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PERCHE' SI CHIAMA COSI'
Nasceva quattro anni fa, 11 dopo la rivista e 13 dopo l'associazione non Profit Il Segnalibro, il sito del Book Counselling Service. Lo abbiamo chiamato "megliounlibro".
Perchè? Megliounlibro che perdere tempo con altre fonti, megliounlibro perchè è un amico che non tradisce e... perchè il dominio ci ricorda che andiamo a caccia dei libri Migliori. Dove vuole arrivare il sito? A farci conoscere meglio dai soci, che in questi anni non sempre sono riusciti a tener dietro alle iniziative attivate. E a farci conoscere dai tanti appassionati del pianeta libro che navigano sul web alla ricerca di qualità. Non vediamo l'ora che ci conoscano e... collaborino! Perchè l'altro obbiettivo è quello di interagire, scambiarsi idee sul bello che esce dai libri.
Che cosa troverete? Un assaggio dei titoli-perla dalla rivista, un po' di counselling e tante news dal mondo di carta che amiamo. Perchè anche voi, orientandovi, lo amiate di più.
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI...
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SONDAGGIO TRA I SOCI: aiutaci a migliorare il segnalibro. Clicca e rispondi in 2 minuti:
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Questa settimana sul GIORNALINO, settimanale per bambini in gamba, si parla del... Book Counselling. Andate a vedere...
http://www.sanpaolo.org/gio/1212gi/editoriale.html
Per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 il segnalibro ha compilato un elenco di libri selezionati, per adulti e ragazzi, nonchè per ciclo scolastico. Un tema delicato e importante, da trattare con i nostri figli e alunni. |
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IN VIAGGIO TRA I LIBRI: una mostra a Novara dal 1 marzo al 1 maggio nella Biblioteca del Liceo classico statale CarloAlberto. I libri di viaggio, da ieri all'oggi. Guarda la p. Incontri e vai. E' una perla. |
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testimonianze
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Alessandro Gisotti
11 SETTEMBRE
Una storia che continua
Effatà, 2011
pp. 94, € 8.00
Una tragedia senza precedenti davanti a cui nessuno è rimasto indifferente, e gli innumerevoli monumenti, celebrazioni, associazioni sorti per non dimenticare lo dimostrano. La prospettiva di questo testo è però diversa da altre, perché Gisotti, commentatore di politica americana, ha raccolto testimonianze di speranza. Dalle polveri può rinascere un’alba, tanti esempi di eroismo poco noti. Così veniamo a conoscere il racconto del capo dei vigili del Fuoco, quello del parroco di St. Peter a New York, o del poliziotto che è rimasto a scavare tra le ceneri per mesi, e veniamo a sapere degli ultimi istanti dei passeggeri del volo United 93, che doveva cadere sul Pentagono. E che oltre ai 3000 morti delle Torri ce ne sono stati altri 980 per le polveri respirate. Dice un sopravvissuto: “Per me l’eredità che ci hanno lasciato è di pensare alla vita, a come possiamo fare per vivere in modo diverso da prima dell’11 settembre. Questo è il modo migliore per onorarli”. E si capisce che ‘solidarietà’ è la parola chiave, che essa è aumentata, insieme alla voglia di ricostruire, laddove tutto è stato raso a livello Zero. Tra poco verrà completato il nuovo World Trade Center, con una torre di 1776 piedi, cifra che ricorda l’anno della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
Laura Prinetti
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O la droga o la vita. Storia vera di Giorgia
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Giorgia Benusiglio - Renzo Agasso
Vuoi trasgredire?
NON FARTI!
San Paolo, 2010
pp. 132, € 13,00
Giorgia di buona famiglia. Giorgia una brava ragazza. Giorgia che sa come ci si comporta. Giorgia però, una sera, si lascia prendere dal conformismo, cade nell’ambiguità del ”che cosa vuoi che sia, per una volta? Lo fanno tutti…”. E ingerisce, in discoteca, mezza pasticca di ecstasy. Invece si muore, per mezza pasticca. L’hanno salvata per un pelo con un trapianto immediato di fegato, e se non se ne fosse trovato subito uno, ora Giorgia non sarebbe qui a raccontarlo, in questa testimonianza toccante, che lei mette per iscritto e poi porta a gran voce nelle scuole per dire a tutti che “non è come dicono”. Racconta per filo e per segno i sintomi del suo crollo, avvenuto nel 1999 proprio quando i suoi erano via per lavoro, poi le operazioni, la vita quotidiana in ospedale dove non era mai stata, le visite, i medici, gli amici. Tutto con un linguaggio così spigliato e semplice che sembra ci parli, Giorgia, sembra proprio ci dica di non fare assolutamente quello che ha fatto lei. Oggi Giorgia si sta per laureare in Scienze della formazione in Cattolica, ha 27 anni e dedica i suoi giorni a dire che quando ne aveva 17 c’è cascata. Parlano i suoi genitori, i medici, e ci trasmettono un messaggio cristallino di prevenzione e amore per la vita.
Laura Prinetti
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La trappola della droga e il carcere
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Saga McOdongo
SCORCIATOIA PERICOLOSA
Paoline, 2009
pp. 144, € 17,00
Toccante romanzo-testimonianza dove si sottolinea l'ingenuità dell’autrice-protagonista, Saga McOdongo, che, inseguendo il sogno di facili guadagni, si presta a diventare corriere della droga. Risaltano aspetti come la buona fede, la fiducia tradita, l'illusione e il disorientamento, tipici di chi non ha un credo e una scala di valori cui riferirsi. Le conseguenze sono l'arresto e la detenzione. Si susseguono avvocati, processi, violenza, disumanizzazione, solitudine profonda per la privazione degli affetti familiari su uno sfondo di condizioni igienico-sanitarie critiche, cornice a una storia ricca di contenuti e traccia di un autentico percorso di conversione.
La sua prospettiva nei confronti della vita cambia, e lei rinasce, quando perde la visione orizzontale e inizia a dare una lettura diversa, soprannaturale, a tutte le situazioni quotidiane.
La storia volge al meglio quando cambia la direttrice del carcere: si interrompono le violenze e i soprusi verso le detenute che, finalmente, assurgono al rango di persone, titolari di diritti inalienabili quali l'igiene, l'istruzione e la maternità, anche in un mondo “a parte” come può essere un carcere.
Sabina Paese
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La musica può unire...
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Elena Cheah
INSIEME
Voci della West-Eastern Divan Orchestra
Feltrinelli, 2009
pp. 302, € 18,00
Nel 1999 nasce la West-Eastern Divan Orchestra, grazie al direttore d’orchestra Daniel Barenboim e al professore di Letteratura palestinese Edward Said. L’autrice del libro, la violoncellista Elena Cheah, riporta le testimonianze di musicisti che hanno partecipato a questo grandioso progetto che prevede di far suonare insieme israeliani e palestinesi (e non solo).
Nel corso degli anni si succedono diversi orchestrali: alcuni già molto preparati al loro arrivo, altri con il desiderio ardente di far parte di un gruppo tanto prestigioso nel mondo. Ognuno ha il suo bagaglio, di vita, di pregiudizi o paure; ma il confronto continuo (guidato e stimolato dai fondatori della Divan) con chi da sempre è in conflitto apre spiragli per il dialogo e la comprensione tra coloro che fino a quel momento sono stati solo nemici.
È solo la musica, con la sua universalità e la sua potenza, a creare l’armonia in una realtà così eterogenea (in cui, vista la giovane età dei componenti, esiste anche il momento dello svago). Uno sforzo concreto diretto con maestria a confrontarsi su imponenti partiture e soprattutto verso la possibilità di trasformare la società in cui viviamo...
Nadia Zito
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dalla Cecenia
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Milana Terloeva
HO DANZATO SULLE ROVINE
Corbaccio, 2008
pp. 188, € 14,00
Una giovane donna ricostruisce la tragedia senza fine del popolo ceceno dall’invasione russa del 1994, senza passare sotto silenzio anche la deportazione subita nel ‘44 sotto Stalin.
Pagine intense, drammi che scavano nel profondo. L’alternarsi dei piani temporali, ieri-oggi, rende ancora più lacerante il presente, che trova odio dove prima c’era amicizia, miseria dove c’era prosperità.
Pagine che chiedono di restituire alla storia la verità, abbandonando i semplicistici schemi di buoni e cattivi, giusti e ingiusti. Incontriamo il russo combattente, trascinato in Cecenia come militare di leva e carnefice in una guerra che non condivide; il ceceno, entrato nella milizia sperando di aiutare il suo popolo, guardato con sospetto dai colleghi e con disprezzo dai più che lo considerano un collaborazionista dei russi… Pagine che vogliono in un certo senso riparare alle ingiustizie, restituendo ai vivi chi ha subito un destino di morte. Pagine che, facendo rivivere gli orrori di cui è capace l’uomo e che ci hanno raccontato i sopravvissuti agli stermini, perpetrati in nome di qualsiasi ideologia, a qualsiasi latitudine e in qualsiasi tempo, sollecitano il desiderio di essere migliori. “Dopo l’odio non rimane più nulla, assolutamente nulla”…
Silvia Renieri
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Gabriella Martino
QUEL PUNTINO UN PO’ SFRANGIATO
Armando, 2008
pp.60, € 8,00
Un linguaggio spigliato, che sa scegliere le parole giuste per trasmettere i pensieri più profondi. E’ quello di Gabriella Martino, giornalista e mamma di tre ragazze, l’ultima delle quali nasce “con un puntino un po’ sfrangiato”, come dicono i dottori riferendosi al Dna di Viviana. Inizialmente sono solo appunti, quelli di Gabriella, stesi per sfogare il dolore, l’incredulità, la fatica di un’avventura che nessuno immagina di saper vivere, con una figlia speciale. Ma poi, con il passare degli anni, le parole scorrono anche meglio, il peso che pareva assurdo viene caricato sulle spalle in pieno.
“La nostra e la sua fortuna è che si sta trasformando in una ragazzina dal carattere meraviglioso: allegra, curiosa di tutto, pronta a fare feste, amante della musica e del ballo, dei viaggi e delle sorprese. Una fonte contagiosa di giovinezza per i suoi genitori, che prendevano tutto troppo sul serio, privilegiando i doveri e le forme, rinunciando alla leggerezza della vita. Ecco, Viviana ha portato la leggerezza nella nostra vita, una leggerezza densa di valori e di significati”.
E Viviana fa la sorella, la figlia, la zia, sempre come protagonista. “Oggi ritengo che se ognuno ha una missione nella vita, Viviana è stata creata per dar gioia e far crescere la sensibilità intorno a sé”.
Gabriella lo fa trasparire: il suo è stato anche un itinerario alla riscoperta di quella Provvidenza che le ha nascosto i doni della vita là, dove non se li sarebbe aspettati. Alla fine
chiarisce, a chi non avesse ancora colto: “Questo giogo è una farfalla…”.
Laura Prinetti
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Alessio Tavecchio
CON UNA MARCIA IN PIU’
Paoline Libri, 2008
pp. 214, € 14,00
Quando un ragazzo a ventitré anni si vede condannato per sempre alla sedia a rotelle in seguito a un incidente motociclistico può ritenersi, e sicuramente molti lo riterranno, “finito”. Alessio Tavecchio ha fatto una scelta diversa, anche perché ha fatto un incontro diverso. Ha trovato la fede, è uscito dal coma con precisi ricordi di luce, di pace e di presenze che lo hanno aiutato a riprendere il cammino interrotto, e soprattutto a imboccare quella nuova strada che oggi lo rende prezioso per molti giovani.
Il libro, introdotto da una serie di “messaggi” di personaggi degli sport ad alto rischio – da Valentino Rossi a Massa e Scumacher – alterna la testimonianza personale a brani di lettere che Alessio ha ricevuto dai ragazzi delle scuole nelle quali è andato a parlare. Lezioni, in senso lato, nell’ambito dell’educazione civica, della sicurezza stradale. Lezioni (qui la maiuscola ci starebbe anche senza il punto davanti) sul valore e il senso della vita, che positivamente “provocano”, smuovono e commuovono anche i più incalliti tra i “duri” che albergano in ogni classe. Alessio Tavecchio è molto disponibile, ma anche se non tutti lo potranno incontrare di persona, questo libro può fare del gran bene tra gli adolescenti.
Mar. Bert.
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dal lager in Cina, tante storie vere
Harry Wu
CONTRORIVOLUZIONARIO
I miei anni nei gulag cinesi
San Paolo, 2008
pp. 424, € 22,00
Questo diario è stato accostato dal Los Angeles Times ad Arcipelago Gulag di Solzenicyn “quale insuperabile testimonianza autobiografica di che cosa accadeva a milioni di innocenti”. Nell’aprile 1960 le autorità del Partito Comunista Cinese arrestano Harry Wu, studente di geologia, figlio di un banchiere di Shangai, e lo gettano in un campo di lavoro (laogao). Benché mai sottoposto a processo, trascorre 19 anni in un inferno fatto di lavori forzati, fame, torture. In questo libro, pubblicato nel 1996 e solo ora tradotto in Italia, Wu, con particolari a volte raccapriccianti, svela la realtà dei laogao: oggi in Cina ce ne sono ancora 1000, con circa 3 milioni di persone internate. Uscito nel 1979, raggiunge nel 1985 gli Stati Uniti dove testimonia davanti al Congresso sugli abusi dei diritti umani in Cina. Anche noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e ascoltare le sue parole: “Non sono un eroe. Volevo solo sopravvivere, allora. E oggi voglio solo che la gente sappia che cosa accade in quelle parti della Cina di cui nessuno parla. Questi fatti non sono accaduti solo nei lager, ma anche nei laogao”. Quanta gente è stata internata? “Nessuno lo sa - dice Wu -, forse 50 milioni di persone”. E conclude lui con una domanda: pensate che la Cina sia qualificata per diventare vostra partner commerciale?
Una testimonianza indelebile della vittoria dello spirito sulla barbarie.
Laura Prinetti
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Dalla Cambogia all'Europa
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Claire Ly
RITORNO IN CAMBOGIA
Paoline, 2008
pp. 186, € 13,00
Dopo 25 anni di lontananza, affrontando la paura del passato (narrata nel precedente diario Tornata dall’inferno), Claire torna in Cambogia, rivede i luoghi e alcuni dei protagonisti della sua tragedia: sarà l’incontro tra la nuova Ly, ora francese, cristiana, occidentalizzata, e quella del passato, buddista, di lingua e cultura interamente orientale. Ricostruisce allora il dipanarsi di quest’incontro sulla linea d’orizzonte del suo animo, “la cui identità è continuamente composta e ricomposta dal confronto con la realtà della vita”.
Il fascino della scrittura di Claire Ly non nasce solo da una felice vena narrativa, da un garbo tutto orientale di vedere le cose, ma è anche frutto di un lavoro di umile introspezione, di silenzio, di preghiera, per giungere al perdono.
Ci sembra che questa testimonianza risponda ai bisogni della nostra generazione, chiamata a imparare le modalità di incontro tra culture con “pazienza e rispetto”, perché “l’integrazione non è il livellamento delle culture, né la lotta per sapere quale schiaccerà l’altra, ma la loro reciproca interpenetrazione”. Per questo lavoro è necessario che una persona “sia bene ancorata nella sua cultura d’origine”, perché le radici sono come “un trampolino che ci consente di proiettarci”. Forse tante difficoltà in Europa nascono dal fatto che gli Europei non conoscono più le loro radici…
Silvia Renieri
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