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Quale genitore per i nostri figli?

Luigi Ballerini

CHIOCCIA TIGRE ELICOTTERO SPAZZANEVE

Armando - San Paolo, 2020

pp. 222, € 16

Che tipo di genitori siamo? Qui ci sono esempi in cui possiamo ritrovarci, in tutto o in parte, sorridendo un po’ (se non troviamo troppe somiglianze!). Ai curiosi si può anticipare la colorita metafora dell’autore che immagina la vita come una piscina in cui la chioccia fa entrare il figlio col salvagente, la tigre lo getta direttamente in acqua, l’elicottero lo dirige con il fischietto da bagnino, e lo spazzaneve si assicura che tocchi il fondo con i piedi. Ma, nonostante la buona fede di questi genitori, è difficile che il bambino impari adeguatamente a nuotare. Ciò che li accomuna è l’ossessione di tenere sotto controllo la crescita del proprio ragazzo, non aiutandolo a sviluppare l’autonomia necessaria per vivere. Pensiamolo piuttosto come erede non solo di beni materiali ma soprattutto del nostro esempio, nell’affrontare l’esistenza. 

Convince il fatto che Luigi Ballerini non dia consigli di metodo, ma di buon senso: ognuno deve trovare il proprio sistema educativo, anche quando si ispira a qualche teoria pedagogica. L’importante è saper smussare le nostre convinzioni, accettando la maturazione dei figli e godendoci lo spettacolo della formazione di nuovi adulti che non avranno più bisogno di noi, pur volendoci bene lo stesso!

Alessandra Compostella

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Media Education: i ragazzi insegnano agli adulti?

Aldo Cazzullo
METTI VIA QUEL CELLULARE
Un papà. Due figli. Una rivoluzione
 
Mondadori, 2017
pp. 198  € 17
 
“Non è possibile che quando andiamo in pizzeria, anziché i vostri volti mi veda sempre davanti i cellulari”, esordisce così Cazzullo, giornalista, in un botta e risposta con i figli, Rossana e Francesco (l’uno studente universitario, l’altra liceale).
“La rete non e soltanto un amplificatore. Seduce, istiga, rovina. Perché il potere immenso che ha accumulato la rende padrona di molte anime, signora di molte esistenze”, dice lui. “Il rischio di farsi influenzare dagli altri c’è sempre stato”, obbiettano loro, ben disposti al dialogo. “E poi sta a noi distinguere le cose innocue che si possono trovare in rete da quelle pericolose”.
Il papà non è fuori dal mondo, ma i giovani sono ovviamente più avanti. Alla fine chi vince? Vince la comunicazione in famiglia, che tutti dimostrano di saper gestire e in cui ci coinvolgono. Non si tratta di contrapporsi ma di confrontarsi, sviscerando le ragioni che portano le nuove generazioni a lasciarsi così assorbire dalle mille opportunità dei social. Si tratta di indirizzarli a cogliere che anche il rapporto con la vita, l’intelligenza e la democrazia si sta rivoluzionando. Ed è in gioco la libertà: siamo controllati nei gusti e nelle scelte da un nuovo Grande Fratello. Il cyberbullismo trova terreno solo dove questa consapevolezza non c’è.

Laura Prinetti

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Da studente a studente, segreti per uno studio efficace

Luca Marannino
SECCHIONE MA NON TROPPO
 
Mondadori, 2015
pp. 96, € 9,90

Luca Marannino, 18 anni, milanese, nel luglio 2015 ha superato l’esame di maturità in quel “temutissimo luogo che ha nome Liceo Classico Giovanni Berchet”. Che cosa lo ha reso in qualche modo famoso e lo ha portato a scrivere questo libro? La sua pagella perfetta: 10 in tutte le materie e alla fine, ovviamente, la Lode.
Come ex-studentessa del Berchet posso testimoniare che un simile risultato è più unico che raro. Il segreto? Eccolo svelato in poche pagine che regalano suggerimenti sul metodo di studio, sul comportamento da tenere in classe e, al tempo stesso, su come distrarsi fuori dalla scuola, perché… stare solo sui libri non va bene. “Voglio sfruttare queste pagine proprio per dare voce ai ragazzi che si impegnano e che raggiungono ottimi risultati pur non essendo per forza dei ‘secchioni’, ma hanno hobby, passioni, praticano sport e amano la compagnia dei coetanei”.
Un libro che va contro la mentalità comune del “minimo sforzo per il massimo risultato”, elogiando invece l’impegno e la fatica, uniche vie per ottenere un solido successo. Un invito a cogliere la scuola come un’occasione, perché “diventi il luogo in cui i ragazzi si salvano, non quello in cui si perdono per strada”. Piacerà a tutti: a studenti “secchioni” o “poltroni”, ai prof, ai genitori.
 

Maddalena Valle

Dare senso ad ogni giornata di scuola

Giovanni Fighera
TRA I BANCHI DI SCUOLA
Un’avventura sempre nuova
Edizioni Ares - Tempi, 2014
pp. 208, € 14,80
 
“La mia esperienza di insegnante mi ha portato a verificare come i giovani, nella maggior parte dei casi, si sentano coinvolti quando venga fatta loro una proposta forte e vera. Non dobbiamo chiederci cosa sia successo ai giovani, ma a noi adulti”. Scrive così Fighera, che, oltre che tra i banchi degli alunni, gira l’Italia per sostenere i docenti nel loro compito sempre più svuotato di entusiasmo. E poi: non abbiamo più il coraggio di fare proposte in cui crediamo, si vede l’influenza del nostro cinismo sui giovani.
La messa a fuoco della situazione è ardua ma è già qualcosa. Quanta demotivazione ovunque, la crisi mette tutti in crisi… E allora? Da lì si riparta! Perché, come scrive Cesare Pavese, citato in questo entusiasmante saggio-diario, “la vita è bella perchè è ricominciare, sempre, ad ogni istante”.
Con la ripresa dell’anno scolastico sarebbe bello che ogni genitore o prof si proponesse di ri-motivarsi, di riscoprire che a scuola si può fare amicizia con Renzo e Lucia o con il Principe di Salina, e tra una declinazione e l’altra ricordare anche il perché della scelta di esser lì.
Che cosa otterranno i ragazzi dallo studio? “Il colore dei campi di grano, per usare un’espressione del Piccolo Principe”. Insieme, come nell’amicizia, scopriremo un pezzo di realtà e di noi stessi. C'è avventura più bella?

Laura Prinetti

 
PS. Se Ti fa piacere vai a vedere il blog dell'autore...

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che bello sapersi accontentare...

Sara Marconi - Francesco Mele
SOBRIETÀ FELICE
Otto incontri e una rivoluzione possibile
La Meridiana, 2011
pp. 74, € 13.00
 
“Essendo le nostre giornate piene di cose da fare, i nostri armadi pieni di vestiti, i nostri frigoriferi pieni di cibo, le nostre orecchie e i nostri occhi pieni di stimoli, quando veniamo messi in situazioni in cui incontriamo il vuoto, spesso veniamo presi dal panico. Eppure quel vuoto è lo spazio nel quale possono entrare altre cose: pensieri e idee, persone e possibilità”. Sobrietà è fare un po’ di silenzio dentro di noi, togliere il superfluo per lasciare che gli eventi quotidiani e le persone acquistino dimensioni e significato.
Essere sobri vuol dire emergere dal mare magnum di cose e parole in cui siamo immersi per respirare e godere ciò che abbiamo, riuscendo a capire che la felicità non consiste nel fare o nell’avere il più possibile ma nel riuscire a entrare in noi trovando e gustando ciò che vale.
Quanto di più lontano dai musi lunghi e annoiati dei nostri bambini/adolescenti, ma anche di adulti che tutto hanno e di poco gioiscono. Perché sobrietà fa rima con felicità e gli autori di questo utile e brioso libro ne propongono la scoperta senza moralismi ma sotto forma di percorso ludico suddiviso in tre macrotappe: il limite, il desiderio e la sobrietà felice, a loro volta divise in altre, fino a costituire gli “8 incontri” del sottotitolo.
 Adriana Amorese

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metodo di studio

Eugenio Daffi
MISSIONE COMPITI
Erickson, 2009
pp. 184, € 12,00
 
Un incubo, una risorsa, un’opportunità: i genitori hanno una loro opinione sui compiti a casa…
Di fatto sarebbe bello – come scrive Daffi in questo accessibilissimo saggio – mettere a fuoco una volta per tutte quale dovrebbe essere il significato del fare e dell’assegnare i compiti: la crescita della persona.
Così i docenti sarebbero più equilibrati nell’assegnarli, i ragazzi più sereni nello svolgerli, e i genitori capirebbero… che non devono farli loro! Né dovrebbero trasformarli in un momento ansiogeno o conflittuale per tutta la famiglia. Allora il ruolo del genitore davanti al figlio che svolge i compiti qual è? mantenere una vicinanza silenziosa e interessata  per sostenere le motivazioni allo studio.
E anche ai docenti si può dire qualcosa se il rapporto OCSE più recente rileva che l’Italia è il Paese in cui ai bambini delle primarie si assegnano più compiti a casa e per le vacanze. I prof si potrebbero chiedere: “Sono anch’io uno di quelli che ne assegna troppi? Perché li assegno e che cosa cerco di ottenere?”.
Una riflessione corale a scopo educativo su questo argomento “scottante” urge realmente per tutte le componenti, per non rovinare il clima familiare da una parte e per arrivare allo scopo: la formazione culturale e umana completa, della persona.
Laura Prinetti