PERCHE' SI CHIAMA COSI'
Nasceva quattro anni fa, 11 dopo la rivista e 13 dopo l'associazione non Profit Il Segnalibro, il sito del Book Counselling Service. Lo abbiamo chiamato "megliounlibro".
Perchè? Megliounlibro che perdere tempo con altre fonti, megliounlibro perchè è un amico che non tradisce e... perchè il dominio ci ricorda che andiamo a caccia dei libri Migliori. Dove vuole arrivare il sito? A farci conoscere meglio dai soci, che in questi anni non sempre sono riusciti a tener dietro alle iniziative attivate. E a farci conoscere dai tanti appassionati del pianeta libro che navigano sul web alla ricerca di qualità. Non vediamo l'ora che ci conoscano e... collaborino! Perchè l'altro obbiettivo è quello di interagire, scambiarsi idee sul bello che esce dai libri.
Che cosa troverete? Un assaggio dei titoli-perla dalla rivista, un po' di counselling e tante news dal mondo di carta che amiamo. Perchè anche voi, orientandovi, lo amiate di più.
Per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 il segnalibro ha compilato un elenco di libri selezionati, per adulti e ragazzi, nonchè per ciclo scolastico. Un tema delicato e importante, da trattare con i nostri figli e alunni.
IN VIAGGIO TRA I LIBRI: una mostra a Novara dal 1 marzo al 1 maggio nella Biblioteca del Liceo classico statale CarloAlberto. I libri di viaggio, da ieri all'oggi. Guarda la p. Incontri e vai. E' una perla.
saggistica
Economia dell'arte contemporanea
Donald Thompson
LO SQUALO DA 12 MILIONI DI DOLLARI
Mondadori, Strade Blu, 2010
pp. 368, € 18.00
Prendete uno squalo, o meglio fatelo catturare e imbalsamare, e chiamate l’operazione “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone”: se vi chiamate Damien Hirst, potrete ricavarne 12 milioni di dollari. Se cambiate soggetto e montate una lucidatrice Hoover dentro una vetrina di plexiglass e la intitolate “New Hoover, deluxe Shampoo Polisher”, poi la mettete all’asta da Christies o da Sotheby’s ricavandone 2,6 milioni di dollari, dovete essere Jeff Koons.
Prendendo spunto da questi due episodi realmente accaduti, Donald Thompson, economista inglese con la passione per l'arte, si chiede: è l’oggetto in sé ad essere arte e, conseguentemente, a fare del suo esecutore un artista o è il nome dell’artista, ossia il brand, a far sì che il suo prodotto sia arte? Così “quando un artista viene brandizzato, il mercato tende ad accogliere come legittima qualsiasi cosa l’artista produca”…
E quindi, come si crea un brand nell’arte contemporanea? Quali sono i meccanismi delle aste, delle gallerie e dei musei? Che cosa muove il mercato? Il saggio risponde a queste e a tante altre domande aprendo ampi e nuovi squarci di riflessionea proposito della “bizzarra e sorprendente economia dell’arte contemporanea”.
Adriana Amorese
avere o essere
Zygmunt Bauman
HOMO CONSUMENS
Lo sciame inquieto dei consumatori
e la miseria degli esclusi
Erickson, 2009
pp. 164, € 10,00
Il sociologo Bauman parla di società liquida e del sorgere di una nuova specie di poveri: gli esclusi dal consumo.
Nella società liquida ciò che aveva importanza il minuto prima perde di valore il minuto dopo, “tutto scivola via”, da ciò che per sua natura è più effimero, la moda, a ciò che dovrebbe orientarci, la morale.
La persona non si riconosce tanto in ciò che è ma in ciò che ha, o meglio in ciò che riesce a procurarsi in anticipo rispetto “al branco”, così la marca di un orologio o di un’auto mi definisce e mi descrive più puntualmente di una conoscenza personale. Sono, esisto, in quanto consumo. E “la vita di un consumatore non si riduce all’acquisto e al possesso di qualche cosa. Non si riduce nemmeno al fatto che ci liberiamo di ciò che abbiamo acquistato due giorni fa. Ciò che la contraddistingue più di ogni altra cosa è il perenne movimento”. L’homo consumens è incapace di fermarsi; e non solo su un oggetto, ma anche sulla sua stessa vita, intento com’è a cercare di procurarsi l’immagine di un Sè che in realtà non esiste. Chi non riesce a entrare in questo circuito è escluso, additato - secondo Bauman - come incapace di contribuire alla ricchezza del Paese.
La pars construens affidata alle scienze sociali è di riportare al centro l’uomo, con tutta la sua umanità, appunto, compreso il dovere morale di prendersi cura dell’altro.
Adriana Amorese
Libertà e politica
Quinto Tullio Cicerone
MANUALETTO DEL CANDIDATO
Manni, 2004 e 2008
pp. 76, € 8,00
In piena campagna elettorale americana potrebbe sembrare evidente lo scopo con cui la rivista segnala questa lettera che Quinto T. Cicerone scrive al più noto fratello, Marco Tullio, in occasione della sua candidatura, nel 64 a.C. In verità, senza escludere il messaggio politico, l’obiettivo è più ampio e investe in generale i meccanismi della comunicazione.
La consapevolezza che l’opinione pubblica “va plasmata e guidata al fine di trasformarla in un vento costantemente a favore”; la necessità del “gradimento”, più importante del messaggio che si trasmette; l’abilità nell’ottenere “che quanti ti debbono riconoscenza, e quanti invece aspirano ad ottenerla da te, capiscano che per loro non vi sarà altra occasione per sdebitarsi, o per renderti loro grato”; i salutatores, che vanno a rendere omaggio a più candidati, facendosi “corteggiare”, pronti al passaggio da un candidato all’altro; l’homo novus, che deve solo apparire tale, senza esserlo…
Potremmo continuare, ma vogliamo lasciare che il lettore gusti e colga atteggiamenti e meccanismi mentali d’altri tempi, ma a lui ben noti, di questa perla, in verità edita da qualche anno. Il libro è per tutti, ma ne consigliamo la lettura al nuovo elettorato!
Silvia Renieri
Arno Stern e Peter Lindbergh
FELICE COME UN BAMBINO CHE DIPINGE
Armando, 2006
pp.160, € 15
Nel campo del disegno infantile Arno Stern è ritenuto il primo esperto di “educazione creatrice” e lo scopritore della “formulazione”.
Che cos’è la formulazione? L’autore la definisce “manifestazione naturale ma non comunemente conosciuta che, al contrario della creazione artistica, esclude qualsiasi destinatario”. Secondo la sua tesi questa nasce nel bambino e segue un processo evolutivo in tutti gli stadi della vita. Si deduce che i simboli del mondo che il bambino dipinge secondo il suo sviluppo motorio sono elementi strutturali nati dall’inconscio: libero nel suo atto creativo, il piccolo mette in scena un universo a sua misura. E la formulazione svolge un ruolo essenziale che si manifesta su più livelli: inizialmente figure primarie, poi oggetti-immagine e tracciati, infine figure essenziali.
Arno Stern esercita, sin dal 1946, la pratica di educazione creativa all’interno di uno spazio da lui creato, il “Closlieu”. È un vasto atelier di pittura per bambini, frutto di sue lontane esperienze come educatore in un Istituto per orfani di guerra, a Parigi, poi tra remote popolazioni (nella foresta dell’Amazzonia, in Nuova Guinea, nelle savane e nel deserto) presso le quali passò alcuni periodi per approfondire gli studi. Ricorda con commozione: “Quando davo un foglio di carta ad un bambino della foresta vergine, questi lo riempiva spontaneamente con i segni e le figure caratteristiche della formulazione”. Tutte queste esperienze, non comuni, gli hanno dato la certezza che la formulazione è un codice di validità universale.
Nel suo libro, Arno Stern si rivolge, con fare agile ma approfondito, a educatori, insegnanti e anche genitori, attraverso un breve incontro e ad un immaginario colloquio con un bambino che sta felicemente dipingendo nel Closlieu: lo segue senza minimamente interferire con consigli o correzioni nel suo lavoro. Qui il piccolo ha a sua disposizione colori a tempera, matite, pennelli, e materiali indispensabili per la pittura, nonché fogli di carta e tele, da fissare, a opera conclusa, con puntine alle speciali pareti.
Il testo è anche arricchito da belle immagini fotografiche (non a colori, peccato!) di un maestro dell’obbiettivo, il fotografo tedesco Peter Lindbergh, istantanee nelle quali è evidente la felice concentrazione dei bambini che nel dipingere stanno realizzando un prezioso vocabolario della loro infanzia. Con gesto creativo, naturale, in cui vive e “scorre il flusso della formulazione”.
Roberto Bertola
Risorse umane
(a cura di) Elio Meloni
FARE E FORMARE
Persone e progetti
per lo sviluppo del capitale umano
Monti, Saronno 2007
pp. 280, € 17,00
Mission, vision, empowerment: è costituita da ingredienti come questi la nuova formula attraverso cui le aziende italiane sfidano il concorrenziale scenario produttivo o sono solo parole ad effetto, che in realtà nascondono vecchi schemi? Il maquillage linguistico, alla lunga, non regge; quello che oggi serve per essere competitivi è abbandonare vetuste logiche e puntare sulla centralità del capitale umano, per lo sviluppo delle organizzazioni. L’azienda non più vista come ‘un aeroplano’ dove chi è nella cabina di pilotaggio deve “guardare solo i cruscotti, i pulsanti e le leve attraverso cui tracciare la rotta, controllare i parametri e le performance di volo, sorvolare dall’alto mercati e aree di vendita ” bensì l’azienda come ‘una caravella’, “un piccolo natante in balia delle onde, che si manovra sicuramente utilizzando alcuni strumenti (bussola, sestante, binocolo) ma che richiede anche olfatto e intuizione e, soprattutto, capacità di interagire con… i marinai”.
Gli autori degli interventi traggono spunti e schede operative anche dall’esperienza nel non profit, mondo in cui sono basilari la formazione, l’ascolto, la valorizzazione delle capacità del singolo e dove l’elemento più debole non è estromesso né compatito ma aiutato, a rendere per tutto quello che può. Un libro rivolto soprattutto a chi opera nel settore della formazione.