ai nostri soci, “Un libro anche qui”, avete dimostrato un entusiasmo e un occhio spettacolari. Ci avete inviato numerosissimi scatti, molti di più rispetto alle edizioni precedenti, ed è risultato vincitore quello che vedete in copertina. Qui a fianco pubblichiamo le immagini che si sono classificate ai posti d’onore. Altre belle foto, vostre arricchiranno i prossimi numeri. E guardate anche il sito…
Grazie a chi ha partecipato! Ora riparte la campagna adesioni per il 2020. Vogliamo che sia un anno di boom per l’alto numero di soci. Ci date una mano?

Laura Prinetti

Il Premio, l’estate, e l’avventura continua…

Editoriale 86, Estate 2019

Il regolamento, la selezione e le motivazioni, i contatti, la “location”, la targa...
Alla fine ce l’abbiamo fatta. La prima edizione del Premio Megliounlibro è giunta al traguardo e, nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna, abbiamo premiato Rino Alaimo, giovane e creativo autore siciliano trapiantato in Liguria, per due piccole perle: “Il bambino che amava la Luna” e “Come una stella cadente” (Editrice Picarona), frutto di una penna delicata e di una evocativa  capacità di illustratore.
                                                                                                                     
Testi e immagini - è detto nella motivazione del premio - sono tutt’uno, un affascinante connubio tra realtà e sogno”, “sempre con gli occhi rivolti al cielo, per scrutare e innamorarsi della Luna o, più drammaticamente, per invocare e ottenere il ritorno di un papà dalla guerra”. E l’esito “è pura poesia, seppure non in classici versi, che rapisce il piccolo lettore come l'adulto”. Nella pagina accanto trovate qualche immagine della festosa cerimonia.
 
E siamo a questo numero della rivista. Due parole chiave, un duplice filo conduttore: felicità e amore. Non sulle nuvole, ma attraverso le sfide della guerra e della malattia,
della natura in cui immergerci e della ricostruzione morale e materiale. E poi... una barca e una nave (siamo ormai in estate, no?), l’amore per le cose fatte bene che può voler dire costruire da sé il mezzo per affrontare il mare, ma anche spiegare a un ragazzino i segreti di un gigante degli oceani. Ovviamente si parla anche di viaggi e di avventura: le cinque Terre, la Toscana, l’Islanda, le scalate. E poi autobiografie, testimonianze e spiritualità. Perché la vacanza è anche questo: un libro per riflettere sulla propria traiettoria. Vi caldeggiamo il libro “Prima di giudicare pensa”, che affronta un tabù dei nostri tempi: perché in tanti si lamentano e giudicano il prossimo di continuo?
 
C’è da leggere tanto e bene... Per i bambini e i ragazzi c’è con una marea di titoli sceltissimi e divertenti. Continuate a sostenerci, parlate di noi agli amici dell’estate: l’ombrellone e le passeggiate nei boschi aiutano a socializzare e anche la lettura unisce!
Buon relax!
Lp                                    

Tempo di Fiere del Libro, e ci siamo anche noi

Editoriale 85, primavera 2019
La primavera è la stagione in cui in Italia sbocciano le principali Fiere dedicate al settore editoriale: International Children’s Book Fair, a Bologna, dal 1 al 4 aprile, e il Salone Internazionale del Libro, a Torino, dal 9 al 13 maggio. La differenza sostanziale tra le due è che la prima attira da tutto il mondo gli addetti ai lavori ed è tradizionalmente sede di compravendita di diritti d’autore. L’altra, pur grandiosa, è nostrana, tutta italiana, con le dovute eccezioni a conferma. MEGLIOUNLIBRO cercherà di essere presente ad entrambe, come sempre con occhio critico ma anche costruttivo. Vi invieremo presto l’invito per gli eventi che stiamo organizzando, e desideriamo moltissimo incontrare i nostri affezionati Soci. Non vi anticipiamo nulla, forse per scaramanzia.

Prima di dirvi due parole sul numero che avete davanti, facciamo insieme alcune considerazioni. Rileggendo un classico di Orwell, “La fattoria degli animali”, ritroviamo tematiche sorprendentemente attuali che vogliamo porre alla vostra attenzione. Non vogliamo certo, lo sapete, far cenno alla politica, ma alla sfera culturale che tutto abbraccia e a noi sta a cuore più di ogni altra. Il nostro Paese, come altri  d’Europa e d’Occidente, sta forse vivendo una situazione come quella dipinta profeticamente dall’autore. Nel suo “La libertà di Stampa” (nato come prefazione alla Fattoria, ma pubblicato 30 anni dopo) Orwell stesso offre più angolature per riflettere: “Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuole sentirsi dire”.
E’ compito proprio degli intellettuali smascherare le ipocrisie di un’epoca, dice sempre lui. In un’epoca in cui  la ragionevole applicazione dei valori di sempre (anche democratici) fatica a campare per lasciare tanto spazio al “politicamente corretto”, e si preferisce urlare invece di dialogare, vi suggeriamo: rileggete questo classico, perla attualissima, riprendetelo in mano  e fateci sapere la vostra opinione.

Nel numero, ricco soprattutto di suggerimenti per i bambini e i ragazzi, avrete da divertirvi e da aggiornarvi: uno splendido e spassoso romanzo da regalare ai young adults, tante testimonianze sui temi e i problemi più scottanti e un filo conduttore che vogliamo rivelare: il sottile confine tra verità e menzogna.
Oggi si parla continuamente di fakes: le maschere e l’inganno ci sono sempre stati, da che mondo è mondo. Ci sembra che però oggi vadano affilati gli strumenti per scovarli, per distinguere e non perdere tempo e intelligenza. Soprattutto lo dobbiamo ai più giovani.
Ricordiamo poi due anniversari: i 500 anni dalla morte di Leonardo e i 50 dalla prima “passeggiata” dell’uomo sulla Luna.
 
Grazie a chi ci ha rinnovato la fiducia anche in questo nostra Ventiduesima annata, e grazie al promettente gruppo giovani, sempre più folto, che collabora con la redazione. Il loro entusiasmo e la voglia di interpretare il reale anche attraverso libri di qualità ci spingono ad andare avanti.
Buona lettura, parlate di noi in giro…
lp

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Ventennale al Salone del Libro

Editoriale 78, estate 2017

L’invito e l’idea sono partiti da Torino, da una nostra socia: dedicare un pomeriggio intero a far conoscere ad un pubblico motivato “il come il cosa il perché” di anni di Book Counselling, e farlo nel contesto prestigioso del Salone Internazionale del Libro. Questa volta ancor più prestigioso perché alla sua 30° edizione e perché “reduce” da una querelle con altre fiere.

Per noi, al 20° compleanno della testata megliounlibro, è stato entusiasmante. E così una folta rappresentanza della redazione, dell’associazione e dei giovani collaboratori ha allestito “a misura di megliounlibro” lo Stand di UniPegaso che ci ospitava, sabato 20 maggio, colorando gli espositori con la sfilata dei numeri usciti e preparando i due momenti forti: l’intervista della prof. Claudia Pintus al nostro direttore responsabile e l’incontro tra noi e i lettori, a dire il senso di questi 20 anni insieme.
Duecento, trecento, quante persone si sono avvicinate, hanno chiesto “bussole” per la lettura di figli o alunni, comprendendo che non si può andare a casaccio. La produzione è immensa… Quanti hanno preso, portato via un segnalibro, un depliant: qualcosa che parlasse di noi. E poi il festoso brindisi, le foto qui ve lo raccontano, tutti felici di essere arrivati sin là. Il nostro GRAZIE va all’associazione Ansito2 e ad Unipegaso Torino, professionisti intelligentemente generosi che credono come noi nella cultura “sana”. E’ stata un’occasione meravigliosa per incontrare chi cerca la bellezza nella lettura e riaffermare che “leggere è scegliere”.

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i soci di Varese, con i quali l’8 aprile abbiamo festeggiato il Ventennale, uniti dalla passione ai libri e soprattutto a chi li legge.

Le domande sono state sulla nostra specificità: leggiamo ogni testo per intero, ci interroghiamo sulla base di griglie collaudate, ci confrontiamo in un lavoro di squadra che da 20 anni confluisce su una vera testata registrata. Non abbiamo altri padroni oltre ai soci, e ciò garantisce la libertà d’espressione. Tra i primi in Italia pubblichiamo e stampiamo on demand la copia cartacea e quella in formato pdf. La testata non è online, ma sul sito va un piccolo saggio dell’attività. Individuare ciò che vale. In un contesto intellettuale e sociale disorientato oggi ciò è sempre più compreso e apprezzato.

Nel numero dell’estate troverete da una parte libri-perla per rilassarvi, ridere, dimenticare i patemi cittadini: tre gialli e dei romanzi buffi già dal titolo. Poi un nucleo per leggere il presente: la Siria, l’Egitto. Sono modi per essere vicini a chi soffre anche d’estate. Noterete l’accento sull’amore alla natura: montagna, animali, corsi d’acqua e i percorsi più originali che l’uomo escogita. Per i ragazzi “l’intervista impossibile”a Roald Dahl - che avrebbe compiuto 100 anni (e piace ancora) - e altri adatti al loro target.

 Buona estate e buona lettura dalla redazione