testimonianze - megliounlibro

Dalla Nigeria all'Italia, l'odissea di una donna

Dalla Nigeria all'Italia, l'odissea di una donna
Blessing Okoedion con Anna Pozzi
IL CORAGGIO DELLA LIBERTA’
Paoline, 2017
pp. 124, € 13
  
Blessing è una giovane nigeriana. Si laurea in informatica e, a Benin City, una certa Alice le propone un lavoro in Europa. Sembra un sogno, ma…
Una volta in Italia non c’è un negozio di computer ad attenderla: c’è la strada. Blessing è finita nelle mani dei trafficanti di esseri umani, è stata venduta come merce.
Si ribella, fugge, denuncia. Finalmente arriverà in una casa di accoglienza dove, grazie alle suore, ricostruisce sé stessa e trova il coraggio per aiutare altre donne. Dal desiderio di riscatto nasce la testimonianza di Blessing Okoedion, affiancata dalla giornalista Anna Pozzi.
Una scrittura semplice, scorrevole, delicata, che volutamente a tratti si abbandona a forme imperfette che esaltano l’autenticità del narrato. Pur trattando una tematica forte, tutto è raccontato senza scendere in dettagli raccapriccianti delle violenze.
Una storia capace di catapultarci in una realtà così vicina ma ignorata, che ci induce a pensare alle ingiustizie ma anche alle relazioni, all’affettività, all’importanza della dignità. Il coraggio della libertà non è solo rivolto agli adulti, perché questi argomenti andrebbero trattati  anche a scuola (dal triennio di liceo), per educare al riconoscimento della libertà e al rispetto dell’altro. 
                                                                                                                                                                Francesca Canto
 

In fuga dall'Iran

In fuga dall'Iran
Abbas Kazerooni
CON LE ALI AI PIEDI
Salani, 2014
pp. 256, € 12,00
 
Abbas ha 9 anni, uno in più rispetto all’età minima di leva imposta dagli ayatollah in Iran; la sua famiglia, un tempo ricca e famosa, è perseguitata e ostracizzata come tutte quelle che hanno avuto legami con il regime precedente; manca poco prima che il piccolo venga mandato in guerra, così il padre decide di farlo partire con la madre. Dopo aver a lungo raccolto i soldi per i biglietti per la Turchia, tutto è pronto per la partenza quando, in aeroporto, arriva la notizia: non lasciano partire maman e Abbas dovrà cavarsela da solo.
Il racconto ci conduce attraverso le tappe dell’incredibile impresa di questo “piccolo uomo” che ci stupisce per la furbizia con cui si destreggia fra le vie caotiche di una città sconosciuta, l’ingegnosità che lo spinge a inventarsi occupazioni per guadagnare e passare le giornate al meglio, la scaltrezza con cui agisce nonostante la tenera età diverte e commuove non solo i nuovi amici di Istanbul, ma anche i lettori, insegnando a tutti che niente è impossibile e che non bisogna mai abbattersi.
Una storia vera che ci apre gli occhi sulle condizioni dei bambini nati in Iran e sul coraggio di cui si arma chi scappa dai Paesi in guerra, in cerca di una nuova vita.
Matilde Bertola

O la droga o la vita. Storia vera di Giorgia

O la droga o la vita. Storia vera di Giorgia
Giorgia Benusiglio - Renzo Agasso
Vuoi trasgredire?
NON FARTI!
San Paolo, 2012
pp. 132, € 13,00
Giorgia di buona famiglia. Giorgia una brava ragazza. Giorgia che sa come ci si comporta. Giorgia però, una sera, si lascia prendere dal conformismo, cade nell’ambiguità del ”che cosa vuoi che sia, per una volta? Lo fanno tutti…”. E ingerisce, in discoteca, mezza pasticca di ecstasy. Invece si muore, per mezza pasticca. L’hanno salvata per un pelo con un trapianto immediato di fegato, e se non se ne fosse trovato subito uno, ora Giorgia non sarebbe qui a raccontarlo, in questa testimonianza toccante, che lei mette per iscritto e poi porta a gran voce nelle scuole per dire a tutti che “non è come dicono”. Racconta per filo e per segno i sintomi del suo crollo, avvenuto nel 1999 proprio quando i suoi erano via per lavoro, poi le operazioni, la vita quotidiana in ospedale dove non era mai stata, le visite, i medici, gli amici. Tutto con un linguaggio così spigliato e semplice che sembra ci parli, Giorgia, sembra proprio ci dica di non fare assolutamente quello che ha fatto lei. Oggi Giorgia si sta per laureare in Scienze della formazione in Cattolica, ha 27 anni e dedica i suoi giorni a dire che quando ne aveva 17 c’è cascata. Parlano i suoi genitori, i medici, e ci trasmettono un messaggio cristallino di prevenzione e amore per la vita.
Laura Prinetti

Amare l'altro

Amare l'altro
Mariapia Bonanate
IO SONO QUI
Il mistero di una vita sospesa
Mondadori, 2012
pp. 120, € 17.50
 
“Tu lo sai. Ho esitato a scrivere di questa nuova vita, tua e mia. Uniti e separati dal mistero di un evento che, in poche ore, ha capovolto le nostre esistenze…”. Solo all’inizio Mariapia Bonanate si rivolge direttamente al marito infermo. “Locked in”, chiuso dentro un corpo divenuto scafandro, misteriosamente vigile, impossibilitato a comunicare, solo qualche battito di ciglia. Sei anni, nulla che lasci presagire una guarigione possibile. In questa travolgente testimonianza il contenuto vero è un atto di fede e di affidamento, ora dopo ora, pagina dopo pagina, dialogo silenzioso e grido talvolta violento, spesso fuori dagli schemi, che non lascia indifferenti.
L’esser “chiuso dentro” che diventa la stanza aperta sulla piazza, quella vera, dove abita la famiglia, oggi “allargata” a coloro che condividono la sfida nella faticosa quotidianità. Aperta ad amici, conoscenti, che di quella famiglia entrano in qualche modo a far parte. E poi c’è la presenza, nella vita di Mariapia e nei capitoli, di Etty Illesum, giovane ebrea morta ad Auschwitz, che tramite il suo Diario diventa amica e guida, confronto e conforto, destinataria virtuale delle missive. Accanto, le tante persone sofferenti, esemplari , povere di fatto ma ricche d’altro, che hanno popolato i reportage della giornalista e scrittrice torinese.
Marco Bertola

I martiri di oggi: Pakistan

I martiri di oggi: Pakistan
Daniel Gerber
NON MI RIMANEVA
CHE PREGARE E PIANGERE
Paoline, 2013
pp. 206, € 16,50
 
Teena, Maria, Rebecca, Asia Bibi: sono solo alcuni nomi di giovani cristiane rapite, vendute a musulmani, obbligate a convertirsi all'islam e a un matrimonio forzato in Pakistan. Il giornalista freelance Daniel Gerber ha trascorso settimane nello studio legale CLAAS (Center for Legal Aid Assistance & Settlement), fondato dal paladino dei diritti umani, Joseph Francis, e le ha intervistate. Il libro-testimonianza presenta prima le loro storie, intervallate da parole e considerazioni delle donne coinvolte; nella seconda parte, invece, si focalizza sulla storia del Pakistan, e in particolare sul suo sistema legislativo. Il codice penale pachistano (PPC) contiene infatti articoli relativi alla blasfemia, legge che si è lasciata dietro una scia di devastazione, colpendo troppo spesso le minoranze religiose del Paese. Francis ha un progetto coraggioso: eliminare questi articoli (spesso usati per secondi fini) dalla faccia della terra, servendosi di strumenti giuridici.
Un libro scorrevole, coinvolgente, ricco di informazioni ed excursus che permettono al lettore di calarsi nella realtà pachistana, esaminandone tutte le sfaccettature. “Il Pakistan è anche un paese che innamora”, dirà l'autore. Per tutti, anche per quei giovani interessati al mondo arabo visto da vicino.
Marianna Graziano
 

Dieci anni dopo

Alessandro Gisotti
11 SETTEMBRE
Una storia che continua
Effatà, 2011
pp. 94, € 8.00
Una tragedia senza precedenti davanti a cui nessuno è rimasto indifferente, e gli innumerevoli monumenti, celebrazioni, associazioni sorti per non dimenticare lo dimostrano. La prospettiva di questo testo è però diversa da altre, perché Gisotti, commentatore di politica americana, ha raccolto testimonianze di speranza. Dalle polveri può rinascere un’alba, tanti esempi di eroismo poco noti. Così veniamo a conoscere il racconto del capo dei vigili del Fuoco, quello del parroco di St. Peter a New York, o del poliziotto che è rimasto a scavare tra le ceneri per mesi, e veniamo a sapere degli ultimi istanti dei passeggeri del volo United 93, che doveva cadere sul Pentagono. E che oltre ai 3000 morti delle Torri ce ne sono stati altri 980 per le polveri respirate. Dice un sopravvissuto: “Per me l’eredità che ci hanno lasciato è di pensare alla vita, a come possiamo fare per vivere in modo diverso da prima dell’11 settembre. Questo è il modo migliore per onorarli”. E si capisce che ‘solidarietà’ è la parola chiave, che essa è aumentata, insieme alla voglia di ricostruire, laddove tutto è stato raso a livello Zero. Tra poco verrà completato il nuovo World Trade Center, con una torre di 1776 piedi, cifra che ricorda l’anno della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
Laura Prinetti

La trappola della droga e il carcere

La trappola della droga e il carcere
Saga McOdongo
SCORCIATOIA PERICOLOSA
Paoline, 2009
pp. 144, € 17,00
 
Toccante romanzo-testimonianza dove si sottolinea l'ingenuità dell’autrice-protagonista, Saga McOdongo, che, inseguendo il sogno di facili guadagni, si presta a diventare corriere della droga. Risaltano aspetti come la buona fede, la fiducia tradita, l'illusione e il disorientamento, tipici di chi non ha un credo e una scala di valori cui riferirsi. Le conseguenze sono l'arresto e la detenzione. Si susseguono avvocati, processi, violenza, disumanizzazione, solitudine profonda per la privazione degli affetti familiari su uno sfondo di condizioni igienico-sanitarie critiche, cornice a una storia ricca di contenuti e traccia di un autentico percorso di conversione.
La sua prospettiva nei confronti della vita cambia, e lei rinasce, quando perde la visione orizzontale e inizia a dare una lettura diversa, soprannaturale, a tutte le situazioni quotidiane.
La storia volge al meglio quando cambia la direttrice del carcere: si interrompono le violenze e i soprusi verso le detenute che, finalmente, assurgono al rango di persone, titolari di diritti inalienabili quali l'igiene, l'istruzione e la maternità, anche in un mondo “a parte” come può essere un carcere.
Sabina Paese

La musica può unire...

Elena Cheah
INSIEME
Voci della West-Eastern Divan Orchestra 
Feltrinelli, 2009
pp. 302, € 18,00
Nel 1999 nasce la West-Eastern Divan Orchestra, grazie al direttore d’orchestra Daniel Barenboim e al professore di Letteratura palestinese Edward Said. L’autrice del libro, la violoncellista Elena Cheah, riporta le testimonianze di musicisti che hanno partecipato a questo grandioso progetto che prevede di far suonare insieme israeliani e palestinesi (e non solo).
Nel corso degli anni si succedono diversi orchestrali: alcuni già molto preparati al loro arrivo, altri con il desiderio ardente di far parte di un gruppo tanto prestigioso nel mondo. Ognuno ha il suo bagaglio, di vita, di pregiudizi o paure; ma il confronto continuo (guidato e stimolato dai fondatori della Divan) con chi da sempre è in conflitto apre spiragli per il dialogo e la comprensione tra coloro che fino a quel momento sono stati solo nemici.   
È solo la musica, con la sua universalità e la sua potenza, a creare l’armonia in una realtà così eterogenea (in cui, vista la giovane età dei componenti, esiste anche il momento dello svago). Uno sforzo concreto diretto con maestria a confrontarsi su imponenti partiture e soprattutto verso la possibilità di trasformare la società in cui viviamo...
 Nadia Zito

dal gulag in Cina, storie vere

dal gulag in Cina, storie vere

Harry Wu
CONTRORIVOLUZIONARIO
I miei anni nei gulag cinesi

San Paolo, 2011
pp. 424, € 22,00

 

Questo diario è stato accostato dal Los Angeles Times ad Arcipelago Gulag di Solzenicyn “quale insuperabile testimonianza autobiografica di che cosa accadeva a milioni di innocenti”. Nell’aprile 1960 le autorità del Partito Comunista Cinese arrestano Harry Wu, studente di geologia, figlio di un banchiere di Shangai, e lo gettano in un campo di lavoro (laogao). Benché mai sottoposto a processo, trascorre 19 anni in un inferno fatto di lavori forzati, fame, torture. In questo libro, pubblicato nel 1996 e solo ora tradotto in Italia, Wu, con particolari a volte raccapriccianti, svela la realtà dei laogao: oggi in Cina ce ne sono ancora 1000, con circa 3 milioni di persone internate. Uscito nel 1979, raggiunge nel 1985 gli Stati Uniti dove testimonia davanti al Congresso sugli abusi dei diritti umani in Cina. Anche noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e ascoltare le sue parole: “Non sono un eroe. Volevo solo sopravvivere, allora. E oggi voglio solo che la gente sappia che cosa accade in quelle parti della Cina di cui nessuno parla. Questi fatti non sono accaduti solo nei lager, ma anche nei laogao”. Quanta gente è stata internata? “Nessuno lo sa - dice Wu -, forse 50 milioni di persone”. E conclude lui con una domanda: pensate che la Cina sia qualificata per diventare vostra partner commerciale?

Una testimonianza indelebile della vittoria dello spirito sulla barbarie.

Laura Prinetti

 

dalla Cecenia

Milana Terloeva
HO DANZATO SULLE ROVINE
Corbaccio, 2008
pp. 188, € 14,00
 
Una giovane donna ricostruisce la tragedia senza fine del popolo ceceno dall’invasione russa del 1994, senza passare sotto silenzio anche la deportazione subita nel ‘44 sotto Stalin.
Pagine intense, drammi che scavano nel profondo. L’alternarsi dei piani temporali, ieri-oggi, rende ancora più lacerante il presente, che trova odio dove prima c’era amicizia, miseria dove c’era prosperità.
Pagine che chiedono di restituire alla storia la verità, abbandonando i semplicistici schemi di buoni e cattivi, giusti e ingiusti. Incontriamo il russo combattente, trascinato in Cecenia come militare di leva e carnefice in una guerra che non condivide; il ceceno, entrato nella milizia sperando di aiutare il suo popolo, guardato con sospetto dai colleghi e con disprezzo dai più che lo considerano un collaborazionista dei russi… Pagine che vogliono in un certo senso riparare alle ingiustizie, restituendo ai vivi chi ha subito un destino di morte. Pagine che, facendo rivivere gli orrori di cui è capace l’uomo e che ci hanno raccontato i sopravvissuti agli stermini, perpetrati in nome di qualsiasi ideologia, a qualsiasi latitudine e in qualsiasi tempo, sollecitano il desiderio di essere migliori. “Dopo l’odio non rimane più nulla, assolutamente nulla”…
Silvia Renieri

malgrado la malattia...

malgrado la malattia...
Alessio Tavecchio
CON UNA MARCIA IN PIU’
Paoline Libri, 2008
pp. 214, € 14,00
 
Quando un ragazzo a ventitré anni si vede condannato per sempre alla sedia a rotelle in seguito a un incidente motociclistico può ritenersi, e sicuramente molti lo riterranno, “finito”. Alessio Tavecchio ha fatto una scelta diversa, anche perché ha fatto un incontro diverso. Ha trovato la fede, è uscito dal coma con precisi ricordi di luce, di pace e di presenze che lo hanno aiutato a riprendere il cammino interrotto, e soprattutto a imboccare quella nuova strada che oggi lo rende prezioso per molti giovani.
Il libro, introdotto da una serie di “messaggi” di personaggi degli sport ad alto rischio – da Valentino Rossi a Massa e Scumacher – alterna la testimonianza personale a brani di lettere che Alessio ha ricevuto dai ragazzi delle scuole nelle quali è andato a parlare. Lezioni, in senso lato, nell’ambito dell’educazione civica, della sicurezza stradale. Lezioni (qui la maiuscola ci starebbe anche senza il punto davanti) sul valore e il senso della vita, che positivamente “provocano”, smuovono e commuovono anche i più incalliti tra i “duri” che albergano in ogni classe. Alessio Tavecchio è molto disponibile, ma anche se non tutti lo potranno incontrare di persona, questo libro può fare del gran bene tra gli adolescenti.
Mar. Bert.

Dalla Cambogia all'Europa

Claire Ly
RITORNO IN CAMBOGIA
Paoline, 2008
pp. 186, € 13,00 
 
Dopo 25 anni di lontananza, affrontando la paura del passato (narrata nel precedente diario Tornata dall’inferno), Claire torna in Cambogia, rivede i luoghi e alcuni dei protagonisti della sua tragedia: sarà l’incontro tra la nuova Ly, ora francese, cristiana, occidentalizzata, e quella del passato, buddista, di lingua e cultura interamente orientale. Ricostruisce allora il dipanarsi di quest’incontro sulla linea d’orizzonte del suo animo, “la cui identità è continuamente composta e ricomposta dal confronto con la realtà della vita”.
Il fascino della scrittura di Claire Ly non nasce solo da una felice vena narrativa, da un garbo tutto orientale di vedere le cose, ma è anche frutto di un lavoro di umile introspezione, di silenzio, di preghiera, per giungere al perdono.
Ci sembra che questa testimonianza risponda ai bisogni della nostra generazione, chiamata a imparare le modalità di incontro tra culture con “pazienza e rispetto”, perché “l’integrazione non è il livellamento delle culture, né la lotta per sapere quale schiaccerà l’altra, ma la loro reciproca interpenetrazione”. Per questo lavoro è necessario che una persona “sia bene ancorata nella sua cultura d’origine”, perché le radici sono come “un trampolino che ci consente di proiettarci”. Forse tante difficoltà in Europa nascono dal fatto che gli Europei non conoscono più le loro radici…
Silvia Renieri