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megliounlibro

Progetti Lettura (per scuola e famiglia)

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Megliounlibro è media sponsor della gara La Mongolfiera 2022

 

Anche per l'anno scolastico 2021/2022 Megliounlibro si è prestatoo come media sponsor della tradizionale e sempre strepitosa gara di recensioni La Mongolfiera indetta dall'IC De Andreis e Dalmazia di Milano, sia per la scuola primaria che per la secondaria di primo grado.

Megliounlibro offre libri premio e una persona della redazione, quest'anno la dott. Alessandra Compostella, fa parte della giuria.

Complimenti ai ragazzi e ai loro bravissimi docenti! Siete tutti invitati a conoscere meglio il nostro magazine e magari ad abbonarvi!

Le recensioni che si sono aggiudicate una posizione in Classifica sono presenti sia sul nostro sito che su quello dell'Istituto.

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1° CLASSIFICATO CLASSI III SECONDARIA di I GRADO

Primo Levi, SE QUESTO E’ UN UOMO, Einaudi

Autore della recensione RENATO CICERI 3B Dalmazia

 

Ho scelto questo libro perché, appena l’ho visto, mi ha subito colpito la

copertina sulla quale vi è un acquerello su carta di Nicola Magrin, che

raffigura un uomo che cammina in uno spazio vuoto accompagnato

solo dalla sua ombra. E, in effetti, si trova la solitudine che Levi provava

nel lager, dove “ognuno era disperatamente ferocemente solo”.

Infatti, il libro racconta l’esperienza di Levi nel campo di

concentramento di Auschwitz-Birkenau e le situazioni cui ha dovuto

assistere, i drammi che ha dovuto vedere e vivere, i soprusi e le

umiliazioni che ha dovuto subire. Nell’incipit, Levi ha inserito una

poesia dove si rivolge ai lettori, paragonandoli a persone che vivono in

case sicure e confortevoli. Poi li invita a considerare se un uomo che

lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane e che

muore per un sì o per un no possa essere considerato tale. Questa

poesia dà senso al titolo.

Nel capitolo “Il viaggio”, il mio preferito, Levi racconta quando lui e gli

altri ebrei sono stati caricati sui vagoni merci fino al loro arrivo al

campo. Narra le condizioni disumane del viaggio, il freddo, la sete e le

sofferenze patite. Una sua frase, che descrive perfettamente quel

momento, è: “Fra le quarantacinque persone del mio vagone, quattro

soltanto hanno rivisto le loro case, e fu di gran lunga il vagone più

fortunato”. Un fatto che mi ha impressionato e colpito è quando Levi

racconta le infezioni ai piedi causate dalle scarpe, che non solo non

erano della sua taglia, ma anche spaiate: “Ricevevamo scarpe e vestiti,

no, non i nostri, altre scarpe, altri vestiti”. Inoltre Levi rimarca la

deprivazione di tutto quello che aveva prima del lager: “Nulla è più

nostro, ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli… Ci toglieranno

anche il nome e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza

di farlo”.

Un altro fatto che mi ha colpito è nel capitolo “Le nostre notti” quando

Levi racconta che non riusciva a dormire per i continui incubi. Uno di

questi, ricorrente, vedeva Levi di nuovo a casa, ignorato dai suoi

familiari e amici mentre racconta l’esperienza in lager: “I miei sono del

tutto indifferenti, parlano confusamente d’altro fra di loro, come se io

non ci fossi”.

Mi è piaciuto molto questo libro perché ti prende dal primo istante. Nulla

è scontato. Di tesi sulla Shoah ce ne sono moti, ma questo è particolare

perché tratta questo tema in modo diretto, senza censure. Mi ha

appassionato lo stile di scrittura di Levi, molto crudo e ricco di

particolari, io lo definirei quasi chimico, e infatti egli lo era, oltre che

uno scrittore e un poeta.

Lo consiglio vivamente perché è una testimonianza di un capitolo

doloroso della nostra storia, sicuramente da ricordare ma da non

ripetere.

 

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1° CLASSIFICATO CLASSI II SECONDARIA di I GRADO

Paola Mastrocola, L’ANNO CHE NON CADDERO LE FOGLIE, Guanda

Autore della recensione LUCREZIA FERDICO 2B Dalmazia

 

Questo racconto parla di una doppia storia d’amore tra due foglioline e

due scoiattoli. Lina era una piccola foglia cresciuta sul ramo più

vecchio, secco e basso di un albero di tiglio. Era una foglia capricciosa

e irrequieta ma, soprattutto, ribelle. Era molto isolata dalle altre foglie

del suo albero, stava su un ramo basso, ma sul finire della primavera

incontrò Ippi, una foglia di ippocastano cresciuta anche lei su un ramo

molto basso. Legarono subito in una grande amicizia ma col tempo si

innamorarono. La legge degli alberi dice che quando arriva l’autunno le

foglie cadono e ne crescono altre la primavera successiva. Lina non

voleva. Era troppo innamorata e non accettava di dover cadere e

abbandonare Ippi, così decise di parlare con il suo amico vento che,

dopo molte riflessioni e perplessità, accettò di non soffiare per tutto

l’autunno e l’inverno. All’inizio nessuno si accorgeva che le foglie non

cadevano, se non i bambini che giocavano sempre con loro. Anche i

giardinieri se ne accorsero perché non potevano né rastrellarle né

lavorare. I genitori erano talmente presi da tantissimi altri problemi che

dicevano “Ma sì, prima o poi cadranno” e davano la colpa al clima.

Anche la scoiattolina Squirri era molto preoccupata: le piaceva molto

guardare, dalla finestrella dell’albero, Volpo, un cucciolo di volpe molto

simpatico, che giocava a basket, cosa che piaceva anche a lei, ma non

aveva mai osato dirlo. Dal momento in cui le foglie non cadevano più, la

scoiattolina non sapeva che fare. Troverà una soluzione? Troverà il

coraggio di parlare con Volpo? Come finirà la storia d’amore tra le due

foglioline?

Questo libro tratta di temi importanti come l’amore, un sentimento forte

per il quale si soffre molto ma si lotta per portarlo avanti. Parla

dell’amicizia, ma anche dell’odio.

 

Una frase molto importante è: “I diritti a questo mondo non si negano a

nessuno”. Si riferiva a Lina che la borbotta perché non è giusto che le

foglie dei sempreverdi non cadano mai come il suo, invece. Sono

d’accordo con questa frase parlando in generale. Un’altra frase è: “Il

bello della vita è proprio che a un certo punto bisogna lasciarla: e tutto

quel che ci piace, ci piace proprio perché finisce”. Questa frase fa

riflettere tanto, non è semplice da comprendere, ma può farti vedere le

cose da un altro punto di vista. Per esempio io dico che la vita è un

regalo, è una sola e va vissuta al meglio e quello che succederà dopo è

solo un mistero che nessuno sa e che nessuno potrà mai svelare.

Questo libro mi è piaciuto particolarmente, mi sento parte di esso e se

dovessi identificare un personaggio sarebbe, senza dubbio, Lina. Ha un

carattere simile a me e la sua storia mi assomiglia particolarmente. Lo

consiglio a chiunque, è semplice, veloce da leggere ma ha una storia

ricca di riflessioni ed emozioni che, a parer mio, possono lasciare un

segno nella vita di tutti.

 

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1 classificato Classi I secondaria di I grado

Leonardo Bonucci, Francesco Ceniti, IL MIO AMICO LEOBaldini-Castoldi

Autore della recensione ANDREA CASELLI 1F Ascoli

 

Andrea è un ragazzino di 12 anni che, dopo la morte del padre, si è trasferito in Brianza con la madre. Qui deve ricominciare una nuova vita, nuovi amici, nuova scuola, nuovi insegnanti…

Però ha da sempre amato il calcio, l’unico punto fermo della sua vita. Infatti è riuscito a guadagnarsi un posto da difensore nella squadra della città, anche se ha un anno meno di tutti gli altri. La sua squadra preferita è la Juventus, anche se il padre tifava la Fiorentina. Il suo idolo è Leonardo Bonucci: lo ammira e segue tutte le sue partite. E’ bravo a scuola e ora va in seconda media alla Giovanni Pascoli. E’ autonomo e sua madre è contenta. Grazie al suo carattere aperto, Andrea riesce subito a fare amicizia con i compagni, ma questo attira l’attenzione e la gelosia di Giovanni, il bullo della scuola, che insieme alla sua banda -i Teschi- lo prende di mira. All’inizio gli attacchi sono poco frequenti e innocui, ma poi diventano sempre più continui e pericolosi. A quest’età è difficile confidarsi con gli adulti, perché si crede di fare la figura della spia o della femminuccia, quindi il ragazzo non dice niente a nessuno. Però a un certo punto iniziano a condizionarlo anche in campo e decide di rivolgersi al suo idolo. “Farò così: scriverò una lettera a Leo. Gli chiederò consiglio per difendermi meglio durante le partite e anche sui Teschi. A lui posso dirlo, lui può capirmi. Ciao Leo, mi chiamo Andrea, ho quasi tredici anni e anch’io gioco in difesa...”. Mai avrebbe sognato che potesse rispondergli e neanche che avrebbe aiutato Giovanni… 

“Il mio amico Leo” è una storia di coraggio e di amicizia, contro il bullismo, che aiuta i ragazzi vittime del bullismo e gli dà una spinta a reagire. Un bullo è un fesso. E’ uno che deve affermare se stesso non in ragione della sua intelligenza, ma in virtù della paura che riesce a indurre nella sua malcapitata vittima. Il libro mi è piaciuto molto perché tratta un argomento riuscendo a renderlo divertente. Poi fa capire l’importanza dello sport e dei valori che ci dà.

Infine mi piace l’idea che i soldi ricavati vadano ad un’associazione che si occupa di bambini malati.

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1 classificato classi V Primaria

Karl Bruckner, IL GRAN SOLE DI HIROSHIMA, Giunti

Autrice della recensione

GIULIA ALONI classe 5^A Meleri

 

 

Il libro è scritto da Karl Bruckner e si intitola Il gran sole di Hiroschima. Narra dell’orrore della bomba atomica lanciata il 6 agosto 1945 su Hiroschima, e racconta la storia di Sadako Sasaki soprannominata la bambina delle mille gru. Sadako Sasaki nata nel 1941 al momento dell’esplosione aveva solo 4 anni. La bambina in quel momento era fuori casa insieme al fratello Scigheo.

Grazie a questo, infatti i due riuscirono a salvarsi. Dieci anni dopo, durante una gara di ciclismo, Sadako senza più forze sviene e viene portata in ospedale. Lì i dottori scoprono, che a Sadako ormai

quattordicenne, restano pochi mesi di vita. Infatti, la ragazzina è affetta da una malattia incurabile, dovuta alle radiazioni della bomba. Da quel giorno, Sadako, inizia a fare origami di gru, con la speranza che arrivata alla millesima gru possa esprimere il desiderio di guarire e di tornare a casa. Ma alla 999 gru l’ultima scintilla di vita che c’è nel corpo di Sadako si spegne e l’anima della bambina vola nell’azzurro del cielo. Fra i tanti temi importanti, c’è sicuramente la determinazione di Sadako, nel voler fare a tutti i costi mille gru, e la speranza di poter guarire. Bisogna riflettere anche sulla crudeltà dell’uomo e degli effetti dovuti alle sue azioni sconsiderate. C’è da aggiungere, che, questo libro ci insegna a rialzarci quando nei momenti difficili cadiamo, come hanno fatto Sadako e la sua famiglia, e ad aiutarci a vicenda, prendendo esempio dalla famiglia Sasaki, che collaborando è riuscita a sopravvivere negli anni di povertà.

“Il gran sole di Hiroschima” è un libro meravigliosamente triste, che racconta la morte e il dolore in modo delicato. Un libro, che esorta a non dimenticare, per non commettere gli stessi errori, e, per creare un futuro migliore,  dimenticando odio e guerra. Consiglio pienamente questo libro, perché è molto avvincente, infatti mi ha lasciato sulle spine, fino all’ultima parola.

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Premi della critica classi V Primaria

Andra e Tatiana Bucci, IL BAULE DEI SEGRETI, Mondadori

Autrice della recensione CARLOTTA LIJOI, 5^A Meleri

 

Quest’autobiografia scritta da Andra e Tatiana Bucci, si intitola “Il baule dei segreti”. La storia narra di queste due bambine, Andra e Tatiana, che siccome si avvicinava il Natale, decisero di montare l’albero di Natale, così, si diedero da fare. Ad un certo punto, decisero di andare a prendere gli addobbi che stavano nella soffitta, ma non appena vi entrarono, un baule attirò la loro attenzione. Aprirono il baule, e tutto il passato le travolse come un’onda. Oggetti, foto e ricordi che appartenevano alla famiglia Ebrea dei Bucci. Si ricordarono, osservando tutti gli oggetti, di tutto quello che passarono a causa della deportazione ad Auschwitz. Quando vennero deportate, i giorni passati nel campo di concentramento, e quando furono liberate, le persone che le aiutarono e che morirono. Ad esempio il trenino di latta che portava sempre il piccolo Sergio, che morì perché venne sottoposto ad alcuni test medici; la stella ebrea che era ricamata sulle camicie che indossavano nei campi e tante altre cose.

Questa storia ci insegna ad aiutare le persone, che siano ebree o no, bianche o nere, proprio come fece una bloekova (una guardiana che controlla i bambini nei campi), che aiutò le due sorelle a prendere delle decisioni. La bloekova, infatti, disse alle due sorelle che qualsiasi domanda veniva posta a loro, dovevano rispondere “no”. Così fecero, ed infatti riuscirono a scampare gli esperimenti medici, che portavano alla morte ogni bambino a cui venivano apportati.

Questa storia ci insegna pure a non dimenticare ciò che successe nei campi, e ad avere coraggio nell’affrontare le cose senza arrendersi mai, a qualsiasi costo, pur di ottenere la libertà. Come autobiografia è commovente ed immersiva, bella e interessante, che racconta il passato per non dimenticare nel futuro. Non è così facile raccontare ciò che hai vissuto nei campi di concentramento, ma Andra e Tatiana ci sono riuscite grazie al loro immenso coraggio.

È un libro scorrevole e che si legge tutto d’un fiato. Uno dei pochi libri adattato per bambini sulla Shoah e un libro che racconta di come dopo la deportazione si rinacque e si continuò a vivere. Grazie ad Andra e Tatiana, adesso, posso ricordare e non dimenticare. Grazie.

Premi della critica Classi V Primaria

Pina Lamberti Sorrentino, CACCIA AL TESORO, Ferraro

Autore della recensione GIONA MELIS classe 5^C Mezzofanti

 

Il libro racconta di quattro ragazzi (Luca, Giovanni, Mariano e Marcello) che migliorano la loro vita povera con il ritrovamento di un antico tesoro. Luca, uno dei ragazzi, è molto riflessivo e il ritrovamento del tesoro per lui è un momento importante che lo spinge a diventare un archeologo. Uno dei tanti temi trattati è quello del confronto che fa Giovanni tra gli adulti e i bambini, ad esempio: in paese c’è una festa e i bambini sono felici e contenti, invece gli adulti sono stressati e stanchi, oppure quando i ragazzi trovano il tesoro e gli adulti pensano solo a rivederlo e a fare soldi, invece i bambini lo vogliono condividere con tutti. Il libro insegna, anche, a non mollare mai e Luca ricorda la frase imparata a scuola: “La cosa più bella che noi possiamo provare è il senso del mistero. Esso è la sorgente di tutta la vera arte e la vera scienza. Chi non ha mai provato questa emozione è come morto: i suoi occhi sono chiusi”. Consiglio ai lettori di leggere questo libro perché dentro esso sono racchiusi concetti importanti, che ti spingono a finire il libro.

CLASSIFICA SECONDARIA I GRADO

2° CLASSIFICATO CLASSI III SECONDARIA I Grado

I. Calvino, IL VISCONTE DIMEZZATO, Garzanti

Autore della recensione EMANUELE BRUNO 3I Ascoli

 

3°CLASSIFICATO CLASSI III

Agatha Christie, DIECI PICCOLI INDIANI, Mondadori

Autore della recensione RICCARDO ACQUAVIVA 3D Dalmazia

 

2° CLASSIFICATO CLASSI II

Luigi Ballerini, HANNA NON CHIUDE MAI GLI OCCHI

Autrice della recensione CHIARA IBRA 2F Ascoli

 

3° CLASSIFICATO CLASSI II

Dayna Lorentz, COME UNA PIUMA, De Agostini

Autrice della recensione ANITA MONGARDI 2F Ascoli

 

2° CLASSIFICATO CLASSI I

Mario Lodi, BANDIERA, Einaudi Ragazzi

Autrice della recensione LAURA ROSSI 1C Dalmazia

 

2° CLASSIFICATO CLASSI I  EX AEQUO

Jeanne Rowling, L’ICKABOG, Salani

Autore della recensione ANDREA ALOJA 1H Ascoli

 

3° CLASSIFICATO CLASSI I

Susanna Tamaro, SALTA BART!, Giunti Junior

Autrice della recensione GIORGIA DE SANCTIS 1D Dalmazia

 

 

CLASSIFICA CLASSI V SCUOLA PRIMARIA

1 CLASSIFICATO EX AEQUO

Luis Sepulveda, STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI’ L’IMPORTANZA DELLA LENTEZZA, Guanda

Autore della recensione PIETRO RIZZO classe 5^A Meleri

II CLASSIFICATO  PRIMARIA

Liz Pichon, IL FICHISSIMO MONDO DI TOM GATES, De Agostini

Autore della recensione CLIO CAPRINO, classe 5^B Mezzofanti

 

III CLASSIFICATO PRIMARIA

Molly Knox Ostertag, IL RAGAZZO STREGA, Il Castoro

Autrice della recensione GAIA OTTAVI5^A Mezzofanti

 

 

 

PREMI DELLA CRITICA CLASSI QUINTE

Joanne Rowling, HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, Salani

Autrice della recensione GIULIA SCIPIONI 5^B Meleri

 

Luigi Garlando, CIPOLLINE, SIETE GRANDI!, Piemme

Autore della recensione ANTONIO MERCATI classe 5^B Mezzofanti

 

Premio della critica classi III second. I grado

Francesco D’Adamo, STORIA DI IQBAL, El

Autrice della recensione LUDOVICA LEOTTA 3D Dalmazia

 

Bebe Vio, SE SEMBRA IMPOSSIBILE ALLORA SI PUO’ FARE, Rizzoli

Autrice della recensione MARGHERITA RADAELLI 3B Dalmazia

 

Viviana Mazza, STORIA DI MALALA, Mondadori

Autrice della recensione STELLA ZAMBRONI 3H Ascoli

 

Daniela Palumbo, A UN PASSO DA UN MONDO PERFETTO, Piemme

Autrice della recensione ALICE MENNINI 3E Ascoli

 

 

PREMIO DELLA CRITICA CLASSI II SCUOLA SECONDARIA I GRADO

Liliana Segre, SCOLPITELO NEL VOSTRO CUORE, Piemme

Autrice della recensione AZZURRA NEGRI classe 2B Dalmazia

 

Elisa Maino, NON TI SCORDAR DI ME, Rizzoli

Autrice della recensione ALICE  ESPOSITO classe 2 A Dalmazia

 

Liliana Segre, Daniela Palumbo, FINO A QUANDO LA MIA STELLA BRILLERA’, Piemme

Autore della recensione  LEONARDO GIOVANNETTI 2E Ascoli

 

Giacomo Mazzariol, MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI, Einaudi

Autrice della recensione MADDALENA DEL VISCIO 2H Ascoli

 

PREMIO DELLA CRITICA CLASSI PRIME SCUOLA SECONDARIA

Francesco D’Adamo, STORIA DI IQBAL, Einaudi Ragazzi

Autrice della recensione GAIA MAGGI classe 1B Dalmazia

 

Luigi Garlando, PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI, Rizzoli

Autore della recensione ROLAND LUKASIEWICE classe 1C  Dalmazia

 

Mino Milani, LA STORIA DI ULISSE E ARGO, Einaudi Ragazzi

Autrice della recensione LUDOVICA MAGNI classe 1E Ascoli

 

David Cirici, MUSCHIO, Il Castoro

Autore della recensione  LORENZO PACI classe 1I Ascoli

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Anche con i libri si combatte la mafia, PCTO con l'Università Cattolica

Come supplemento al numero dell'estate 2021 i nostri lettori hanno ricevuto Quaderni 7 con una trentina di titoli sulle mafie. E' uscito in concomitanza con l'anniversario della strage di Capaci, 23 maggio, e ha visto protagonisti studenti di diversi licei della Lombardia.

Altra data indimenticabile il 19 luglio, con l'assassinio di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta.

 

QUADERNI 7 di MEGLIOUNLIBRO,  suppl. al 94, estate 2021

Si parte con l’intervista a Giovanni Falcone, imprescindibile per chi si avvicini alla tematica delle mafie.

Seguono testi di Borsellino, Chinnici, Ayala, Grasso, o di famigliari di giudici, poliziotti, giornalisti che raccontano la vita di chi è stato ucciso dalla criminalità organizzata. Perché dava fastidio. La giustizia, la lealtà, il racconto della verità, il profondo rispetto per lo Stato: tutti valori che hanno creato “problemi” a qualcuno.

E questi testi, scelti e recensiti dagli studenti, costituiscono una biblioteca preziosa, sono documenti che - grazie al lavoro con gli adulti di riferimento – possono sfociare in un programma d’azione. “Chi voglio essere da grande?”, si chiedono i ragazzi. E la risposta può venire anche da un’attività come questa.

Il progetto “Scrivere le notizie: dalla cronaca alla cultura” si inserisce tra i PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, avviati dall’Università Cattolica per gli istituti superiori. L’obiettivo primario è introdurre i più giovani ai linguaggi del giornalismo e farli cimentare in prove pratiche su settori e media specifici, rendendoli più consapevoli delle tecniche e dei target, per poi operare le loro scelte future.

Siamo partiti da come nasce una notizia, e quali sono le fonti - di un quotidiano, un tg, un radiogiornale - per arrivare a osservare da vicino le tecniche di scrittura, nello specifico quella della recensione di un libro.

Il desiderio è stato sin dall’inizio riuscire a realizzare con gli studenti un vero prodotto editoriale. Così già nella precedente edizione è nata dai docenti referenti l’idea di creare una partnership con Megliounlibro, voce consolidata della non profit Il Segnalibro Book Counselling Service, e preparare un numero speciale. Si tratta di una testata che da 24 anni offre un servizio di volontariato culturale cercando le perle tra i titoli pubblicati di recente, i cosiddetti “classici del futuro”.

Dall’anno scolastico 2020/21 l’ora di Educazione alla Cittadinanza è stata inserita d’obbligo nei curricula scolastici. Vogliamo credere che, nel trattare temi come questo, i più giovani colgano l’opportunità di formarsi come cittadini responsabili. Che escano dalle scuole conoscendo i propri talenti, pronti per metterli al servizio della società.

Laura Prinetti

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RODARI, IL GENIO DELLA FANTASIA (Alternanza Scuola Lavoro 2021)

E' uscito lo speciale supplemento al numero 93, primavera 2021, realizzato nel PCTO “I linguaggi del giornalismo” rivolto agli istituti superiori e promosso dall’Università Cattolica con il contributo di Megliounlibro (marzo 2021).

Se amate la lettura, soprattutto quella che vi sa strappare un sorriso, anche da adulti è necessario un incontro con Gianni Rodari. Alcuni di noi lo hanno conosciuto da bambini e poi… etichettato come poeta delle filastrocche. Sarebbe un errore non riscoprirlo ora, nelle sue infinite qualità: fu scrittore, poeta, giornalista e pedagogista, ma soprattutto fu un amante della lingua italiana e di un modo divertentissimo di insegnarla. Lo si vede chiaro nelle affermazioni disseminate tra le sue opere. Solo alcune:

 “L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere”. (Grammatica della fantasia)

“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo”. (La freccia azzurra)

“L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto”. (Grammatica della fantasia)

E forse la più famosa:

Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

Giornalismo culturale, incontri per studenti liceali (triennio)

Sono partiti nella primavera 2020 e proseguono i seminari rivolti a studenti del triennio liceale sul Giornalismo culturale. La ricchezza dell'esperienza di 25 anni di Megliounlibro viene condivisa dalla redazione con ragazzi che vogliono avere una prospettiva più consapevole sulla lettura dei testi e sulla scrittura delle recensioni. Questo in aggiunta ai progetti di PCTO avviati in collaborazione con l'Università Cattolica. L'articolo proposto di seguito è stato scritto da una di loro.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a [email protected]

Valentina, 16 anni e l'amore per la lettura

LEGGERE...

di Valentina Volpi

Nella mia vita volevo fare il viaggiatore. La frenesia monotona delle mie giornate non mi soddisfaceva, volevo di più. Ambivo alla libertà e la mia immaginazione desiderava qualcosa di diverso.

Sono partita cercando una meta. Mi sono spinta in lontani luoghi che ho voluto ammirare per sempre o che ho desiderato poter cambiare, ho incontrato persone, le ho conosciute, amate, odiate, ho vissuto diverse avventure e paradossalmente mi trovo a vivere un altro tipo di frenesia.

Cosa è cambiato?

La monotonia svanisce nel momento esatto in cui incomincio a leggere.

Entrare in un'altra realtà è complicato, ma solo finché non si riesce a trovare una porta.

Così ho viaggiato di città in città e ho visto il mondo con gli occhi di altri.

Ho provato emozioni senza ritegno, immense nella loro intensità. Attanagliavano il mio animo, tenendolo inquieto e desideroso di sfogliare pagine e guardare inchiostro scorrere veloce al ritmo dei battiti del mio cuore.

Ho rischiato la vita, ho superato la morte, ho sperato in una nuova luce, ho atteso una nuova notte.

In qualsiasi città giungerò, sarò sempre un viaggiatore, straniero ma cosmopolita. Come ogni strada appartiene al viaggiatore, allo stesso modo ogni libro appartiene al lettore.

Cercavo una destinazione, una casa, un luogo sicuro, poi ho capito che non stavo cercando questo. Alla fine è il viaggio che conta.

Partiremo verso l'ignoto su strade infinite portando sempre con noi il ricordo delle storie che abbiamo vissuto.

 

Valentina, di III Liceo, partecipa agli incontri per studenti liceali tenuti dalla nostra redazione e da alcuni docenti su "Leggere e scrivere consapevoli".

Istituto Maria Mater Sapientiae, San Dorligo della Valle (TS)- novembre 2020

Scegliere un libro. A tu per tu con l'autore.

E' il progetto di Lettura consapevole che abbiamo realizzato in questi giorni con la Scuola primaria e secondaria di I grado Maria Mater Sapientiae di San Dorligo del Valle (TS). 

Venerdì 27 novembre dalle 10 alle 12 dalla prima alla IV primaria  hanno incontrato Ayleen Pineda, della redazione e dalla V alle medie hanno incontrato Laura Prinetti.

Sabato 28 novembre tutte le classi sono stati con Rino Alaimo, autore di Il bambino che amava la luna, vincitore del Premio letterario Megliounlibro 2019 e il direttore responsabile di Megliounlibro con i genitori e i docenti della scuola.

Grazie a tutti per aver partecipato con grande entusiasmo. le ore trascorse insieme sono volate! Ora aspettiamo i lavori dei bambini da pubblicare su questa pagina, come d'accordo.

 

Mongolfiera, edizione maggio 2020

A causa dell'emergenza sanitaria non è stato possibile realizzare l'edizione 2020 del concorso scolastico di recensioni La Mongolfiera, a cui ogni anno Megliounlibro partecipa come media sponsor. Pubblichiamo allora volentieri il lavoro di un'alunna di II media, assegnato dalla sua docente di Lettere, prof. Patrizia Gioè (a cui va il nostro sentito GRAZIE) dell'IC De Andreis, sede via Dalmazia a Milano. L'intento è di ricordare Sepulveda non tanto con biografie ed elogi, lo hanno già fatto tutti, bensì grazie alle sue opere e all'impronta che esse lasciano in migliaia di giovanissimi. Noi di Megliounlibro lo abbiamo conosciuto di persona: siamo certi che gli piacerà.

TRACCIA: "Secondo quanto abbiamo detto di Sepulveda in occasione della sua morte, analizza e commenta i concetti dello scrittore qui sotto riportati, dando opinioni personali e raccontando episodi e momenti della tua vita in cui ne hai riconosciuto il valore. Puoi anche fare riferimento a libri di Sepulveda che hai letto".

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Un'alunna di II media ricorda Sepulveda...

di Sofia Castiglia

Luis Sepulveda, nato a Santiago del Cile nel 1949 e morto il 16 aprile 2020 per Coronavirus, virus che da diversi mesi sta influenzando le nostre giornate, è stato uno scrittore capace, rivoluzionario, ecologista. 

Con i suoi libri ha sempre voluto dare un insegnamento morale, si tratta di testi adatti soprattutto a bambini e ragazzi della nostra età.

Vorrei parlare in particolare del titolo che mi ha consigliato la mia professoressa: Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. Una lumaca decide di iniziare un’avventura e si mette in viaggio verso il mondo aperto e pieno di pericoli ma anche di insegnamenti. Un mondo dove tutti corrono, nessuno si ferma, le macchine e il traffico sono un’abitudine e non si conosce più l’importanza del tempo (e di riprenderselo).

Coraggiosa e forte è la lumaca, ma anche la tartaruga, lenta come lei, che rappresenta la saggezza; credo che esse mi abbiano insegnato che nella vita è fondamentale avere coraggio, altrimenti non si riesce ad andare da nessuna parte anche se abbiamo mille progetti in testa.

La vita a mio parere è fatta per sperimentare, e se decidessimo di restare sempre nella campana di vetro non sapremmo mai come è fatto il mondo e che cosa ci perdiamo… La vita è un dono che capita solo una volta e non esiste uno scontrino per cambiarla, siamo noi che dobbiamo impilare i mattoni e ogni azione incide. La vita è troppo breve per sprecarne anche solo una briciola e avere rimpianti.

La lumaca è piccola eppure rappresenta il coraggio: in effetti le creature più piccole, fragili, deboli hanno paura di confrontarsi con le difficoltà. La parola fragile significa “facile alla rottura”, e fragili siamo noi, non la lumaca perché lei non ha paura di confrontarsi con qualcosa di più grande di lei che conosce appena. Noi esseri umani abbiamo spesso paura di fallire anche se siamo più grandi, e gli ostacoli della vita ci mettono alla prova. La lumaca va avanti, ce la mette tutta.

La lumaca incontra quindi la sua amica Memoria (una tartaruga con una dura corazza, saggia e anch’essa lenta). La lumaca viveva in una colonia di lumache e non era mai uscita dal suo habitat, lei però, a differenza delle altre, che credevano di trovarsi nel posto migliore del mondo, voleva capire perché non avesse un nome e cosa veramente c’era di tanto pericoloso all’esterno. Fu Memoria a darle il nome “Ribelle”, ovvero qualcuno che conosce bene la paura ma la sa affrontare, e combatte per i propri sogni. Lei da questa tartaruga si sentì protetta, si aiutarono a vicenda e alla fine riuscì a scoprire l’importanza della lentezza. Grazie al suo coraggio riuscì anche a salvare altre amiche in pericolo. Il coraggio trionfa, la soluzione non è chiudersi e non rischiare, al contrario.

La lumaca voleva avere un’identità, voleva avere un nome e scoprire cosa ci fosse di importante nella lentezza.  Il nome ci indentifica, con il nostro nome scriviamo la nostra storia, la memoria del nostro presente e del nostro passato, il possesso di un nome è un DIRITTO, ci viene dato alla nascita dai genitori, è uno dei primi mattoncini che si mettono nel nostro "muro".

I primi che ci conoscono sono proprio i nostri genitori, sono loro che si sono presi cura di noi quando eravamo solo dei fiorellini.

La famiglia è il luogo dove si coltivano la comunicazione e la saggezza, i genitori ci hanno indirizzato all'inizio del cammino, e ancora ogni giorno ci aiutano a rialzarci. Ci ricordano quello che abbiamo vissuto e ci fanno capire le differenze della vita. Tra il bene e il male, la libertà e la schiavitù…

La famiglia è come una barriera che ti insegna i valori, ti ricorda i tuoi errori e fa di tutto perché tu non li ripeta. I genitori ci proteggono fino a farci capire che saremo noi a dover scegliere della nostra vita.

Oltre alla famiglia c’è qualcos’altro che ci racconta, la parola scritta.

La parola scritta racconta com’eri, come ti sentivi e chi eri. La carta racchiude valori e emozioni che magari non ricordi, e spesso si ride quando rileggiamo ciò che eravamo. Ci sentiamo bambini ed è proprio là che ci rendiamo conto del tempo che passa e noi cresciamo. Magari quello che scriviamo sulla carta non riusciremmo mai a dirlo a voce, perché la carta è come uno specchio per capire chi siamo realmente, non ci fa sentire in imbarazzo, è come una calamita che attira tutto e noi ci liberiamo, tirando fuori i nostri pensieri. E certe volte è strano rileggerli.

Poi ci sono le storie degli altri, le storie che raccontano qualcosa che non si può vedere, o qualcosa di immaginario. Le storie ci aiutano a riflettere su tanti significati della vita, che se non fossero scritti non riusciremmo a capire. La carta anima storie che ancora si devono raccontare. La carta riflette chi siamo, chi vorremo essere e siamo stati, ci aiuta ad accrescere la nostra consapevolezza.

Adesso, per superare questo momento di emergenza, è necessario avere speranza: “Nella vita bisogna coltivare la speranza, la solidarietà, il rispetto, la resistenza alle difficoltà che tolgono apparentemente la speranza di vivere”. Noi siamo in casa ma c’è qualcuno che non ha una casa, che ha poco cibo. Dobbiamo essere solidali. Tutti i cittadini sono da rispettare. Siamo tutti sulla stessa barca e se non abbiamo rispetto di chi ci sta vicino come facciamo a pretenderlo? Non so se la speranza sia l’ultima dea che ci illude o la possibilità estrema della salvezza, però so che oggi bisogna sperare di tornare alla normalità.

Credo che questa sarà una lezione per tutti.

Mi dispiace che Luis Sepulveda non ce l’abbia fatta, ma i veri guerrieri non sono quelli che combattono per avere la gloria, sono quelli che non si tirano indietro accettando che l’avversario sia più forte, come Ettore di Troia che pur sapendo di lasciare la moglie e i figli, sa che un uomo vero non si tira indietro di fronte al nemico. Anche noi adesso dobbiamo combattere, e raggiungeremo il nostro traguardo. 

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X Edizione Concorso letterario “La Mongolfiera” 2019. Megliounlibro media sponsor della gara di recensioni a scuola, Ayleen Pineda della redazione è in giuria

1° CLASSIFICATO CLASSI III SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO

Giacomo Mazzariol
MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI
Einaudi

Autore della recensione: ALBERTO PASINI, classe 3^F Ascoli
 
Questo libro lo dovrebbero leggere tutti, adulti e bambini. Ti fa riflettere sulle nostre abitudini e sui pregiudizi che tutto il tempo ti girano in testa. Ti apre la mente e ti fa vedere il mondo in tutte le sue meraviglie.
Questa è la storia di Giacomo Mazzariol e di suo fratello Giovanni, un ragazzo down.
E’ una domenica come tante e la famiglia Mazzariol si trova in un parcheggio dietro a un cinema. Dopo alcuni secondi di imbarazzante silenzio il padre prende la parola e dice che sarebbe arrivato un nuovo membro in casa, un maschio. Però sarebbe stato “speciale”. Giacomo comincia a fantasticare su tutte le avventure che avrebbe vissuto con suo fratello. La parola “speciale” gli fa volare la mente ancora di più e si convince che suo fratello sarebbe stato un supereroe.
Giovanni già da neonato non è come gli altri bambini. E’ diverso. I suoi occhi a mandorla, il sorriso che gli attraversa tutta la faccia e la sua lunga lingua inizialmente lasciano perplesso il piccolo Giacomo, che però si conferma ulteriormente nella sua idea. Con il passare del tempo, Giovanni mostra molte limitazioni. Per esempio non riesce a camminare e fa fatica a parlare. Inoltre non si concentra sulle cose, si interessa solo di pupazzi dei dinosauri. Con quelli passa interi pomeriggi, come se entrasse in un mondo parallelo. Giacomo a volte ci entra in questo mondo e non vorrebbe più uscirne. Crescendo, Giacomo inizia a dubitare che suo fratello sia un supereroe e trova la conferma in un libro con la scritta “down” ovunque. Inizia a sfogliarlo e chiede subito delle spiegazioni ai suoi genitori che gli dicono che Giovanni è affetto dalla Sindrome di Down. Da qui inizia a vedere il suo fratellino come una cosa di cui vergognarsi e da nascondere a tutti.
Giacomo reinstaurerà il suo rapporto con Giovanni? Lo accetterà ancora per quello che è? Perché tutto sommato è sempre un supereroe...
Questo libro è stato per me emozionante e ha scosso qualcosa nel mio cuore. Infatti mi ha fatto capire quanto le persone down, con tutti i loro problemi, possano essere meravigliose e possano portare il sorriso in una società fatta di ingiustizie e di dolore.
Questo libro mi ha particolarmente coinvolto perché l’autore usa un linguaggio informale e uno stile semplice che mi hanno fatto comprendere il messaggio. La cosa che però mi è piaciuta di più e che ha influito maggiormente sul mio giudizio è stato il fatto che l’autore descriva una tematica così delicata con gli occhi di un bambino, che nel corso del libro matura e diventa uomo.   

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PRIMO CLASSIFICATO, CLASSI PRIME

Michael Ende
LA STORIA INFINITA
Longanesi

Autrice della recensione: BELLINGERI LISA classe 1^E Ascoli

 
Bastiano Baldassarre Bucci è un ragazzo piccolo, grassoccio, amante dei libri e con una grande capacità di inventare e raccontare storie. Vive con il suo papà, che purtroppo non bada molto a lui.
Per la sua forma fisica è spesso preso di mira dai suoi perfidi compagni di classe. Un giorno, mentre sta scappando da loro, si rifugia nel negozio di antiquariato del signor Carlo Corrado Coriandoli e vede un particolare che lo attrae: un libro! Deve assolutamente averlo! Lo ruba di nascosto, si rifugia nella soffitta della sua scuola e inizia a leggerlo. Non sa, però, che quello è un libro speciale, che lo catapulterà nel mondo di “Fantàsia”.
A un certo punto si troverà lui stesso protagonista del libro che sta leggendo: per la sua fantasia è stato scelto come salvatore di Fantàsia.
Ce la farà a salvare il suo mondo e quello di Fantàsia, a tornare da suo padre e ad essere felice?
Questo libro di M. Ende è molto diverso dagli altri: si legge di una storia in cui si legge un’altra storia, sempre imprevedibile, con mondi sempre nuovi, tanti personaggi e moltissime avventure. Lo consiglio a chi vuole sognare ma allo stesso tempo riflettere sulla vita. Ci insegna a non dire le bugie, a non rubare, a credere in noi stessi, ad accettarci per quello che siamo ma, soprattutto, a far scatenare la fantasia.
E’ molto interessante e anche il titolo è perfettamente azzeccato: “La storia infinita” indica il susseguirsi di tante storie. Affronta molti temi, come la vita e la morte, il bene e il male, l’amicizia, le difficoltà della vita. Mi hanno molto colpito le descrizioni: ho potuto immaginare, anche nel più piccolo dettaglio, i colori e i luoghi di Fantàsia.
Il mio personaggio preferito è l’Infanta Imperatrice, che governa sull’impero e che il protagonista deve salvare. Mi è molto piaciuto anche il drago bianco della fortuna, Fùcus, che ha salvato molte volte il protagonista.
Nella edizione di Longanesi alcune parti sono in rosso, quando si parla del mondo degli uomini, altre in verde per il mondo di Fantàsia. Inoltre, la prima lettera della prima parola di ogni capitolo è scritta con una miniatura, in ordine alfabetico. Tutto questo permette di capire meglio i due regni.
Vi consiglio di leggerlo perché è molto bello, ma come si ripete spesso nel libro: “Questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta”.

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PRIMO CLASSIFICATO, CLASSI SECONDE

Fabio Geda
NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI
Baldini & Castoldi

Autore della recensione: TOMMASO Feo, classe 2^D Francesco D’Assisi
 
 
 
Enaiatollah è un ragazzo afgano normale, un giovanotto come tutti gli altri. Suo padre è morto lavorando per un ricco signore: il suo padrone lo aveva incaricato di trasportare delle merci su un camion per fare degli scambi e se non fosse riuscito nell’impresa i suoi due figli sarebbero morti. Lungo il viaggio, però, muore scatenando l’ira del padrone che, per vendetta, continua a presentarsi a casa sua per uccidere i due bambini che, però, non trova mai. Infatti la mamma, astuta, ha scavato una buca nel campo di patate per nascondere i figli. Passa il tempo e Enaiatollah è cresciuto, non ci sta più nella buca, così la madre lo porta in Pakistan, gli promette che diventerà un uomo per bene e lo abbandona, non per cattiveria ma per amore.
Inizia così il viaggio di Enaiatollah che deve cercare di fuggire in Italia scappando dalla guerra.
“Khasta Kokta significa stanco, come una polpetta perché le donne fanno le polpette dalle nostre parti, battendole e battendole, per un lungo tempo nell’incavo della mano. E’ così che mi sentivo”. Questa frase è quella che mi ha colpito di più nel libro. Il ragazzo si è appena accorto di essere stato abbandonato. Si sente come una polpetta, schiacciato da mille domande: “Ce la farò da solo? Come farò a mantenermi senza un lavoro? MI ha colpito molto questa frase perché ora so che cosa si prova ad essere un immigrato: come una polpetta.
Questo libro ha delle tematiche molto forti che fanno ragionare il lettore sull’importanza e sulla fortuna che abbiamo, anche nelle piccole cose. Il tema principale è l’immigrazione. Il ragazzo è un perfetto esempio di immigrato che ha lottato per la sua libertà dalla guerra.
La seconda tematica è la famiglia: anche se non sembra è una tematica molto importante, perché Enaiatollah è stato abbandonato dai suoi cari, ma la famiglia è l’unica cosa che lo spinge ad andare avanti. L’ultima tematica è l’amicizia: nel corso della vicenda incontra ragazzi come lui, che lo accompagneranno verso la libertà.
Il libro mi ha insegnato a ritenermi fortunato ad avere una famiglia, una casa, degli amici e soprattutto una scuola dove posso imparare i miei diritti. Mi ha insegnato a non mollare mai e a non tirarmi indietro e per ritenermi fortunato devo pensare a ragazzi come Enaiatollah.
Questo libro mi è piaciuto molto, è ricco di frasi significative e di avventure strabilianti che a volte possono essere scambiate per fantastiche, tale è il dolore provato: ancora non capisco come un libro così piccolo possa raccontare una storia con dei significati così importanti. Ho finito di leggerlo in una settimana, mi ha fatto ragionare molto il fatto che Enaiatollah non potesse fidarsi di nessuno, nemmeno dei poliziotti perché corrotti.
Consiglio questo libro a tutti, perchè non esiste un’età per conoscere i dolori delle persone sfortunate.
 

IX EDIZIONE Concorso Letterario “LA MONGOLFIERA” 2018

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III media, Primo classificato

Sara GATTO classe 3^B, Francesco d’Assisi

recensione al testo di
 Alessandro D’Avenia
L’ARTE DI ESSERE FRAGILI
Mondadori, 2017

 
Questa è la storia di un uomo che, durante la sua vita, rincorreva sogni e che nella solitudine trova la sua vocazione poetica, il suo modo di vedere l’infinito, le sue riflessioni sulle grandi tematiche. La trama del destino, l’arte di essere fragili...
Alessandro D’Avenia, attraverso delle lettere indirizzate a Giacomo Leopardi, l’uomo che ha folgorato i suoi pensieri più profondi, con domande a cui nessuno sa rispondere, ritrova il senso della vita, insieme alla ricerca di se stessi e alla voglia sovrumana di vivere. Attraverso la sete di conoscenza, cercando anche di fuggire al destino, perché le conclusioni sono date dalla scelta delle azioni che noi prendiamo: cancellando le righe scritte per dare noi la nostra conclusione. Il destino non esiste, al contrario del rimpianto, che è come il rimorso del destino perduto.
Non c’è alcun destino capace di diventare destinazione, perciò nella vita bisogna buttarsi e in caso di fallimento rialzarsi, più forti di prima; anche se nel caso di Leopardi durante il tentativo di fuggire di casa, fallito, la speranza veniva sempre meno, le parole che scriveva nei versi sembravano zittirsi: l’esperienza aveva spazzato via ogni illusione, ogni seme di futuro.
Il futuro che richiama i giovani all’attenzione, ovvero ciò che Leopardi personifica al futuro, l’arte di sperare, di conservare l’infanzia nel cuore senza essere infantili…
Le tematiche fondamentali del libro sono i valori portanti per vivere appieno la vita, attraverso forti e passionali sentimenti; ciò che soddisfaceva l’immaginazione, che non è cosa solo dei poeti, ma di uomini che fanno di ogni azione poesia: un amore, un insegnamento, una gioia o un semplice ringraziamento.
Una frase che mi ha colpito particolarmente è: “Spesso chi non legge fabulae, storie di destini altrui, non sa niente del proprio”; qui spiega l’importanza della condivisione: regalare poesie è come condividere la propria anima, farne a metà per donarne l'essenza agli altri, el’arte di donare ci rende liberi, come una promessa mantenuta.
Un importante insegnamento è quello di aprirsi al dolore e abitarlo come una delle stanze del cuore, vivendo bene nell’attesa, rispettando i tempi della vita. D’Avenia mi ha insegnato che bisogna guardare le piccole cose, perché poi un giorno ci volteremo e capiremo che erano grandi…
Personalmente penso che questo libro ridia una certa dignità a Leopardi, una dose di giustizia che gli spetta, perché spesso e volentieri viene etichettato come il gobbo, come depresso. Ma alla fine siamo noi quelli strani, quelli superficiali.
In Leopardi vibrano potenti l’intelligenza e l’onestà, due qualità che permettono ad un uomo di essere fragili. Le lacrime non dimostrano la fragilità di una persona, ma la grandezza del suo cuore. Leopardi, attraverso le grandi tematiche dei sentimenti, dice che a volte ci sono stati d’animo che non si possono spiegare, e per comprenderne il senso bisogna essere simili.
Ho notato che D’Avenia scrive queste pagine di diario colme di pensieri. Viene messo in luce il suo dolore e la necessità di esprimerlo, poiché nonostante tutto Leopardi non si arrende, insegnandoci attraverso la rielaborazione di D’Avenia, che il dolore fa parte della vita, ad esempio l’infrangersi di un amore; tutti temi definiti al giorni d’oggi banali, ma cose con cui i giovani si scontrano quotidianamente.
Consiglio questo libro a chi vuole captare l’essenza della vita e a chi vuole arricchire la sua fragilità.

Sara Gatto

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II media: Primo classificato

Naide SAVINO DIOMEDE, classe 2^B F. D’Assisi

recensione di
Carlo Greppi

NON RESTARE INDIETRO
Feltrinelli, 2017

 
Francesco è un ragazzo di 16 anni che frequenta la III^C di una scuola superiore. E’ in questa classe da poco perché è stato espulso dalla precedente. Vuole apparire un tipo “duro e insensibile”, ma come tutti gli adolescenti ha un lato più umano e dolce. Si chiude in se stesso e non vuole mostrare la sua personalità per paura di non piacere. Si sente spesso solo e non percepisce l’amore dei suoi genitori. L’unico che lo capisce è Kappa, il migliore amico.
La classe si sta preparando con gli educatori dell’Associazione Deina ad un viaggio al campo di concentramento di Auschwitz. Qui Francesco dovrà fare i conti con i propri sentimenti e capirà veramente chi è e chi vuole essere. I professori e gli educatori rifletteranno con gli studenti sugli aspetti umani delle persone che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale, carnefici, vittime, cittadini. Francesco imparerà a guardare dentro di sé e a parlare con semplicità di paura, parola abolita dal vocabolario degli adolescenti, che non va mai pronunciata, soprattutto in un nuovo gruppo classe in cui inserirsi.
Questo libro tratta temi fondamentali di cui spesso non si parla. Mi ha stupita il fatto che i superstiti, alla fine della guerra, non abbiano subito raccontato. Tutti volevano vivere e dimenticare. Era difficile ammettere con i figli di essere stati deboli, di aver pianto e sofferto. Solo negli anni ’80 iniziarono a parlarne, e nacque la necessità di lasciare una testimonianza.
Leggendo mi è venuta in mente un’intervista a Liliana Segre in cui lei riconosce di aver dovuto aspettare molti anni prima di riuscire a raccontare ciò che aveva vissuto. Afferma che l’indifferenza è il male più grave, può provocare ancora più dolore della violenza.
Indifferenti erano gli uomini comuni, un esercito di 400mila persone che venivano arruolate da un giorno all’altro e obbligate ad uccidere altri uomini indifesi. Perché non si rifiutavano? Per paura, per conformismo, solo pochi per convinzione. Anche i deportati non si ribellavano, sia perché venivano alimentati di speranze dai nazisti che preferivano evitare rivolte, sia perché spesso erano deportati con le famiglie e preferivano non rischiare la vita dei propri cari.
Il viaggio che Greppi fa nell’animo umano passa poi ad analizzare come si sentivano i cittadini. Quando i soldati tornavano in licenza, raccontavano alla famiglia ciò che avevano visto: campi di concentramento dove venivano deportati coloro che erano considerati diversi, non solo ebrei ma anche omosessuali, zingari, disabili e persone con problemi psicologici, magari particolarmente asociali…Non erano tanti quelli che si potevano sentire al sicuro, perché chi non aveva nulla che lo sentisse diverso dagli altri? Un famoso psichiatra citato nel libro, Basaglia, in merito a questo disse: “Visto da vicino nessuno è normale”.
Una frase del libro mi ha fatto riflettere: “La storia non si ripete, fa le rime”. Un’affermazione interessante. Mi interrogo su quanto possa essere pericoloso accettare ogni giorno piccole e grandi ingiustizie. Cosa stiamo facendo per tutti i morti in mare? Cosa stiamo facendo per tutti i bambini sfruttati sul lavoro? La gente preferisce non saperne e pensare al tornaconto personale.
Alla fine c’è la lettera di un deportato, dove una frase molto significativa è: “Ho visto camere a gas costruite da ingegneri istruiti, bambini uccisi con il veleno da medici ben formati, donne uccise e bruciate da diplomati di scuole superiori e università”. Questo vuol dire che istruire non serve a nulla se non accompagnato dal trasformare i giovani in esseri umani in grado di rispettare gli altri e di scegliere la strada giusta.
Durante il nazifascismo si insegnava a discriminare chi era considerato diverso. Oggi per fortuna si insegna solidarietà, rispetto e altruismo. Il viaggio nella storia, fatto con la scuola, su come l’uomo possa essere arrivato alla Shoah, porta Francesco, il protagonista inventato da Greppi per rappresentare tutti gli adolescenti, a riflettere sull’importanza di seguire il giusto e superare l’indifferenza. E anche ad amare la vita, a tenerla stretta, a non lasciarla andare.    

 Naide Savino Diomede

 

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Prima media

1° CLASSIFICATO: Giorgia DELLA BELLA, classe 1I Ascoli 

recensione di 
Michel Morpurgo
VERSO CASA
Piemme

 “Verso casa” è un romanzo che tratta di un ragazzo afgano, di nome Aman, che è costretto a scappare dal suo paese a causa della guerra.
In particolare il libro inizia con Aman e la sua famiglia rinchiusi in un campo di detenzione a Londra, che aspettano di ritornare in Afghanistan perché è stato vietato loro l’asilo politico.
Tutto ciò succede dopo quattro anni in cui il ragazzino è vissuto a Londra, dove aveva incominciato a costruirsi una nuova vita e dove, in particolare, aveva fatto amicizia con Matt, un ragazzo inglese suo coetaneo. Matt e suo nonno (un vecchio giornalista) vanno a trovarli nel centro e in questa occasione Aman e la madre iniziano a raccontare del proprio viaggio. Raccontano dell’incontro con una cagnolina addestrata a trovare ordigni esplosivi, che Aman ha salvato dopo averla trovata affamata e ferita e di come li ha ricambiati accompagnandoli per tutto il percorso. Per questo motivo Aman la chiama Ombra, perché proprio come “un’ombra affettuosa” non vuole abbandonarli, perché la propria ombra non si perde mai. Si racconta anche delle atrocità a cui sono stati sottoposti durante il viaggio, il periodo di tempo in cui sono stati rinchiusi in un camion al buio e al freddo con altre persone.
Il nonno di Matt, colpito da questa storia, decide di scrivere un articolo sul suo giornale organizzando una protesta che porterà alla fine del libro a liberare i due.
Questo libro mi è piaciuto molto perché tratta argomenti importanti, come quello dei rifugiati che sono costretti a scappare dai loro paesi sperando in un futuro migliore e della guerra con tutte le atrocità che comporta, addolcendoli però con argomenti più leggeri e vicini ai miei coetanei come l’amicizia, tra il ragazzo e Ombra e tra Aman e Matt. Mi ha colpito molto la tenacia di Matt nel voler aiutare il suo amico, perché mi ha insegnato che bisogna combattere per i propri ideali fin da piccoli.
Il libro mi ha fatto anche pensare alla differenza tra la nostra vita e quella dei nostri coetanei che hanno come unica “colpa” quella di essere nati nel paese sbagliato. Mi è piaciuta molto la conclusione, perché c’è l’incontro tra Aman e Ombra che erano stati separati per tanto tempo.
Consiglio la lettura ai miei coetanei perché, oltre che essere molto coinvolgente, ci permette di vedere più da vicino il mondo degli immigrati, di cui si parla molto in questi tempi, ma che pochi conoscono veramente.

Giorgia Della Bella

 

Si conclude il Progetto lettura 2018

LEGGERE UN LIBRO è come INCONTRARE UN AMICO
di Giulia Sciartilli

“Leggere è scegliere”: per la nostra associazione di Book Counselling e per la testata megliounlibro è fondamentale far arrivare questo messaggio ai lettori di ogni età. Come si potrebbe infatti leggere tutto? Avrebbe senso? Per questo teniamo ai progetti nelle scuole, come quello partito con 6 classi prime dell’Istituto secondario di I grado de Andreis a Milano. Il progetto di “Lettura consapevole” si intitola: “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore”. Diviso in due fasi, quest’anno è iniziato il 23 febbraio e si conclude il 23 marzo. Nei primi incontri la redazione di Megliounlibro ha iniziato a svelare ai ragazzi tanti piccoli scenari del pianeta editoria, per cogliere insieme l’immenso valore di un il libro.
Insieme ad alcuni componenti della redazione e collaboratori - Ayleen, Laura, Simone, Giulia, Rebecca – circa 140 ragazzini sono stati trascinati in questo meraviglioso mondo che, si è detto, oltre al fascino presenta anche difficoltà e sfide. Non è certo facile arrivare ad azzeccare la scelta di un libro che non ci faccia perdere denaro, ma soprattutto tempo. “Perché il tempo – ha detto Simone agli studenti attentissimi – nessuno ce lo può restituire”.
Allora che cosa può essere utile per orientarsi davanti alla sterminata offerta di libri? Il primo gruppo, composto da 3 classi, ha avuto diversi input dall’intervento di Simone. Con energia, simpatia e grande comunicativa con il target, una volta esposti alcuni aspetti della filiera, ha esemplificato dei metodi per scegliere: dal passaparola tra amici fidati al consiglio della prof di lettere (e non solo), della nonna o di un genitore. Ma anche la cosiddetta “critica letteraria”, una recensione ben impostata, può giungere in aiuto. Tra le migliaia e migliaia di titoli pubblicati ogni anno, gli esperti (e chi meglio dei esperti volontari?), cercano di estrarre le “perle” da consegnare ai giovani lettori. E’ la “mission” di megliounlibro e dell’associazione, in definitiva.
Il secondo turno, con altre 3 classi, ha ascoltato ad occhi e orecchie aperti l’invito alla lettura di Ayleen Pineda. Anche lei, con il suo stile, è riuscita a trasmettere una grande passione ed esperienza, proponendo prima un excursus sui titoli e i generi letterari sul mercato (della narrativa per ragazzi) e poi sui rischi che si possono incontrare scegliendo un libro... solo dalla copertina, dai risvolti o perché è stato designato come “best seller”. E' possibile arrivare ad operare una scelta consapevole e… a fare del libro un amico.
A chiudere i lavori la direttrice di megliounlibro, Laura Prinetti, che ha sintetizzato il caso editoriale di “Geronimo Stilton”, il topo cronista che ha conquistato il mercato mondiale, chiarendo la differenza tra un prodotto di consumo e un’opera artistica. Perché non si può dimenticare che la letteratura… è un'arte!
Ed eccoci di nuovo allo scopo del progetto, dove si vogliono rendere partecipi i ragazzi al mondo del libro anche proponendo loro uno scrittore in carne ed ossa. Ora infatti le classi leggeranno il testo scelto per quest’anno, sotto la guida dei docenti di Italiano. Prossima tappa: “A tu per tu con l’autore”, a marzo. I due momenti non hanno lasciato indifferenti gli studenti della de Andreis. Attentissimi, curiosi, preparati, hanno interagito con la redazione e, incredibile a credersi, hanno letteralmente “divorato” la scrivania lunga  quattro metri che era stata riempita dal Book Counselling con libri validi in “bella mostra”, appuntando sui block-notes qualche titolo per le loro scelte. Buona lettura ragazzi!

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Scegliere un libro: progetto lettura con IC de Andreis, anno scolastico 2017/2018

“A tu per tu con l’autore”: incontro con la scrittrice Paola Mulazzi
di Maria Rebecca Rossi

L’incontro conclusivo del progetto “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore” - con sei classi prime della scuola secondaria di I grado De Andreis di Milano - si è tenuto venerdì 23 marzo. I ragazzi hanno avuto la fortuna di conoscere Zalumia, pseudonimo dell'autrice de “L’estate che non ti aspetti”, che è stato scelto dalla redazione e poi letto e analizzato a lezione insieme ai docenti di Lettere. Edito da Paoline Editoriale Libri, narra la vicenda di Clara, giovanissima fanatica dei social network.
La scrittrice ha interagito con i ragazzi scatenando letteralmente la loro fantasia e inventando con loro storie soltanto con l’ausilio di una lavagna. L’obbiettivo? Far capire quanto sia semplice tramite agevoli tecniche di scrittura dar voce ai propri sentimenti o pensieri. Ma non è stato solo gioco: si sono toccati anche temi attualissimi e determinanti, come le nuove forme di comunicazione digitale, tra cui quella delle Emoji, i simboli con le faccine di messaggistica istantanea, e la sicurezza in Internet, mondo fin troppo accessibile che spesso nasconde insidie anche dove non sembra...
Tra le domande alla scrittrice è stato interessante notare che molte riguardavano non tanto la storia in sé, ma il mondo dell’editoria in generale: quanto tempo ha dedicato alla scrittura del romanzo, perché quella scelta dell’immagine di copertina, come le fosse venuta l’idea. A dimostrazione di come il progetto di Lettura consapevole, al quale la redazione di megliounlibro tiene particolarmente, abbia dato e continui a dare i suoi frutti facendo comprendere ai ragazzi il lavoro concreto che c’è dietro le pagine che hanno letto e che leggeranno.
Lo scopo, in sintesi, era proprio quello di renderli dei lettori attivi e dinamici, che non si fermano alla semplice lettura di un’opera, ma ne esplorano attentamente le sfaccettature, per riconoscere una vera perla nel mare magnum dell’industria libraria, che non sempre propone e pubblicizza testi di qualità.
 

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Edizione 2017 Progetto Scuola: Lettura e Legalità

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A tu per tu con l'autore, alla De Andreis Edizione 2015/2016, con Nicoletta Bortolotti

PROGETTI LETTURA per le scuole
anno scolastico 2015/2016 IC De Andreis, Milano



LEGGERE È SCEGLIERE: A TU PER TU CON L’AUTORE

All’Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, grazie alla disponibilità di insegnanti e studenti, quattro classi di II media hanno portato a termine il progetto Leggere è scegliere: a tu per tu con l’autore.
L’obiettivo è quello di avvicinare il più possibile i ragazzi alla pratica della lettura, facendo maturare in loro il senso critico di chi sa distinguere la qualità di un libro dalla sua popolarità. Organizzato dall'associazione Il Segnalibro Book Counselling Service, il progetto prevedeva diverse fasi. Dopo i  primi incontri con la redazione di Megliounlibro, in cui sono state approfondite le dinamiche del mercato editoriale e illustrati i passaggi nella filiera del libro, gli alunni hanno conosciuto Nicoletta Bortolotti, scrittrice, oltre che redattrice per una nota casa editrice (area ragazzi).
L’autrice ha iniziato descrivendo le responsabilità e le mansioni di chi lavora in una casa editrice, nei diversi ruoli. Ha poi spiegato le distinzioni fra lo scrivere libri destinati ai ragazzi piuttosto che agli adulti e ha spiegato le differenze tra un ghostwriter e un autore.
L’attenzione viva dei ragazzi si è trasformata in attiva partecipazione quando l’incontro si è focalizzato sul testo Sulle onde della libertà, da loro precedentemente letto e discusso in classe.  
La lettura attenta e consapevole ha portato i ragazzi a elaborare domande per l’autrice, incentrate sulla sua professione e sul libro in particolare. Ad esempio le hanno chiesto quale sia, fra quelli che ha scritto, il suo libro preferito. “Come con i figli – ha risposto Nicoletta - è impossibile distinguere un’opera prediletta”, aggiungendo che sono tutte creature sue, a cui è in ugual modo affezionata.
Alla domanda su quale sia il messaggio di Sulle onde della libertà che lei intende trasmettere, l’autrice ha affermato: “Quando scrivo preferisco concentrarmi sulla storia più che sulle tematiche. Questo libro, però, di certo vuole mostrare l’incredibile forza dei ragazzi che, persino nelle situazioni più drammatiche come il conflitto israelo-palestinese, mantengono accesa la voglia di scherzare, di giocare, di dire sì alla vita, di godersi come possono la loro giovinezza”. Emerge senza dubbio l’importanza dell’amicizia, che può nascere anche nei contesti più ostili, come questo fra un palestinese e un israeliano, e nei luoghi più improbabili, come la striscia di Gaza. Elementi centrali sono anche lo sport, qui il surf, che insegna la collaborazione, e il mare, “in cui si può essere liberi”. Liberi dall’odio, dai pregiudizi, dalla devastazione della guerra; liberi di essere amici, non importa se israeliani o palestinesi.
L’incontro si è concluso con la visione di un reportage fotografico in cui i protagonisti del libro e le scene fondamentali sono diventati immagini e testimonianze reali, direttamente da Gaza City.
Il progetto ha riscosso successo tra gli studenti, che hanno potuto accrescere la loro consapevolezza come lettori e pare se ne siano andati via soddisfatti...

 

Sofia Macchi
 

PROGRAMMA INCONTRI
Leggere è scegliere (parte 1 e 2) . A tu per tu con l'autore (parte 3)

1 dicembre 2015: incontro di aggiornamento per docenti di lettere della Scuola secondaria di I grado, a cura della redazione di megliounlibro, del Book counselling service, Milano.

20 gennaio 2016: incontro con le classi II, Leggere è scegliere.
Primo turno 11.40-13.40
Secondo turno 14.30-16.30. A cura della redazione del Book Couselling.

Lettura integrale in classe di un'opera concordata dai docenti insieme alla redazione, "Sulle onde della libertà" e preparazione per un'intervista all'autore.

17 febbraio 2016 incontro con una scrittrice per ragazzi.

 


 

CONCORSO LA MOLGOLFIERA edizione 2015
Abbiamo sostenuto il concorso scolastico di Scrittura per la recensione, organizzato dall'Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, MEDIA SPONSOR IL SEGNALIBRO BOOK COUNSELLING SERVICE. 

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