10^ EDIZIONE CONCORSO LETTERARIO “LA MONGOLFIERA” 2019. Anche quest'anno MEGLIOUNLIBRO è media sponsor del concorso di recensioni a scuola, e Ayleen Pineda della nostra redazione è nella giuria. Ecco le recensioni dei primi 3 classificati e i nomi delle menzioni d'onore (Secondaria di primo grado). COMPLIMENTI!!!

10^ EDIZIONE CONCORSO LETTERARIO “LA MONGOLFIERA” ...
1° CLASSIFICATO CLASSI TERZE SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO

Giacomo Mazzariol
MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI
Einaudi

Autore della recensione: ALBERTO PASINI, classe 3^F Ascoli
 
Questo libro lo dovrebbero leggere tutti, adulti e bambini. Ti fa riflettere sulle nostre abitudini e sui pregiudizi che tutto il tempo ti girano in testa. Ti apre la mente e ti fa vedere il mondo in tutte le sue meraviglie.
Questa è la storia di Giacomo Mazzariol e di suo fratello Giovanni, un ragazzo down.
E’ una domenica come tante e la famiglia Mazzariol si trova in un parcheggio dietro a un cinema. Dopo alcuni secondi di imbarazzante silenzio il padre prende la parola e dice che sarebbe arrivato un nuovo membro in casa, un maschio. Però sarebbe stato “speciale”. Giacomo comincia a fantasticare su tutte le avventure che avrebbe vissuto con suo fratello. La parola “speciale” gli fa volare la mente ancora di più e si convince che suo fratello sarebbe stato un supereroe.
Giovanni già da neonato non è come gli altri bambini. E’ diverso. I suoi occhi a mandorla, il sorriso che gli attraversa tutta la faccia e la sua lunga lingua inizialmente lasciano perplesso il piccolo Giacomo, che però si conferma ulteriormente nella sua idea. Con il passare del tempo, Giovanni mostra molte limitazioni. Per esempio non riesce a camminare e fa fatica a parlare. Inoltre non si concentra sulle cose, si interessa solo di pupazzi dei dinosauri. Con quelli passa interi pomeriggi, come se entrasse in un mondo parallelo. Giacomo a volte ci entra in questo mondo e non vorrebbe più uscirne. Crescendo, Giacomo inizia a dubitare che suo fratello sia un supereroe e trova la conferma in un libro con la scritta “down” ovunque. Inizia a sfogliarlo e chiede subito delle spiegazioni ai suoi genitori che gli dicono che Giovanni è affetto dalla Sindrome di Down. Da qui inizia a vedere il suo fratellino come una cosa di cui vergognarsi e da nascondere a tutti.
Giacomo reinstaurerà il suo rapporto con Giovanni? Lo accetterà ancora per quello che è? Perché tutto sommato è sempre un supereroe...
Questo libro è stato per me emozionante e ha scosso qualcosa nel mio cuore. Infatti mi ha fatto capire quanto le persone down, con tutti i loro problemi, possano essere meravigliose e possano portare il sorriso in una società fatta di ingiustizie e di dolore.
Questo libro mi ha particolarmente coinvolto perché l’autore usa un linguaggio informale e uno stile semplice che mi hanno fatto comprendere il messaggio. La cosa che però mi è piaciuta di più e che ha influito maggiormente sul mio giudizio è stato il fatto che l’autore descriva una tematica così delicata con gli occhi di un bambino, che nel corso del libro matura e diventa uomo.   

PRIMO CLASSIFICATO, CLASSI SECONDE

PRIMO CLASSIFICATO, CLASSI SECONDE
Fabio Geda
NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI
Baldini & Castoldi

Autore della recensione: TOMMASO Feo, classe 2^D Francesco D’Assisi
 
 
 
Enaiatollah è un ragazzo afgano normale, un giovanotto come tutti gli altri. Suo padre è morto lavorando per un ricco signore: il suo padrone lo aveva incaricato di trasportare delle merci su un camion per fare degli scambi e se non fosse riuscito nell’impresa i suoi due figli sarebbero morti. Lungo il viaggio, però, muore scatenando l’ira del padrone che, per vendetta, continua a presentarsi a casa sua per uccidere i due bambini che, però, non trova mai. Infatti la mamma, astuta, ha scavato una buca nel campo di patate per nascondere i figli. Passa il tempo e Enaiatollah è cresciuto, non ci sta più nella buca, così la madre lo porta in Pakistan, gli promette che diventerà un uomo per bene e lo abbandona, non per cattiveria ma per amore.
Inizia così il viaggio di Enaiatollah che deve cercare di fuggire in Italia scappando dalla guerra.
“Khasta Kokta significa stanco, come una polpetta perché le donne fanno le polpette dalle nostre parti, battendole e battendole, per un lungo tempo nell’incavo della mano. E’ così che mi sentivo”. Questa frase è quella che mi ha colpito di più nel libro. Il ragazzo si è appena accorto di essere stato abbandonato. Si sente come una polpetta, schiacciato da mille domande: “Ce la farò da solo? Come farò a mantenermi senza un lavoro? MI ha colpito molto questa frase perché ora so che cosa si prova ad essere un immigrato: come una polpetta.
Questo libro ha delle tematiche molto forti che fanno ragionare il lettore sull’importanza e sulla fortuna che abbiamo, anche nelle piccole cose. Il tema principale è l’immigrazione. Il ragazzo è un perfetto esempio di immigrato che ha lottato per la sua libertà dalla guerra.
La seconda tematica è la famiglia: anche se non sembra è una tematica molto importante, perché Enaiatollah è stato abbandonato dai suoi cari, ma la famiglia è l’unica cosa che lo spinge ad andare avanti. L’ultima tematica è l’amicizia: nel corso della vicenda incontra ragazzi come lui, che lo accompagneranno verso la libertà.
Il libro mi ha insegnato a ritenermi fortunato ad avere una famiglia, una casa, degli amici e soprattutto una scuola dove posso imparare i miei diritti. Mi ha insegnato a non mollare mai e a non tirarmi indietro e per ritenermi fortunato devo pensare a ragazzi come Enaiatollah.
Questo libro mi è piaciuto molto, è ricco di frasi significative e di avventure strabilianti che a volte possono essere scambiate per fantastiche, tale è il dolore provato: ancora non capisco come un libro così piccolo possa raccontare una storia con dei significati così importanti. Ho finito di leggerlo in una settimana, mi ha fatto ragionare molto il fatto che Enaiatollah non potesse fidarsi di nessuno, nemmeno dei poliziotti perché corrotti.
Consiglio questo libro a tutti, perchè non esiste un’età per conoscere i dolori delle persone sfortunate.
 

PRIMO CLASSIFICATO CLASSI PRIME

PRIMO CLASSIFICATO CLASSI PRIME
Michael Ende
LA STORIA INFINITA
Longanesi

Autrice della recensione: BELLINGERI LISA classe 1^E Ascoli

 
Bastiano Baldassarre Bucci è un ragazzo piccolo, grassoccio, amante dei libri e con una grande capacità di inventare e raccontare storie. Vive con il suo papà, che purtroppo non bada molto a lui.
Per la sua forma fisica è spesso preso di mira dai suoi perfidi compagni di classe. Un giorno, mentre sta scappando da loro, si rifugia nel negozio di antiquariato del signor Carlo Corrado Coriandoli e vede un particolare che lo attrae: un libro! Deve assolutamente averlo! Lo ruba di nascosto, si rifugia nella soffitta della sua scuola e inizia a leggerlo. Non sa, però, che quello è un libro speciale, che lo catapulterà nel mondo di “Fantàsia”.
A un certo punto si troverà lui stesso protagonista del libro che sta leggendo: per la sua fantasia è stato scelto come salvatore di Fantàsia.
Ce la farà a salvare il suo mondo e quello di Fantàsia, a tornare da suo padre e ad essere felice?
Questo libro di M. Ende è molto diverso dagli altri: si legge di una storia in cui si legge un’altra storia, sempre imprevedibile, con mondi sempre nuovi, tanti personaggi e moltissime avventure. Lo consiglio a chi vuole sognare ma allo stesso tempo riflettere sulla vita. Ci insegna a non dire le bugie, a non rubare, a credere in noi stessi, ad accettarci per quello che siamo ma, soprattutto, a far scatenare la fantasia.
E’ molto interessante e anche il titolo è perfettamente azzeccato: “La storia infinita” indica il susseguirsi di tante storie. Affronta molti temi, come la vita e la morte, il bene e il male, l’amicizia, le difficoltà della vita. Mi hanno molto colpito le descrizioni: ho potuto immaginare, anche nel più piccolo dettaglio, i colori e i luoghi di Fantàsia.
Il mio personaggio preferito è l’Infanta Imperatrice, che governa sull’impero e che il protagonista deve salvare. Mi è molto piaciuto anche il drago bianco della fortuna, Fùcus, che ha salvato molte volte il protagonista.
Nella edizione di Longanesi alcune parti sono in rosso, quando si parla del mondo degli uomini, altre in verde per il mondo di Fantàsia. Inoltre, la prima lettera della prima parola di ogni capitolo è scritta con una miniatura, in ordine alfabetico. Tutto questo permette di capire meglio i due regni.
Vi consiglio di leggerlo perché è molto bello, ma come si ripete spesso nel libro: “Questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta”.

LA MONGOLFIERA 2019, secondi e terzi classificati

LA MONGOLFIERA 2019, secondi e terzi classificati
2°  CLASSIFICATO CLASSI PRIME SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO

Autore: R. Dahl
Titolo: LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO
Editore: Salani –collana Gli Istrici-
Autrice della recensione: CIACCIO SOFIA classe 1^H Ascoli

3° CLASSIFICATO CLASSI PRIME 
 
Autore: E. Orsenna
Titolo: LA GRAMMATICA E’ UNA CANZONE DOLCE
Editore: Salani
Autrice della recensione: BUONGIORNO CARLOTTA classe 1C
                                          Francesco D’Assisi

2° CLASSIFICATO CLASSI SECONDE SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO
 
 
Autore: L. Ballerini
Titolo: HANNA NON CHIUDE MAI GLI OCCHI
Editrice: San Paolo
Autore della recensione: LIJOI DAVIDE classe 2^B Francesco D’Assisi

3° CLASSIFICATO CLASSI SECONDE 
Autore: S. M. Draper
Titolo: MELODY
Editore: Feltrinelli
Autrice della recensione: REIMONDO ANNA classe 2^I Ascoli


2° CLASSIFICATO CLASSI TERZE SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO 
 
Autore: A. Gentile
Titolo: VOLEVO NASCERE VENTO
Edizione: Oscar Junior
Autrice della recensione: DIANIN CAROLA classe 3^A Francesco D’Assisi


3° CLASSIFICATO CLASSI TERZE  
 
Autore: V. D’Urbano
Titolo: NON ASPETTARE LA NOTTE
Editrice: Longanesi TEA
Autrice della recensione: ARGENTINO CHIARA classe 3^C Francesco D’Assisi

“La MONGOLFIERA” 2019, PREMI DELLA CRITICA

CLASSI PRIME 
SCUOLA SECONDARIA 1°GRADO
 
G. Sommariva MURO SUL CUORE Salani
Di ambientazione storica, rileggendo il passato attraverso gli occhi
di un’adolescente, la recensione fa comprendere come i muri,
reali o immaginari, dividano le persone, creino distacchi,
conflitti, sofferenze e dolori, impediscano una vita realizzata:
bisogna trovare il coraggio di abbatterli. 

 VINCITRICE:  BARALDO GIULIA 1^I Ascoli
 
 
F. Ulhman L’AMICO RITROVATO Universale Feltrinelli
Da questo libricino intenso, l’autore della recensione
riflette sull’amicizia, che non può avere confini di
condizione sociale e deve essere lasciata libera
di esprimersi e di arricchire chi la vive.
Una storia sorprendente capace di far conoscere
con semplicità il passato.
 
VINCITORE:  QUAINI RICCARDO, 1^B Francesco D’Assisi
 
CLASSI SECONDE
                                  
E. Puricelli Guerra CUORI DI CARTA Einaudi Ragazzi
Un libro che è una storia d’amore, sull’importanza
di tenere stretti i legami che ci hanno cresciuto,
formato, rafforzato.
L’autore della recensione invita i genitori
a trasmettere ai figli i veri valori della vita.
 
VINCITORE:  RUZZANTE RICCARDO, 2^D Francesco D’Assisi
 

L. Garlando PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI, Rizzoli
La storia del giudice Falcone che si dipana
tra le pieghe di questo intenso romanzo,
è insegnata a un ragazzino di Palermo
nato nello stesso giorno di Capaci:
un esempio indimenticabile di coraggio e di rettitudine. 
 
VINCITRICE:  CASELLI ALICE, 2^E Ascoli
 
 
CLASSI TERZE

G. Dix QUANDO TUTTO QUESTO SARA’ FINITO, Oscar Mondadori
La storia autobiografica di una famiglia ebrea
costretta a fuggire nell’Italia delle leggi razziali.
Questa recensione nasce dall’incontro con l’autore
ed è una testimonianza di forza di volontà e di perdono narrata di padre in figlio.
 
VINCITRICE:     ARTUSO SOFIA 3^I Ascoli
  

P. Genovese IL PRIMO GIORNO DELLA MIA VITA, Einaudi
Una recensione profonda e sensibile di una storia
appassionante come deve essere la vita:
luci e ombre di una crescita difficile, ma meravigliosa,
in cui l’autrice della recensione si immedesima pagina per pagina
e coglie un dettaglio essenziale. La speranza per un futuro migliore.
 
VINCITRICE:     ROSSI EMMA, 3^B Francesco D’Assisi

9^ EDIZIONE CONCORSO LETTERARIO “LA MONGOLFIERA” 2018

d'avenia arte di essere fragili.jpg
1°CLASSIFICATO CLASSI TERZE: Sara GATTO classe 3^B, Francesco d’Assisi

recensione al testo di
 Alessandro D’Avenia
L’ARTE DI ESSERE FRAGILI
Mondadori, 2017

 
Questa è la storia di un uomo che, durante la sua vita, rincorreva sogni e che nella solitudine trova la sua vocazione poetica, il suo modo di vedere l’infinito, le sue riflessioni sulle grandi tematiche. La trama del destino, l’arte di essere fragili...
Alessandro D’Avenia, attraverso delle lettere indirizzate a Giacomo Leopardi, l’uomo che ha folgorato i suoi pensieri più profondi, con domande a cui nessuno sa rispondere, ritrova il senso della vita, insieme alla ricerca di se stessi e alla voglia sovrumana di vivere. Attraverso la sete di conoscenza, cercando anche di fuggire al destino, perché le conclusioni sono date dalla scelta delle azioni che noi prendiamo: cancellando le righe scritte per dare noi la nostra conclusione. Il destino non esiste, al contrario del rimpianto, che è come il rimorso del destino perduto.
Non c’è alcun destino capace di diventare destinazione, perciò nella vita bisogna buttarsi e in caso di fallimento rialzarsi, più forti di prima; anche se nel caso di Leopardi durante il tentativo di fuggire di casa, fallito, la speranza veniva sempre meno, le parole che scriveva nei versi sembravano zittirsi: l’esperienza aveva spazzato via ogni illusione, ogni seme di futuro.
Il futuro che richiama i giovani all’attenzione, ovvero ciò che Leopardi personifica al futuro, l’arte di sperare, di conservare l’infanzia nel cuore senza essere infantili…
Le tematiche fondamentali del libro sono i valori portanti per vivere appieno la vita, attraverso forti e passionali sentimenti; ciò che soddisfaceva l’immaginazione, che non è cosa solo dei poeti, ma di uomini che fanno di ogni azione poesia: un amore, un insegnamento, una gioia o un semplice ringraziamento.
Una frase che mi ha colpito particolarmente è: “Spesso chi non legge fabulae, storie di destini altrui, non sa niente del proprio”; qui spiega l’importanza della condivisione: regalare poesie è come condividere la propria anima, farne a metà per donarne l'essenza agli altri, el’arte di donare ci rende liberi, come una promessa mantenuta.
Un importante insegnamento è quello di aprirsi al dolore e abitarlo come una delle stanze del cuore, vivendo bene nell’attesa, rispettando i tempi della vita. D’Avenia mi ha insegnato che bisogna guardare le piccole cose, perché poi un giorno ci volteremo e capiremo che erano grandi…
Personalmente penso che questo libro ridia una certa dignità a Leopardi, una dose di giustizia che gli spetta, perché spesso e volentieri viene etichettato come il gobbo, come depresso. Ma alla fine siamo noi quelli strani, quelli superficiali.
In Leopardi vibrano potenti l’intelligenza e l’onestà, due qualità che permettono ad un uomo di essere fragili. Le lacrime non dimostrano la fragilità di una persona, ma la grandezza del suo cuore. Leopardi, attraverso le grandi tematiche dei sentimenti, dice che a volte ci sono stati d’animo che non si possono spiegare, e per comprenderne il senso bisogna essere simili.
Ho notato che D’Avenia scrive queste pagine di diario colme di pensieri. Viene messo in luce il suo dolore e la necessità di esprimerlo, poiché nonostante tutto Leopardi non si arrende, insegnandoci attraverso la rielaborazione di D’Avenia, che il dolore fa parte della vita, ad esempio l’infrangersi di un amore; tutti temi definiti al giorni d’oggi banali, ma cose con cui i giovani si scontrano quotidianamente.
Consiglio questo libro a chi vuole captare l’essenza della vita e a chi vuole arricchire la sua fragilità.
Sara Gatto

II media

II media
1° CLASSIFICATO:  Naide SAVINO DIOMEDE, classe 2^B F. D’Assisi

recensione di
Carlo Greppi

NON RESTARE INDIETRO
Feltrinelli, 2017

 
Francesco è un ragazzo di 16 anni che frequenta la III^C di una scuola superiore. E’ in questa classe da poco perché è stato espulso dalla precedente. Vuole apparire un tipo “duro e insensibile”, ma come tutti gli adolescenti ha un lato più umano e dolce. Si chiude in se stesso e non vuole mostrare la sua personalità per paura di non piacere. Si sente spesso solo e non percepisce l’amore dei suoi genitori. L’unico che lo capisce è Kappa, il migliore amico.
La classe si sta preparando con gli educatori dell’Associazione Deina ad un viaggio al campo di concentramento di Auschwitz. Qui Francesco dovrà fare i conti con i propri sentimenti e capirà veramente chi è e chi vuole essere. I professori e gli educatori rifletteranno con gli studenti sugli aspetti umani delle persone che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale, carnefici, vittime, cittadini. Francesco imparerà a guardare dentro di sé e a parlare con semplicità di paura, parola abolita dal vocabolario degli adolescenti, che non va mai pronunciata, soprattutto in un nuovo gruppo classe in cui inserirsi.
Questo libro tratta temi fondamentali di cui spesso non si parla. Mi ha stupita il fatto che i superstiti, alla fine della guerra, non abbiano subito raccontato. Tutti volevano vivere e dimenticare. Era difficile ammettere con i figli di essere stati deboli, di aver pianto e sofferto. Solo negli anni ’80 iniziarono a parlarne, e nacque la necessità di lasciare una testimonianza.
Leggendo mi è venuta in mente un’intervista a Liliana Segre in cui lei riconosce di aver dovuto aspettare molti anni prima di riuscire a raccontare ciò che aveva vissuto. Afferma che l’indifferenza è il male più grave, può provocare ancora più dolore della violenza.
Indifferenti erano gli uomini comuni, un esercito di 400mila persone che venivano arruolate da un giorno all’altro e obbligate ad uccidere altri uomini indifesi. Perché non si rifiutavano? Per paura, per conformismo, solo pochi per convinzione. Anche i deportati non si ribellavano, sia perché venivano alimentati di speranze dai nazisti che preferivano evitare rivolte, sia perché spesso erano deportati con le famiglie e preferivano non rischiare la vita dei propri cari.
Il viaggio che Greppi fa nell’animo umano passa poi ad analizzare come si sentivano i cittadini. Quando i soldati tornavano in licenza, raccontavano alla famiglia ciò che avevano visto: campi di concentramento dove venivano deportati coloro che erano considerati diversi, non solo ebrei ma anche omosessuali, zingari, disabili e persone con problemi psicologici, magari particolarmente asociali…Non erano tanti quelli che si potevano sentire al sicuro, perché chi non aveva nulla che lo sentisse diverso dagli altri? Un famoso psichiatra citato nel libro, Basaglia, in merito a questo disse: “Visto da vicino nessuno è normale”.
Una frase del libro mi ha fatto riflettere: “La storia non si ripete, fa le rime”. Un’affermazione interessante. Mi interrogo su quanto possa essere pericoloso accettare ogni giorno piccole e grandi ingiustizie. Cosa stiamo facendo per tutti i morti in mare? Cosa stiamo facendo per tutti i bambini sfruttati sul lavoro? La gente preferisce non saperne e pensare al tornaconto personale.
Alla fine c’è la lettera di un deportato, dove una frase molto significativa è: “Ho visto camere a gas costruite da ingegneri istruiti, bambini uccisi con il veleno da medici ben formati, donne uccise e bruciate da diplomati di scuole superiori e università”. Questo vuol dire che istruire non serve a nulla se non accompagnato dal trasformare i giovani in esseri umani in grado di rispettare gli altri e di scegliere la strada giusta.
Durante il nazifascismo si insegnava a discriminare chi era considerato diverso. Oggi per fortuna si insegna solidarietà, rispetto e altruismo. Il viaggio nella storia, fatto con la scuola, su come l’uomo possa essere arrivato alla Shoah, porta Francesco, il protagonista inventato da Greppi per rappresentare tutti gli adolescenti, a riflettere sull’importanza di seguire il giusto e superare l’indifferenza. E anche ad amare la vita, a tenerla stretta, a non lasciarla andare.    
 Naide Savino Diomede
 

Prima media

Prima media
1° CLASSIFICATO: Giorgia DELLA BELLA, classe 1I Ascoli 

recensione di 
Michel Morpurgo
VERSO CASA
Piemme

 “Verso casa” è un romanzo che tratta di un ragazzo afgano, di nome Aman, che è costretto a scappare dal suo paese a causa della guerra.
In particolare il libro inizia con Aman e la sua famiglia rinchiusi in un campo di detenzione a Londra, che aspettano di ritornare in Afghanistan perché è stato vietato loro l’asilo politico.
Tutto ciò succede dopo quattro anni in cui il ragazzino è vissuto a Londra, dove aveva incominciato a costruirsi una nuova vita e dove, in particolare, aveva fatto amicizia con Matt, un ragazzo inglese suo coetaneo. Matt e suo nonno (un vecchio giornalista) vanno a trovarli nel centro e in questa occasione Aman e la madre iniziano a raccontare del proprio viaggio. Raccontano dell’incontro con una cagnolina addestrata a trovare ordigni esplosivi, che Aman ha salvato dopo averla trovata affamata e ferita e di come li ha ricambiati accompagnandoli per tutto il percorso. Per questo motivo Aman la chiama Ombra, perché proprio come “un’ombra affettuosa” non vuole abbandonarli, perché la propria ombra non si perde mai. Si racconta anche delle atrocità a cui sono stati sottoposti durante il viaggio, il periodo di tempo in cui sono stati rinchiusi in un camion al buio e al freddo con altre persone.
Il nonno di Matt, colpito da questa storia, decide di scrivere un articolo sul suo giornale organizzando una protesta che porterà alla fine del libro a liberare i due.
Questo libro mi è piaciuto molto perché tratta argomenti importanti, come quello dei rifugiati che sono costretti a scappare dai loro paesi sperando in un futuro migliore e della guerra con tutte le atrocità che comporta, addolcendoli però con argomenti più leggeri e vicini ai miei coetanei come l’amicizia, tra il ragazzo e Ombra e tra Aman e Matt. Mi ha colpito molto la tenacia di Matt nel voler aiutare il suo amico, perché mi ha insegnato che bisogna combattere per i propri ideali fin da piccoli.
Il libro mi ha fatto anche pensare alla differenza tra la nostra vita e quella dei nostri coetanei che hanno come unica “colpa” quella di essere nati nel paese sbagliato. Mi è piaciuta molto la conclusione, perché c’è l’incontro tra Aman e Ombra che erano stati separati per tanto tempo.
Consiglio la lettura ai miei coetanei perché, oltre che essere molto coinvolgente, ci permette di vedere più da vicino il mondo degli immigrati, di cui si parla molto in questi tempi, ma che pochi conoscono veramente.
Giorgia Della Bella









Si conclude il Progetto lettura 2018

LEGGERE UN LIBRO è come INCONTRARE UN AMICO
di Giulia Sciartilli
“Leggere è scegliere”: per la nostra associazione di Book Counselling e per la testata megliounlibro è fondamentale far arrivare questo messaggio ai lettori di ogni età. Come si potrebbe infatti leggere tutto? Avrebbe senso? Per questo teniamo ai progetti nelle scuole, come quello partito con 6 classi prime dell’Istituto secondario di I grado de Andreis a Milano. Il progetto di “Lettura consapevole” si intitola: “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore”. Diviso in due fasi, quest’anno è iniziato il 23 febbraio e si conclude il 23 marzo. Nei primi incontri la redazione di Megliounlibro ha iniziato a svelare ai ragazzi tanti piccoli scenari del pianeta editoria, per cogliere insieme l’immenso valore di un il libro.
Insieme ad alcuni componenti della redazione e collaboratori - Ayleen, Laura, Simone, Giulia, Rebecca – circa 140 ragazzini sono stati trascinati in questo meraviglioso mondo che, si è detto, oltre al fascino presenta anche difficoltà e sfide. Non è certo facile arrivare ad azzeccare la scelta di un libro che non ci faccia perdere denaro, ma soprattutto tempo. “Perché il tempo – ha detto Simone agli studenti attentissimi – nessuno ce lo può restituire”.
Allora che cosa può essere utile per orientarsi davanti alla sterminata offerta di libri? Il primo gruppo, composto da 3 classi, ha avuto diversi input dall’intervento di Simone. Con energia, simpatia e grande comunicativa con il target, una volta esposti alcuni aspetti della filiera, ha esemplificato dei metodi per scegliere: dal passaparola tra amici fidati al consiglio della prof di lettere (e non solo), della nonna o di un genitore. Ma anche la cosiddetta “critica letteraria”, una recensione ben impostata, può giungere in aiuto. Tra le migliaia e migliaia di titoli pubblicati ogni anno, gli esperti (e chi meglio dei esperti volontari?), cercano di estrarre le “perle” da consegnare ai giovani lettori. E’ la “mission” di megliounlibro e dell’associazione, in definitiva.
Il secondo turno, con altre 3 classi, ha ascoltato ad occhi e orecchie aperti l’invito alla lettura di Ayleen Pineda. Anche lei, con il suo stile, è riuscita a trasmettere una grande passione ed esperienza, proponendo prima un excursus sui titoli e i generi letterari sul mercato (della narrativa per ragazzi) e poi sui rischi che si possono incontrare scegliendo un libro... solo dalla copertina, dai risvolti o perché è stato designato come “best seller”. E' possibile arrivare ad operare una scelta consapevole e… a fare del libro un amico.
A chiudere i lavori la direttrice di megliounlibro, Laura Prinetti, che ha sintetizzato il caso editoriale di “Geronimo Stilton”, il topo cronista che ha conquistato il mercato mondiale, chiarendo la differenza tra un prodotto di consumo e un’opera artistica. Perché non si può dimenticare che la letteratura… è un'arte!
Ed eccoci di nuovo allo scopo del progetto, dove si vogliono rendere partecipi i ragazzi al mondo del libro anche proponendo loro uno scrittore in carne ed ossa. Ora infatti le classi leggeranno il testo scelto per quest’anno, sotto la guida dei docenti di Italiano. Prossima tappa: “A tu per tu con l’autore”, a marzo. I due momenti non hanno lasciato indifferenti gli studenti della de Andreis. Attentissimi, curiosi, preparati, hanno interagito con la redazione e, incredibile a credersi, hanno letteralmente “divorato” la scrivania lunga  quattro metri che era stata riempita dal Book Counselling con libri validi in “bella mostra”, appuntando sui block-notes qualche titolo per le loro scelte. Buona lettura ragazzi!

Scegliere un libro: progetto lettura con IC de Andreis, anno scolastico 2017/2018

Scegliere un libro: progetto lettura con IC de And...
“A tu per tu con l’autore”: incontro con la scrittrice Paola Mulazzi
di Maria Rebecca Rossi

L’incontro conclusivo del progetto “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore” - con sei classi prime della scuola secondaria di I grado De Andreis di Milano - si è tenuto venerdì 23 marzo. I ragazzi hanno avuto la fortuna di conoscere Zalumia, pseudonimo dell'autrice de “L’estate che non ti aspetti”, che è stato scelto dalla redazione e poi letto e analizzato a lezione insieme ai docenti di Lettere. Edito da Paoline Editoriale Libri, narra la vicenda di Clara, giovanissima fanatica dei social network.
La scrittrice ha interagito con i ragazzi scatenando letteralmente la loro fantasia e inventando con loro storie soltanto con l’ausilio di una lavagna. L’obbiettivo? Far capire quanto sia semplice tramite agevoli tecniche di scrittura dar voce ai propri sentimenti o pensieri. Ma non è stato solo gioco: si sono toccati anche temi attualissimi e determinanti, come le nuove forme di comunicazione digitale, tra cui quella delle Emoji, i simboli con le faccine di messaggistica istantanea, e la sicurezza in Internet, mondo fin troppo accessibile che spesso nasconde insidie anche dove non sembra...
Tra le domande alla scrittrice è stato interessante notare che molte riguardavano non tanto la storia in sé, ma il mondo dell’editoria in generale: quanto tempo ha dedicato alla scrittura del romanzo, perché quella scelta dell’immagine di copertina, come le fosse venuta l’idea. A dimostrazione di come il progetto di Lettura consapevole, al quale la redazione di megliounlibro tiene particolarmente, abbia dato e continui a dare i suoi frutti facendo comprendere ai ragazzi il lavoro concreto che c’è dietro le pagine che hanno letto e che leggeranno.
Lo scopo, in sintesi, era proprio quello di renderli dei lettori attivi e dinamici, che non si fermano alla semplice lettura di un’opera, ma ne esplorano attentamente le sfaccettature, per riconoscere una vera perla nel mare magnum dell’industria libraria, che non sempre propone e pubblicizza testi di qualità.
 

A tu per tu con l'autore: Zalumia

A tu per tu con l'autore: Zalumia
Dopo le fasi centrali svolte in classe,con i docenti di Lettere, ecco l'incontro con l'autore del testo scelto per l'Edizione 2018. E stavolta è un'autrice! I ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo: bravissimi!

La Mongolfiera, edizione 2017. Concorso scolastico di RECENSIONI (secondaria di I grado)

La Mongolfiera, edizione 2017. Concorso scolastico...
1° CLASSIFICATO:
LALOMIA ANDREA   classe 1^B   Plesso FRANCESCO D’ASSISI, scuola secondaria I grado, Milano

 
Joseph Joffo
UN SACCHETTO DI BIGLIE
Rizzoli


Penso che UN SACCHETTO DI BIGLIE sia uno dei libri più emozionanti ed avventurosi che abbia letto. La storia è stata scritta dal protagonista, ovvero Joseph Joffo che, insieme a suo fratello Maurice, ha affrontato pericoli e disavventure, scampando alla morte e alla deportazione nei campi di sterminio. La parte iniziale è ambientata a Parigi in un grazioso appartamento dove la famiglia Joffo vive in serenità. La scuola per i due fratelli è come la scuola per tutti gli altri: noiosa, con insegnanti severe o addirittura cattive e con altre migliaia di difetti. Il padre fa il barbiere, la madre è disoccupata.
Ogni giorno sembrava uguale all’altro finchè una mattina i compagni di classe incominciarono a lanciare insulti contro i due poveri ragazzi, perché ebrei. Anche il comportamento dell’insegnante cambiò, non interrogò più Joseph, non gli parlò più, non lo rimproverò più, era diventato invisibile. A casa i fratelli seppero dal padre che dovevano andarsene per evitare la deportazione. Per raggiungere la Francia libera bisognava salire continuamente sui treni, attraversare dogane, controlli, ma soprattutto sfuggire alla polizia nazista. Uscirono dopo cena con il cuore in lacrime. Entrarono alla stazione centrale, comprarono due biglietti per Dax e salirono sul primo treno, che sembrava un lungo serpente diviso in anelli. La sfida contro la morte era appena cominciata...
Il racconto narrato descrive eventi tragici della storia dell’umanità attraverso gli occhi dei due protagonisti: Maurice e Joseph, di dieci e sette anni. Nonostante tutto riescono a sorridere, a sperare per un futuro migliore, a credere nelle loro capacità e a sopportare la mancanza degli affetti più cari. La guerra li farà crescere. A questo proposito mi ha colpito la seguente frase: “Nella notte senza luce, nelle strade deserte dell’ora in cui stava per cominciare il coprifuoco sparimmo nelle tenebre. Era finita l’infanzia”. Invece che giocare, scherzare spensierati come tutti i ragazzi, Maurice proteggerà e guiderà suo fratello, difendendolo come un padre dai nazisti.
Nulla sarà come prima. I due fratelli saranno costretti a usare l’inganno e la bugia per salvarsi.
Non mancano episodi divertenti che contribuiscono a sollevare il morale e rendono scorrevole la lettura.
Questa storia mi è piaciuta molto, facendomi venire le lacrime agli occhi.
Joseph è un ragazzino che si ritrova in una guerra voluta dagli adulti dove lui non c’entra assolutamente nulla.
La scrittura è chiara e gli eventi drammatici sono scritti in modo semplice e diretto per i più piccoli. Mi sono emozionato molto durante le vicende dei personaggi ed ho sofferto con loro.
Consiglio la lettura ai ragazzi e non che non vogliono dimenticare eventi drammatici realmente accaduti che hanno avuto eco in tutto il mondo.
Andrea Lalomia
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2° CLASSIFICATO:
BALESTRI EDOARDO, 1^E    Plesso ASCOLI
 
E. Weaver
IL PICCOLO BURATTINAIO DI VARSAVIA
Mondadori


Un cappotto protegge dal freddo. Ma può un cappotto proteggere dal male?
Il cappotto che Mika Hernsteyn, un giovane ebreo polacco rinchiuso nel ghetto di Varsavia, eredita dal nonno ucciso dai nazisti, si rivelerà pieno di tasche e segreti.
Mika ritrova, in una tasca, dei burattini, la passione segreta del nonno; con essi regala gioia e speranza agli abitanti del ghetto, dove nel 1940, appena costruito, erano morti i sentimenti felici insieme al futuro. La sua abilità è apprezzata persino da un nazista, Max Meierhauser, che lo costringe a inscenare storie per gli ufficiali. Mika inizia a fare questi spettacoli e sfrutta questa opportunità per nascondere bambini nel cappotto e portarli al di là del ghetto. Prima di fuggire e andare in America, dona due burattini a Max: il dottore e il principe. Il dottore è spedito al figlio di Max, che tiene per sé il principe. Mika è in America, Max viene deportato in Siberia, dove è torturato come gli ebrei dai nazisti. Fugge e torna in Germania dalla moglie e dal figlio, ma non si riprenderà mai dalle torture e sentirà i suoi cari lontani. Prima di morire, però, diventerà nonno perché suo figlio ha una figlia, Mara.
La bimba si appassiona ai burattini e alle storie dell’Olocausto e il principe diverrà il suo migliore amico. Da adulta diventerà burattinaia e racconterà la storia di Mika e del nonno. Lo spettacolo avrà un successo strepitoso...
Poi però gli avvenimenti precipitano...
Il libro racconta due delle più grandi tragedie del secolo scorso, ma riesce a comunicare insegnamenti profondi riguardanti il coraggio, importantissimo, la Memoria, l’arrendevolezza (da evitare). La forza di Mika sta in questo.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è una storia meravigliosa fitta di particolari. Quando Mika ragazzo trasporta i bambini fuori dal ghetto se li tiene stretti al petto per non farli piangere. Inoltre ti trasmette messaggi diretti al cuore. E’ meraviglioso, forse il migliore che abbia mai letto. Al termine sono rimasto colpito dalla bravura dell’autrice che ha saputo raccontare le pagine più orrende della storia in un modo in cui il male non prevale né muore. Non vi sono parti scollegate fra loro e sembra spesso che l’autrice abbia vissuto tutte queste avventure di persona. Inoltre i personaggi, benché sia possibile identificarsi, sono unici e speciali.
Consiglio vivamente di leggere questo libro anche perché, una volta iniziato non si ha più voglia di staccarsi dalla storia, che si sogna ogni notte, cercando di immaginare il finale.
Edoardo Balestri 
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3° CLASSIFICATO:
BEVACQUA REBECCA,  1^A, FRANCESCO D’ASSISI
 
John Boyne
IL BAMBINO CON IL CUORE DI LEGNO
Bur Extra


IL BAMBINO CON IL CUORE DI LEGNO è un libro di J. Boyne. Noah ha 8 anni e scappa di casa per paura di affrontare la morte della madre (in fin di vita). Nel suo viaggio (di un giorno) passa per tre villaggi e incontra personaggi strani e fantastici: delle mele che tremano di paura, un albero che si divincola, un vecchio bassotto che parla, un asino ingordo e parlante e un vecchio giocattolaio. Egli racconta la storia della sua vita a Noah e gli consiglia di non fare il suo stesso sbaglio, cioè di non andare via di casa troppo a lungo, perché il padre del vecchio morì ma lui non potè assistere, essendo andato via di casa.
Ancora oggi il vecchio si pente del suo sbaglio e ha un grande rimorso... Dopo aver riflettuto, Noah torna a casa, ma non gli resta molto, la madre sta per morire...
Il giorno del suo 18° compleanno il ragazzo riceve una lettera, in cui c’è scritto che Noah eredita il negozio di giocattoli che visitò quando aveva otto anni. Appena entra vede sul bancone la marionetta di Pinocchio e....
Questo libro insegna che la famiglia è più importante di ogni altra cosa, che l’amore che si prova è infinito, che il tempo non si deve sprecare, ma si deve cercare di custodire i bei momenti e le emozioni provate, perché il tempo passa in fretta.
Di questo libro mi è piaciuta  molto una frase per me significativa, detta dal giocattolaio: “Non devi mai desiderare di essere diverso da come sei. Non devi volere più di quanto ti venga dato. Potrebbe essere l’errore più grande della tua vita”.
Una frase che ha suscitato in me molte emozioni riguardo i sentimenti provati tra i familiari. Consiglio questo libro a chiunque, perché ha un grande significato e perché a mio parere è bellissimo!
Francesca Bevacqua

Edizione 2017 Progetto Scuola: Lettura e Legalità

Edizione 2017 Progetto Scuola: Lettura e Legalità

A tu per tu con l'autore, alla De Andreis Edizione 2015/2016, con Nicoletta Bortolotti

A tu per tu con l'autore, alla De Andreis Edizione...
PROGETTI LETTURA per le scuole
anno scolastico 2015/2016 IC De Andreis, Milano



LEGGERE È SCEGLIERE: A TU PER TU CON L’AUTORE

All’Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, grazie alla disponibilità di insegnanti e studenti, quattro classi di II media hanno portato a termine il progetto Leggere è scegliere: a tu per tu con l’autore.
L’obiettivo è quello di avvicinare il più possibile i ragazzi alla pratica della lettura, facendo maturare in loro il senso critico di chi sa distinguere la qualità di un libro dalla sua popolarità. Organizzato dall'associazione Il Segnalibro Book Counselling Service, il progetto prevedeva diverse fasi. Dopo i  primi incontri con la redazione di Megliounlibro, in cui sono state approfondite le dinamiche del mercato editoriale e illustrati i passaggi nella filiera del libro, gli alunni hanno conosciuto Nicoletta Bortolotti, scrittrice, oltre che redattrice per una nota casa editrice (area ragazzi).
L’autrice ha iniziato descrivendo le responsabilità e le mansioni di chi lavora in una casa editrice, nei diversi ruoli. Ha poi spiegato le distinzioni fra lo scrivere libri destinati ai ragazzi piuttosto che agli adulti e ha spiegato le differenze tra un ghostwriter e un autore.
L’attenzione viva dei ragazzi si è trasformata in attiva partecipazione quando l’incontro si è focalizzato sul testo Sulle onde della libertà, da loro precedentemente letto e discusso in classe.  
La lettura attenta e consapevole ha portato i ragazzi a elaborare domande per l’autrice, incentrate sulla sua professione e sul libro in particolare. Ad esempio le hanno chiesto quale sia, fra quelli che ha scritto, il suo libro preferito. “Come con i figli – ha risposto Nicoletta - è impossibile distinguere un’opera prediletta”, aggiungendo che sono tutte creature sue, a cui è in ugual modo affezionata.
Alla domanda su quale sia il messaggio di Sulle onde della libertà che lei intende trasmettere, l’autrice ha affermato: “Quando scrivo preferisco concentrarmi sulla storia più che sulle tematiche. Questo libro, però, di certo vuole mostrare l’incredibile forza dei ragazzi che, persino nelle situazioni più drammatiche come il conflitto israelo-palestinese, mantengono accesa la voglia di scherzare, di giocare, di dire sì alla vita, di godersi come possono la loro giovinezza”. Emerge senza dubbio l’importanza dell’amicizia, che può nascere anche nei contesti più ostili, come questo fra un palestinese e un israeliano, e nei luoghi più improbabili, come la striscia di Gaza. Elementi centrali sono anche lo sport, qui il surf, che insegna la collaborazione, e il mare, “in cui si può essere liberi”. Liberi dall’odio, dai pregiudizi, dalla devastazione della guerra; liberi di essere amici, non importa se israeliani o palestinesi.
L’incontro si è concluso con la visione di un reportage fotografico in cui i protagonisti del libro e le scene fondamentali sono diventati immagini e testimonianze reali, direttamente da Gaza City.
Il progetto ha riscosso successo tra gli studenti, che hanno potuto accrescere la loro consapevolezza come lettori e pare se ne siano andati via soddisfatti...
Sofia Macchi
 
PROGRAMMA INCONTRI
Leggere è scegliere (parte 1 e 2) . A tu per tu con l'autore (parte 3)

1 dicembre 2015: incontro di aggiornamento per docenti di lettere della Scuola secondaria di I grado, a cura della redazione di megliounlibro, del Book counselling service, Milano.

20 gennaio 2016: incontro con le classi II, Leggere è scegliere.
Primo turno 11.40-13.40
Secondo turno 14.30-16.30. A cura della redazione del Book Couselling.

Lettura integrale in classe di un'opera concordata dai docenti insieme alla redazione, "Sulle onde della libertà" e preparazione per un'intervista all'autore.

17 febbraio 2016 incontro con una scrittrice per ragazzi.




CONCORSO LA MOLGOLFIERA edizione 2015
Ecco i primi classificati al concorso scolastico di Scrittura per la recensione, organizzato dall'Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, MEDIA SPONSOR IL SEGNALIBRO BOOK COUNSELLING SERVICE. Ragazzi, siete stati bravissimi!! Trovate qui i vostri lavori. Un grazie speciale ai prof dalla redazione.

Scuola secondaria, Classi II - 1^ CLASSIFICATO – MELISSA FANTINI, 2°A F.D’Assisi

Scuola secondaria, Classi II - 1^ CLASSIFICATO – M...
Alberto Melis
DA CHE PARTE STARE
Piemme Junior

Questo libro narra di due coraggiose storie: quelle di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due giudici uccisi dalla mafia. Racconta delle vicende che si sono svolte precedentemente alle esplosioni che il 23 maggio 1992 e il 19 luglio dello stesso anno fecero saltare in aria entrambi.
Stessa città, Palermo, stresso quartiere, stessi principi, stessa voglia di vivere e di conoscere il mondo.
Giovanni argento vivo, determinazione, carattere. Paolo generosità, giustizia, saggezza.
Così li descrivono le sorelle.
Come due bambini apparentemente normali, che amavano leggere i fumetti, giocare a pallone e correre, ma che poi si sono distinti nel tempo.
E pensare che Giovanni ha giocato a ping-pong con il suo futuro assassino.
E pensare che Paolo ha sussurrato al suo carnefice frasi come “Stai tranquillo” o ”Non è niente” o “Ci sono io”. 
Da brividi.
Ho 13 anni e non ho ancora una visione completa dei danni politici che la mafia infligge alla società, ma mi sono stati spiegati con chiarezza i danni psicologici.
La gente ha paura della mafia.
Non regge, non regge la verità.
Quando sa qualcosa, si chiude in casa, si cuce la bocca e gli occhi con l’ago dell’omertà.
Paolo Borsellino, e lo racconto perché è la cosa che mi ha colpito maggiormente in questo libro, non ha smesso di lavorare quando Falcone è stato ucciso. Era chiaro, limpido, che aveva pochissimo tempo ormai, che la sua vita stava giungendo al termine e che non avrebbe finito le sue indagini per tempo.
Ma, in modo simbolico, ha continuato a lavorare. Eppure anche lui aveva paura, ma sapeva che c’era qualcosa di più grande di essa. Io sono fermamente convinta di una cosa: la mafia vive della reazione della gente.
Più la gente ha paura più la mafia sopravvive.
Se tutti, come diceva Falcone, facessero il proprio dovere e, come penso io, avessero coraggio, la mafia non esisterebbe.
Melissa Fantini

Scuola secondaria, Classi III - 1^ CLASSIFICATO – SOFIA RIGAMONTI, 3° A F.D’Assisi

Scuola secondaria, Classi III - 1^ CLASSIFICATO – ...
Adele Grisendi
L’AMORE MANCATO
Sperling & Kupfer

Adele Grisendi nasce nel 1947 a Montecchio Emilia. In tutta la sua vita non ha mai ricevuto un gesto affettuoso o un complimento da parte di sua madre Jolanda.
Il tormento di avere figlie femmine, depressione post-parto, abbandono e rifiuto di una figlia da parte di una madre, è tutto ciò che separa Adele dalla sua mamma. Senza colpe vivranno sotto lo stesso tetto estraniate l’una dall’altra, combatteranno contro le difficoltà di una malattia che da sempre le separa, costantemente si negheranno l’amore, invisibile, che le unisce, e passeranno una vita senza mai accettarsi.
Questo libro fa riflettere su quanto possa essere duro vivere senza il supporto materno, mi ha insegnato ad apprezzare le cose che ognuno ha, perché tante persone non le hanno e farebbero di tutto per averle. Soffrire di psicosi e dimenticarsi della propria bambina è un dramma immenso che riguarda molte famiglie; io senza l’aiuto di mia madre non riuscirei a vivere, perché dopo tutto è lei, l’unica, che da sempre c’è e che per sempre ci sarà.
Sin dalle prime parole questo libro mi ha appassionata e commossa, ma è andando avanti che ho cominciato ad amarlo. Trasmette perfettamente il dolore che ha subito la protagonista, pagina per pagina. Tratta di un tema profondo che spesso viene sottovalutato o addirittura dimenticato. Dopo aver letto questo libro, mi ritengo molto fortunata ad avere una madre sempre presente in ogni cosa che faccio, non potrei immaginare una vita consapevole di essere rifiutata da mia mamma.
Questa è, sicuramente, una lettura che consiglio, specialmente a ragazzi che, come me, cercano libri con tematiche differenti dalle solite. Tra toni duri e dolci insieme, ne ho scoperto uno toccante e attuale, che presenta “il punto di vista” di entrambe le vittime del male oscuro e che ritrae, con una scrittura spontanea e dettagliata, la storia di una famiglia contadina immersa in un amore mancato.
Sofia Rigamonti

Per docenti, genitori, classi, gruppi di famiglie, librerie

Per docenti, genitori, classi, gruppi di famiglie,...
L'associazione non profit il Segnalibro, operando da un ventennio su tutto il territorio nazionale e anche all'estero, propone, sulla base della sua esperienza, dei progetti didattici per i diversi livelli.
I docenti possono chiedere via mail dettagli (durata, costi, etc.) e proporli al Collegio per l'approvazione.

al Teatro Delfino, Premiazione ufficiale del Concorso di scrittura per gli alunni dell'Istituto comprensivo De Andreis di Milano. "La mongolfiera". I lavori degli studenti vincitori sono pubblicati qui!


ESEMPI DI PROGETTI REALIZZATI...




RAGAZZI E BAMBINI

 
per la scuole dell'infanzia e la primaria:

  • IMMAGINE, ARTE, TESTO
Conoscere gli impressionisti e provare ad utilizzare i loro stili. Il libro d'arte per bambini.


per la primaria (dalla 3 alla 5) e per le "medie":

  • CONOSCERE LA CINA ATTRAVERSO LA LETTURA  (esaurito)
Un percorso mirato all'educazione alla multiculturalità tramite la lettura.
Si sviluppa in 3 incontri di 2 ore ciascuno.
Rivolto alle classi dalla 3 alla 5 primaria e alla 1 secondaria di I grado.

LEGGERE E' SCEGLIERE.
A tu per tu con l'autore 

Incontri con la redazione. La filiera del libro e le dinamiche di una testata di recensioni. Criteri deol marketing e consapevolezza del lettore.
Seconda parte: seguiti da un'intervista dei ragazzi a un autore italiano.


per la secondaria di 1 grado e per il biennio delle superirori:

  • IMPARO A SCEGLIERMI I LIBRI: UNO SGUARDO IN LIBRERIA
Da dove nasce l'informazione sui libri. La pubblicità, la passione, i titoli della biblioteca ideale, e la voglia di scegliersi un titolo con libertà.

RACCONTARE LA GRANDE GUERRA ATTRAVERSO I LIBRI (per il 2015)
i testi più validi selezionati da noi tra centinaia 

 


Per DOCENTI O GENITORI:


 
  • CONSAPEVOLEZZA DI SE' E AMORE PER LA LETTURA NELL'ADOLESCENTE
Come programmare sui due anni delicati del biennio un piano di letture di cui il ragazzo sia protagonista (nelle scelte) ma soprattutto colga il valore di questa attività come risorsa culturale e umana.

  • APPASSIONARE I RAGAZZI AL LIBRO NELL'ERA DI INTERNET
Unità didattiche su lettura e utilizzo critico di Internet per insegnare a scegliersi i libri


  • LEGGERE PRIMA DI LEGGERE
La famiglia semina sin dalla più tenera età l'amore per i libri. iIgenitori dei più piccini possono esserne più consapevoli, per divertirsi anche di più... Come?


  • LA LETTURA COME PONTE TRA GENERAZIONI                      Sappiamo bene che leggere insieme porta a stringere legami strettissimi. Come rendere efficace questa risorsa?

  • STRATEGIE NEL PIANETA EDITORIA: COME NASCE UN BESTSELLER.
Conoscere certi meccanismi del mercato permette scelte culturali più libere, per sè prima di tutto, e poi per i figli.


  • IL RUOLO DELL'ILLUSTRAZIONE NEL LIBRO PER RAGAZZI
    Storia e attualità nell'era dell'immagine. Dalla Fiera del Libro di Bologna tante idee per conoscere meglio la regina del testo per ragazzi: l'illustrazione.
     
COME NASCE LA NOTIZIA SUL LIBRO: media, cultura, editoria. Come fa un giornalista culturale a sapere che è stato pubblicato  un libro? Conoscere le fonti è sempre un passo verso scelte più consapevoli.


NB. Alcuni progetti sono stati realizzati anche con genitori e docenti della scuola dell'infanzia che vogliono gettare presto le basi di un rapporto intelligente con i figli grazie ai libri. Tuttavia si è notata di recente u'esigenza specifica di chi tratta questi temi con gli adolescenti.


PER  STUDENTI UNIVERSITARI

 
  • LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA CONSAPEVOLE
    L'avventura di una lettura critica, con la nostra linea editoriale per chi aspira a scrivere recensioni o a diventare        collaboratore del Segnalibro




 COME PARTECIPARE
 
Agli istituti che intendono prendere parte alle attività è richiesta una quota di partecipazione, da corrispondere PRIMA dell’evento tramite ccp 41617200 intestato a: Associazione Il Segnalibro 20145 Milano MI oppure bonifico bancario con la medesima interstazione, alle coordinate segnalate nella pagina Aderisci.
Si ricorda inoltre che l’istituto partecipante è tenuto ad attestare l’avvenuto versamento tramite l’invio della ricevuta scansionata alla mail del Bcs.
In caso di mancato pagamento, la prenotazione è da considerarsi nulla.
Il Bcs prevede lo svolgimento dell’incontro presso la scuola stessa.
Orario Laboratori: da decidere insieme alla scuola
Durata: 1,30 h circa ciascuno
Numero massimo dei partecipant per volta: 50 circa (insegnanti compresi)
Quota di partecipazione: varia a seconda dell'impegno complessivo e include sempre la quota di adesione alla non profit 
Per informazioni e prenotazioni:
BOOK COUNSELLING SERVICE
e-mail: ilsegnalibro@yahoo.com
mettere nell'oggetto PROGETTO DIDATTICO


 
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