Progetti Lettura - La mongolfiera 2018 - megliounlibro

Anche per il 2018 MEGLIOUNLIBRO è media sponsor di La Mongolfiera, concorso di recensioni a scuola, IX ediz., e una nostra redattrice è nella giuria. Ecco le recensioni dei primi tre classificati (Secondaria di primo grado). COMPLIMENTI!!!

Anche per il 2018 MEGLIOUNLIBRO è media sponsor di...
1°CLASSIFICATO CLASSI TERZE: Sara GATTO classe 3^B, Francesco d’Assisi

recensione al testo di
 Alessandro D’Avenia
L’ARTE DI ESSERE FRAGILI
Mondadori, 2017

 
Questa è la storia di un uomo che, durante la sua vita, rincorreva sogni e che nella solitudine trova la sua vocazione poetica, il suo modo di vedere l’infinito, le sue riflessioni sulle grandi tematiche. La trama del destino, l’arte di essere fragili...
Alessandro D’Avenia, attraverso delle lettere indirizzate a Giacomo Leopardi, l’uomo che ha folgorato i suoi pensieri più profondi, con domande a cui nessuno sa rispondere, ritrova il senso della vita, insieme alla ricerca di se stessi e alla voglia sovrumana di vivere. Attraverso la sete di conoscenza, cercando anche di fuggire al destino, perché le conclusioni sono date dalla scelta delle azioni che noi prendiamo: cancellando le righe scritte per dare noi la nostra conclusione. Il destino non esiste, al contrario del rimpianto, che è come il rimorso del destino perduto.
Non c’è alcun destino capace di diventare destinazione, perciò nella vita bisogna buttarsi e in caso di fallimento rialzarsi, più forti di prima; anche se nel caso di Leopardi durante il tentativo di fuggire di casa, fallito, la speranza veniva sempre meno, le parole che scriveva nei versi sembravano zittirsi: l’esperienza aveva spazzato via ogni illusione, ogni seme di futuro.
Il futuro che richiama i giovani all’attenzione, ovvero ciò che Leopardi personifica al futuro, l’arte di sperare, di conservare l’infanzia nel cuore senza essere infantili…
Le tematiche fondamentali del libro sono i valori portanti per vivere appieno la vita, attraverso forti e passionali sentimenti; ciò che soddisfaceva l’immaginazione, che non è cosa solo dei poeti, ma di uomini che fanno di ogni azione poesia: un amore, un insegnamento, una gioia o un semplice ringraziamento.
Una frase che mi ha colpito particolarmente è: “Spesso chi non legge fabulae, storie di destini altrui, non sa niente del proprio”; qui spiega l’importanza della condivisione: regalare poesie è come condividere la propria anima, farne a metà per donarne l'essenza agli altri, el’arte di donare ci rende liberi, come una promessa mantenuta.
Un importante insegnamento è quello di aprirsi al dolore e abitarlo come una delle stanze del cuore, vivendo bene nell’attesa, rispettando i tempi della vita. D’Avenia mi ha insegnato che bisogna guardare le piccole cose, perché poi un giorno ci volteremo e capiremo che erano grandi…
Personalmente penso che questo libro ridia una certa dignità a Leopardi, una dose di giustizia che gli spetta, perché spesso e volentieri viene etichettato come il gobbo, come depresso. Ma alla fine siamo noi quelli strani, quelli superficiali.
In Leopardi vibrano potenti l’intelligenza e l’onestà, due qualità che permettono ad un uomo di essere fragili. Le lacrime non dimostrano la fragilità di una persona, ma la grandezza del suo cuore. Leopardi, attraverso le grandi tematiche dei sentimenti, dice che a volte ci sono stati d’animo che non si possono spiegare, e per comprenderne il senso bisogna essere simili.
Ho notato che D’Avenia scrive queste pagine di diario colme di pensieri. Viene messo in luce il suo dolore e la necessità di esprimerlo, poiché nonostante tutto Leopardi non si arrende, insegnandoci attraverso la rielaborazione di D’Avenia, che il dolore fa parte della vita, ad esempio l’infrangersi di un amore; tutti temi definiti al giorni d’oggi banali, ma cose con cui i giovani si scontrano quotidianamente.
Consiglio questo libro a chi vuole captare l’essenza della vita e a chi vuole arricchire la sua fragilità.
Sara Gatto

II media

II media
1° CLASSIFICATO:  Naide SAVINO DIOMEDE, classe 2^B F. D’Assisi

recensione di
Carlo Greppi

NON RESTARE INDIETRO
Feltrinelli, 2017

 
Francesco è un ragazzo di 16 anni che frequenta la III^C di una scuola superiore. E’ in questa classe da poco perché è stato espulso dalla precedente. Vuole apparire un tipo “duro e insensibile”, ma come tutti gli adolescenti ha un lato più umano e dolce. Si chiude in se stesso e non vuole mostrare la sua personalità per paura di non piacere. Si sente spesso solo e non percepisce l’amore dei suoi genitori. L’unico che lo capisce è Kappa, il migliore amico.
La classe si sta preparando con gli educatori dell’Associazione Deina ad un viaggio al campo di concentramento di Auschwitz. Qui Francesco dovrà fare i conti con i propri sentimenti e capirà veramente chi è e chi vuole essere. I professori e gli educatori rifletteranno con gli studenti sugli aspetti umani delle persone che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale, carnefici, vittime, cittadini. Francesco imparerà a guardare dentro di sé e a parlare con semplicità di paura, parola abolita dal vocabolario degli adolescenti, che non va mai pronunciata, soprattutto in un nuovo gruppo classe in cui inserirsi.
Questo libro tratta temi fondamentali di cui spesso non si parla. Mi ha stupita il fatto che i superstiti, alla fine della guerra, non abbiano subito raccontato. Tutti volevano vivere e dimenticare. Era difficile ammettere con i figli di essere stati deboli, di aver pianto e sofferto. Solo negli anni ’80 iniziarono a parlarne, e nacque la necessità di lasciare una testimonianza.
Leggendo mi è venuta in mente un’intervista a Liliana Segre in cui lei riconosce di aver dovuto aspettare molti anni prima di riuscire a raccontare ciò che aveva vissuto. Afferma che l’indifferenza è il male più grave, può provocare ancora più dolore della violenza.
Indifferenti erano gli uomini comuni, un esercito di 400mila persone che venivano arruolate da un giorno all’altro e obbligate ad uccidere altri uomini indifesi. Perché non si rifiutavano? Per paura, per conformismo, solo pochi per convinzione. Anche i deportati non si ribellavano, sia perché venivano alimentati di speranze dai nazisti che preferivano evitare rivolte, sia perché spesso erano deportati con le famiglie e preferivano non rischiare la vita dei propri cari.
Il viaggio che Greppi fa nell’animo umano passa poi ad analizzare come si sentivano i cittadini. Quando i soldati tornavano in licenza, raccontavano alla famiglia ciò che avevano visto: campi di concentramento dove venivano deportati coloro che erano considerati diversi, non solo ebrei ma anche omosessuali, zingari, disabili e persone con problemi psicologici, magari particolarmente asociali…Non erano tanti quelli che si potevano sentire al sicuro, perché chi non aveva nulla che lo sentisse diverso dagli altri? Un famoso psichiatra citato nel libro, Basaglia, in merito a questo disse: “Visto da vicino nessuno è normale”.
Una frase del libro mi ha fatto riflettere: “La storia non si ripete, fa le rime”. Un’affermazione interessante. Mi interrogo su quanto possa essere pericoloso accettare ogni giorno piccole e grandi ingiustizie. Cosa stiamo facendo per tutti i morti in mare? Cosa stiamo facendo per tutti i bambini sfruttati sul lavoro? La gente preferisce non saperne e pensare al tornaconto personale.
Alla fine c’è la lettera di un deportato, dove una frase molto significativa è: “Ho visto camere a gas costruite da ingegneri istruiti, bambini uccisi con il veleno da medici ben formati, donne uccise e bruciate da diplomati di scuole superiori e università”. Questo vuol dire che istruire non serve a nulla se non accompagnato dal trasformare i giovani in esseri umani in grado di rispettare gli altri e di scegliere la strada giusta.
Durante il nazifascismo si insegnava a discriminare chi era considerato diverso. Oggi per fortuna si insegna solidarietà, rispetto e altruismo. Il viaggio nella storia, fatto con la scuola, su come l’uomo possa essere arrivato alla Shoah, porta Francesco, il protagonista inventato da Greppi per rappresentare tutti gli adolescenti, a riflettere sull’importanza di seguire il giusto e superare l’indifferenza. E anche ad amare la vita, a tenerla stretta, a non lasciarla andare.    
 Naide Savino Diomede
 

Prima media

Prima media
1° CLASSIFICATO: Giorgia DELLA BELLA, classe 1I Ascoli 

recensione di 
Michel Morpurgo
VERSO CASA
Piemme

 “Verso casa” è un romanzo che tratta di un ragazzo afgano, di nome Aman, che è costretto a scappare dal suo paese a causa della guerra.
In particolare il libro inizia con Aman e la sua famiglia rinchiusi in un campo di detenzione a Londra, che aspettano di ritornare in Afghanistan perché è stato vietato loro l’asilo politico.
Tutto ciò succede dopo quattro anni in cui il ragazzino è vissuto a Londra, dove aveva incominciato a costruirsi una nuova vita e dove, in particolare, aveva fatto amicizia con Matt, un ragazzo inglese suo coetaneo. Matt e suo nonno (un vecchio giornalista) vanno a trovarli nel centro e in questa occasione Aman e la madre iniziano a raccontare del proprio viaggio. Raccontano dell’incontro con una cagnolina addestrata a trovare ordigni esplosivi, che Aman ha salvato dopo averla trovata affamata e ferita e di come li ha ricambiati accompagnandoli per tutto il percorso. Per questo motivo Aman la chiama Ombra, perché proprio come “un’ombra affettuosa” non vuole abbandonarli, perché la propria ombra non si perde mai. Si racconta anche delle atrocità a cui sono stati sottoposti durante il viaggio, il periodo di tempo in cui sono stati rinchiusi in un camion al buio e al freddo con altre persone.
Il nonno di Matt, colpito da questa storia, decide di scrivere un articolo sul suo giornale organizzando una protesta che porterà alla fine del libro a liberare i due.
Questo libro mi è piaciuto molto perché tratta argomenti importanti, come quello dei rifugiati che sono costretti a scappare dai loro paesi sperando in un futuro migliore e della guerra con tutte le atrocità che comporta, addolcendoli però con argomenti più leggeri e vicini ai miei coetanei come l’amicizia, tra il ragazzo e Ombra e tra Aman e Matt. Mi ha colpito molto la tenacia di Matt nel voler aiutare il suo amico, perché mi ha insegnato che bisogna combattere per i propri ideali fin da piccoli.
Il libro mi ha fatto anche pensare alla differenza tra la nostra vita e quella dei nostri coetanei che hanno come unica “colpa” quella di essere nati nel paese sbagliato. Mi è piaciuta molto la conclusione, perché c’è l’incontro tra Aman e Ombra che erano stati separati per tanto tempo.
Consiglio la lettura ai miei coetanei perché, oltre che essere molto coinvolgente, ci permette di vedere più da vicino il mondo degli immigrati, di cui si parla molto in questi tempi, ma che pochi conoscono veramente.
Giorgia Della Bella









Si conclude il Progetto lettura 2018

LEGGERE UN LIBRO è come INCONTRARE UN AMICO
di Giulia Sciartilli
“Leggere è scegliere”: per la nostra associazione di Book Counselling e per la testata megliounlibro è fondamentale far arrivare questo messaggio ai lettori di ogni età. Come si potrebbe infatti leggere tutto? Avrebbe senso? Per questo teniamo ai progetti nelle scuole, come quello partito con 6 classi prime dell’Istituto secondario di I grado de Andreis a Milano. Il progetto di “Lettura consapevole” si intitola: “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore”. Diviso in due fasi, quest’anno è iniziato il 23 febbraio e si conclude il 23 marzo. Nei primi incontri la redazione di Megliounlibro ha iniziato a svelare ai ragazzi tanti piccoli scenari del pianeta editoria, per cogliere insieme l’immenso valore di un il libro.
Insieme ad alcuni componenti della redazione e collaboratori - Ayleen, Laura, Simone, Giulia, Rebecca – circa 140 ragazzini sono stati trascinati in questo meraviglioso mondo che, si è detto, oltre al fascino presenta anche difficoltà e sfide. Non è certo facile arrivare ad azzeccare la scelta di un libro che non ci faccia perdere denaro, ma soprattutto tempo. “Perché il tempo – ha detto Simone agli studenti attentissimi – nessuno ce lo può restituire”.
Allora che cosa può essere utile per orientarsi davanti alla sterminata offerta di libri? Il primo gruppo, composto da 3 classi, ha avuto diversi input dall’intervento di Simone. Con energia, simpatia e grande comunicativa con il target, una volta esposti alcuni aspetti della filiera, ha esemplificato dei metodi per scegliere: dal passaparola tra amici fidati al consiglio della prof di lettere (e non solo), della nonna o di un genitore. Ma anche la cosiddetta “critica letteraria”, una recensione ben impostata, può giungere in aiuto. Tra le migliaia e migliaia di titoli pubblicati ogni anno, gli esperti (e chi meglio dei esperti volontari?), cercano di estrarre le “perle” da consegnare ai giovani lettori. E’ la “mission” di megliounlibro e dell’associazione, in definitiva.
Il secondo turno, con altre 3 classi, ha ascoltato ad occhi e orecchie aperti l’invito alla lettura di Ayleen Pineda. Anche lei, con il suo stile, è riuscita a trasmettere una grande passione ed esperienza, proponendo prima un excursus sui titoli e i generi letterari sul mercato (della narrativa per ragazzi) e poi sui rischi che si possono incontrare scegliendo un libro... solo dalla copertina, dai risvolti o perché è stato designato come “best seller”. E' possibile arrivare ad operare una scelta consapevole e… a fare del libro un amico.
A chiudere i lavori la direttrice di megliounlibro, Laura Prinetti, che ha sintetizzato il caso editoriale di “Geronimo Stilton”, il topo cronista che ha conquistato il mercato mondiale, chiarendo la differenza tra un prodotto di consumo e un’opera artistica. Perché non si può dimenticare che la letteratura… è un'arte!
Ed eccoci di nuovo allo scopo del progetto, dove si vogliono rendere partecipi i ragazzi al mondo del libro anche proponendo loro uno scrittore in carne ed ossa. Ora infatti le classi leggeranno il testo scelto per quest’anno, sotto la guida dei docenti di Italiano. Prossima tappa: “A tu per tu con l’autore”, a marzo. I due momenti non hanno lasciato indifferenti gli studenti della de Andreis. Attentissimi, curiosi, preparati, hanno interagito con la redazione e, incredibile a credersi, hanno letteralmente “divorato” la scrivania lunga  quattro metri che era stata riempita dal Book Counselling con libri validi in “bella mostra”, appuntando sui block-notes qualche titolo per le loro scelte. Buona lettura ragazzi!

Scegliere un libro: progetto lettura con IC de Andreis, anno scolastico 2017/2018

Scegliere un libro: progetto lettura con IC de And...
“A tu per tu con l’autore”: incontro con la scrittrice Paola Mulazzi
di Maria Rebecca Rossi

L’incontro conclusivo del progetto “Scegliere un libro. A tu per tu con l’autore” - con sei classi prime della scuola secondaria di I grado De Andreis di Milano - si è tenuto venerdì 23 marzo. I ragazzi hanno avuto la fortuna di conoscere Zalumia, pseudonimo dell'autrice de “L’estate che non ti aspetti”, che è stato scelto dalla redazione e poi letto e analizzato a lezione insieme ai docenti di Lettere. Edito da Paoline Editoriale Libri, narra la vicenda di Clara, giovanissima fanatica dei social network.
La scrittrice ha interagito con i ragazzi scatenando letteralmente la loro fantasia e inventando con loro storie soltanto con l’ausilio di una lavagna. L’obbiettivo? Far capire quanto sia semplice tramite agevoli tecniche di scrittura dar voce ai propri sentimenti o pensieri. Ma non è stato solo gioco: si sono toccati anche temi attualissimi e determinanti, come le nuove forme di comunicazione digitale, tra cui quella delle Emoji, i simboli con le faccine di messaggistica istantanea, e la sicurezza in Internet, mondo fin troppo accessibile che spesso nasconde insidie anche dove non sembra...
Tra le domande alla scrittrice è stato interessante notare che molte riguardavano non tanto la storia in sé, ma il mondo dell’editoria in generale: quanto tempo ha dedicato alla scrittura del romanzo, perché quella scelta dell’immagine di copertina, come le fosse venuta l’idea. A dimostrazione di come il progetto di Lettura consapevole, al quale la redazione di megliounlibro tiene particolarmente, abbia dato e continui a dare i suoi frutti facendo comprendere ai ragazzi il lavoro concreto che c’è dietro le pagine che hanno letto e che leggeranno.
Lo scopo, in sintesi, era proprio quello di renderli dei lettori attivi e dinamici, che non si fermano alla semplice lettura di un’opera, ma ne esplorano attentamente le sfaccettature, per riconoscere una vera perla nel mare magnum dell’industria libraria, che non sempre propone e pubblicizza testi di qualità.
 

A tu per tu con l'autore: Zalumia

A tu per tu con l'autore: Zalumia
Dopo le fasi centrali svolte in classe,con i docenti di Lettere, ecco l'incontro con l'autore del testo scelto per l'Edizione 2018. E stavolta è un'autrice! I ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo: bravissimi!

La Mongolfiera, edizione 2017. Concorso scolastico di RECENSIONI (secondaria di I grado)

La Mongolfiera, edizione 2017. Concorso scolastico...
1° CLASSIFICATO:
LALOMIA ANDREA   classe 1^B   Plesso FRANCESCO D’ASSISI, scuola secondaria I grado, Milano

 
Joseph Joffo
UN SACCHETTO DI BIGLIE
Rizzoli


Penso che UN SACCHETTO DI BIGLIE sia uno dei libri più emozionanti ed avventurosi che abbia letto. La storia è stata scritta dal protagonista, ovvero Joseph Joffo che, insieme a suo fratello Maurice, ha affrontato pericoli e disavventure, scampando alla morte e alla deportazione nei campi di sterminio. La parte iniziale è ambientata a Parigi in un grazioso appartamento dove la famiglia Joffo vive in serenità. La scuola per i due fratelli è come la scuola per tutti gli altri: noiosa, con insegnanti severe o addirittura cattive e con altre migliaia di difetti. Il padre fa il barbiere, la madre è disoccupata.
Ogni giorno sembrava uguale all’altro finchè una mattina i compagni di classe incominciarono a lanciare insulti contro i due poveri ragazzi, perché ebrei. Anche il comportamento dell’insegnante cambiò, non interrogò più Joseph, non gli parlò più, non lo rimproverò più, era diventato invisibile. A casa i fratelli seppero dal padre che dovevano andarsene per evitare la deportazione. Per raggiungere la Francia libera bisognava salire continuamente sui treni, attraversare dogane, controlli, ma soprattutto sfuggire alla polizia nazista. Uscirono dopo cena con il cuore in lacrime. Entrarono alla stazione centrale, comprarono due biglietti per Dax e salirono sul primo treno, che sembrava un lungo serpente diviso in anelli. La sfida contro la morte era appena cominciata...
Il racconto narrato descrive eventi tragici della storia dell’umanità attraverso gli occhi dei due protagonisti: Maurice e Joseph, di dieci e sette anni. Nonostante tutto riescono a sorridere, a sperare per un futuro migliore, a credere nelle loro capacità e a sopportare la mancanza degli affetti più cari. La guerra li farà crescere. A questo proposito mi ha colpito la seguente frase: “Nella notte senza luce, nelle strade deserte dell’ora in cui stava per cominciare il coprifuoco sparimmo nelle tenebre. Era finita l’infanzia”. Invece che giocare, scherzare spensierati come tutti i ragazzi, Maurice proteggerà e guiderà suo fratello, difendendolo come un padre dai nazisti.
Nulla sarà come prima. I due fratelli saranno costretti a usare l’inganno e la bugia per salvarsi.
Non mancano episodi divertenti che contribuiscono a sollevare il morale e rendono scorrevole la lettura.
Questa storia mi è piaciuta molto, facendomi venire le lacrime agli occhi.
Joseph è un ragazzino che si ritrova in una guerra voluta dagli adulti dove lui non c’entra assolutamente nulla.
La scrittura è chiara e gli eventi drammatici sono scritti in modo semplice e diretto per i più piccoli. Mi sono emozionato molto durante le vicende dei personaggi ed ho sofferto con loro.
Consiglio la lettura ai ragazzi e non che non vogliono dimenticare eventi drammatici realmente accaduti che hanno avuto eco in tutto il mondo.
Andrea Lalomia
burattinaio Varsavia.jpg
2° CLASSIFICATO:
BALESTRI EDOARDO, 1^E    Plesso ASCOLI
 
E. Weaver
IL PICCOLO BURATTINAIO DI VARSAVIA
Mondadori


Un cappotto protegge dal freddo. Ma può un cappotto proteggere dal male?
Il cappotto che Mika Hernsteyn, un giovane ebreo polacco rinchiuso nel ghetto di Varsavia, eredita dal nonno ucciso dai nazisti, si rivelerà pieno di tasche e segreti.
Mika ritrova, in una tasca, dei burattini, la passione segreta del nonno; con essi regala gioia e speranza agli abitanti del ghetto, dove nel 1940, appena costruito, erano morti i sentimenti felici insieme al futuro. La sua abilità è apprezzata persino da un nazista, Max Meierhauser, che lo costringe a inscenare storie per gli ufficiali. Mika inizia a fare questi spettacoli e sfrutta questa opportunità per nascondere bambini nel cappotto e portarli al di là del ghetto. Prima di fuggire e andare in America, dona due burattini a Max: il dottore e il principe. Il dottore è spedito al figlio di Max, che tiene per sé il principe. Mika è in America, Max viene deportato in Siberia, dove è torturato come gli ebrei dai nazisti. Fugge e torna in Germania dalla moglie e dal figlio, ma non si riprenderà mai dalle torture e sentirà i suoi cari lontani. Prima di morire, però, diventerà nonno perché suo figlio ha una figlia, Mara.
La bimba si appassiona ai burattini e alle storie dell’Olocausto e il principe diverrà il suo migliore amico. Da adulta diventerà burattinaia e racconterà la storia di Mika e del nonno. Lo spettacolo avrà un successo strepitoso...
Poi però gli avvenimenti precipitano...
Il libro racconta due delle più grandi tragedie del secolo scorso, ma riesce a comunicare insegnamenti profondi riguardanti il coraggio, importantissimo, la Memoria, l’arrendevolezza (da evitare). La forza di Mika sta in questo.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è una storia meravigliosa fitta di particolari. Quando Mika ragazzo trasporta i bambini fuori dal ghetto se li tiene stretti al petto per non farli piangere. Inoltre ti trasmette messaggi diretti al cuore. E’ meraviglioso, forse il migliore che abbia mai letto. Al termine sono rimasto colpito dalla bravura dell’autrice che ha saputo raccontare le pagine più orrende della storia in un modo in cui il male non prevale né muore. Non vi sono parti scollegate fra loro e sembra spesso che l’autrice abbia vissuto tutte queste avventure di persona. Inoltre i personaggi, benché sia possibile identificarsi, sono unici e speciali.
Consiglio vivamente di leggere questo libro anche perché, una volta iniziato non si ha più voglia di staccarsi dalla storia, che si sogna ogni notte, cercando di immaginare il finale.
Edoardo Balestri 
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3° CLASSIFICATO:
BEVACQUA REBECCA,  1^A, FRANCESCO D’ASSISI
 
John Boyne
IL BAMBINO CON IL CUORE DI LEGNO
Bur Extra


IL BAMBINO CON IL CUORE DI LEGNO è un libro di J. Boyne. Noah ha 8 anni e scappa di casa per paura di affrontare la morte della madre (in fin di vita). Nel suo viaggio (di un giorno) passa per tre villaggi e incontra personaggi strani e fantastici: delle mele che tremano di paura, un albero che si divincola, un vecchio bassotto che parla, un asino ingordo e parlante e un vecchio giocattolaio. Egli racconta la storia della sua vita a Noah e gli consiglia di non fare il suo stesso sbaglio, cioè di non andare via di casa troppo a lungo, perché il padre del vecchio morì ma lui non potè assistere, essendo andato via di casa.
Ancora oggi il vecchio si pente del suo sbaglio e ha un grande rimorso... Dopo aver riflettuto, Noah torna a casa, ma non gli resta molto, la madre sta per morire...
Il giorno del suo 18° compleanno il ragazzo riceve una lettera, in cui c’è scritto che Noah eredita il negozio di giocattoli che visitò quando aveva otto anni. Appena entra vede sul bancone la marionetta di Pinocchio e....
Questo libro insegna che la famiglia è più importante di ogni altra cosa, che l’amore che si prova è infinito, che il tempo non si deve sprecare, ma si deve cercare di custodire i bei momenti e le emozioni provate, perché il tempo passa in fretta.
Di questo libro mi è piaciuta  molto una frase per me significativa, detta dal giocattolaio: “Non devi mai desiderare di essere diverso da come sei. Non devi volere più di quanto ti venga dato. Potrebbe essere l’errore più grande della tua vita”.
Una frase che ha suscitato in me molte emozioni riguardo i sentimenti provati tra i familiari. Consiglio questo libro a chiunque, perché ha un grande significato e perché a mio parere è bellissimo!
Francesca Bevacqua

Edizione 2017 Progetto Scuola: Lettura e Legalità

Edizione 2017 Progetto Scuola: Lettura e Legalità

A tu per tu con l'autore, alla De Andreis Edizione 2015/2016, con Nicoletta Bortolotti

A tu per tu con l'autore, alla De Andreis Edizione...
PROGETTI LETTURA per le scuole
anno scolastico 2015/2016 IC De Andreis, Milano



LEGGERE È SCEGLIERE: A TU PER TU CON L’AUTORE

All’Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, grazie alla disponibilità di insegnanti e studenti, quattro classi di II media hanno portato a termine il progetto Leggere è scegliere: a tu per tu con l’autore.
L’obiettivo è quello di avvicinare il più possibile i ragazzi alla pratica della lettura, facendo maturare in loro il senso critico di chi sa distinguere la qualità di un libro dalla sua popolarità. Organizzato dall'associazione Il Segnalibro Book Counselling Service, il progetto prevedeva diverse fasi. Dopo i  primi incontri con la redazione di Megliounlibro, in cui sono state approfondite le dinamiche del mercato editoriale e illustrati i passaggi nella filiera del libro, gli alunni hanno conosciuto Nicoletta Bortolotti, scrittrice, oltre che redattrice per una nota casa editrice (area ragazzi).
L’autrice ha iniziato descrivendo le responsabilità e le mansioni di chi lavora in una casa editrice, nei diversi ruoli. Ha poi spiegato le distinzioni fra lo scrivere libri destinati ai ragazzi piuttosto che agli adulti e ha spiegato le differenze tra un ghostwriter e un autore.
L’attenzione viva dei ragazzi si è trasformata in attiva partecipazione quando l’incontro si è focalizzato sul testo Sulle onde della libertà, da loro precedentemente letto e discusso in classe.  
La lettura attenta e consapevole ha portato i ragazzi a elaborare domande per l’autrice, incentrate sulla sua professione e sul libro in particolare. Ad esempio le hanno chiesto quale sia, fra quelli che ha scritto, il suo libro preferito. “Come con i figli – ha risposto Nicoletta - è impossibile distinguere un’opera prediletta”, aggiungendo che sono tutte creature sue, a cui è in ugual modo affezionata.
Alla domanda su quale sia il messaggio di Sulle onde della libertà che lei intende trasmettere, l’autrice ha affermato: “Quando scrivo preferisco concentrarmi sulla storia più che sulle tematiche. Questo libro, però, di certo vuole mostrare l’incredibile forza dei ragazzi che, persino nelle situazioni più drammatiche come il conflitto israelo-palestinese, mantengono accesa la voglia di scherzare, di giocare, di dire sì alla vita, di godersi come possono la loro giovinezza”. Emerge senza dubbio l’importanza dell’amicizia, che può nascere anche nei contesti più ostili, come questo fra un palestinese e un israeliano, e nei luoghi più improbabili, come la striscia di Gaza. Elementi centrali sono anche lo sport, qui il surf, che insegna la collaborazione, e il mare, “in cui si può essere liberi”. Liberi dall’odio, dai pregiudizi, dalla devastazione della guerra; liberi di essere amici, non importa se israeliani o palestinesi.
L’incontro si è concluso con la visione di un reportage fotografico in cui i protagonisti del libro e le scene fondamentali sono diventati immagini e testimonianze reali, direttamente da Gaza City.
Il progetto ha riscosso successo tra gli studenti, che hanno potuto accrescere la loro consapevolezza come lettori e pare se ne siano andati via soddisfatti...
Sofia Macchi
 
PROGRAMMA INCONTRI
Leggere è scegliere (parte 1 e 2) . A tu per tu con l'autore (parte 3)

1 dicembre 2015: incontro di aggiornamento per docenti di lettere della Scuola secondaria di I grado, a cura della redazione di megliounlibro, del Book counselling service, Milano.

20 gennaio 2016: incontro con le classi II, Leggere è scegliere.
Primo turno 11.40-13.40
Secondo turno 14.30-16.30. A cura della redazione del Book Couselling.

Lettura integrale in classe di un'opera concordata dai docenti insieme alla redazione, "Sulle onde della libertà" e preparazione per un'intervista all'autore.

17 febbraio 2016 incontro con una scrittrice per ragazzi.




CONCORSO LA MOLGOLFIERA edizione 2015
Ecco i primi classificati al concorso scolastico di Scrittura per la recensione, organizzato dall'Istituto Comprensivo De Andreis di Milano, MEDIA SPONSOR IL SEGNALIBRO BOOK COUNSELLING SERVICE. Ragazzi, siete stati bravissimi!! Trovate qui i vostri lavori. Un grazie speciale ai prof dalla redazione.

Scuola secondaria, Classi II - 1^ CLASSIFICATO – MELISSA FANTINI, 2°A F.D’Assisi

Scuola secondaria, Classi II - 1^ CLASSIFICATO – M...
Alberto Melis
DA CHE PARTE STARE
Piemme Junior

Questo libro narra di due coraggiose storie: quelle di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due giudici uccisi dalla mafia. Racconta delle vicende che si sono svolte precedentemente alle esplosioni che il 23 maggio 1992 e il 19 luglio dello stesso anno fecero saltare in aria entrambi.
Stessa città, Palermo, stresso quartiere, stessi principi, stessa voglia di vivere e di conoscere il mondo.
Giovanni argento vivo, determinazione, carattere. Paolo generosità, giustizia, saggezza.
Così li descrivono le sorelle.
Come due bambini apparentemente normali, che amavano leggere i fumetti, giocare a pallone e correre, ma che poi si sono distinti nel tempo.
E pensare che Giovanni ha giocato a ping-pong con il suo futuro assassino.
E pensare che Paolo ha sussurrato al suo carnefice frasi come “Stai tranquillo” o ”Non è niente” o “Ci sono io”. 
Da brividi.
Ho 13 anni e non ho ancora una visione completa dei danni politici che la mafia infligge alla società, ma mi sono stati spiegati con chiarezza i danni psicologici.
La gente ha paura della mafia.
Non regge, non regge la verità.
Quando sa qualcosa, si chiude in casa, si cuce la bocca e gli occhi con l’ago dell’omertà.
Paolo Borsellino, e lo racconto perché è la cosa che mi ha colpito maggiormente in questo libro, non ha smesso di lavorare quando Falcone è stato ucciso. Era chiaro, limpido, che aveva pochissimo tempo ormai, che la sua vita stava giungendo al termine e che non avrebbe finito le sue indagini per tempo.
Ma, in modo simbolico, ha continuato a lavorare. Eppure anche lui aveva paura, ma sapeva che c’era qualcosa di più grande di essa. Io sono fermamente convinta di una cosa: la mafia vive della reazione della gente.
Più la gente ha paura più la mafia sopravvive.
Se tutti, come diceva Falcone, facessero il proprio dovere e, come penso io, avessero coraggio, la mafia non esisterebbe.
Melissa Fantini

Scuola secondaria, Classi III - 1^ CLASSIFICATO – SOFIA RIGAMONTI, 3° A F.D’Assisi

Scuola secondaria, Classi III - 1^ CLASSIFICATO – ...
Adele Grisendi
L’AMORE MANCATO
Sperling & Kupfer

Adele Grisendi nasce nel 1947 a Montecchio Emilia. In tutta la sua vita non ha mai ricevuto un gesto affettuoso o un complimento da parte di sua madre Jolanda.
Il tormento di avere figlie femmine, depressione post-parto, abbandono e rifiuto di una figlia da parte di una madre, è tutto ciò che separa Adele dalla sua mamma. Senza colpe vivranno sotto lo stesso tetto estraniate l’una dall’altra, combatteranno contro le difficoltà di una malattia che da sempre le separa, costantemente si negheranno l’amore, invisibile, che le unisce, e passeranno una vita senza mai accettarsi.
Questo libro fa riflettere su quanto possa essere duro vivere senza il supporto materno, mi ha insegnato ad apprezzare le cose che ognuno ha, perché tante persone non le hanno e farebbero di tutto per averle. Soffrire di psicosi e dimenticarsi della propria bambina è un dramma immenso che riguarda molte famiglie; io senza l’aiuto di mia madre non riuscirei a vivere, perché dopo tutto è lei, l’unica, che da sempre c’è e che per sempre ci sarà.
Sin dalle prime parole questo libro mi ha appassionata e commossa, ma è andando avanti che ho cominciato ad amarlo. Trasmette perfettamente il dolore che ha subito la protagonista, pagina per pagina. Tratta di un tema profondo che spesso viene sottovalutato o addirittura dimenticato. Dopo aver letto questo libro, mi ritengo molto fortunata ad avere una madre sempre presente in ogni cosa che faccio, non potrei immaginare una vita consapevole di essere rifiutata da mia mamma.
Questa è, sicuramente, una lettura che consiglio, specialmente a ragazzi che, come me, cercano libri con tematiche differenti dalle solite. Tra toni duri e dolci insieme, ne ho scoperto uno toccante e attuale, che presenta “il punto di vista” di entrambe le vittime del male oscuro e che ritrae, con una scrittura spontanea e dettagliata, la storia di una famiglia contadina immersa in un amore mancato.
Sofia Rigamonti

Per docenti, genitori, classi, gruppi di famiglie, librerie

Per docenti, genitori, classi, gruppi di famiglie,...
L'associazione non profit il Segnalibro, operando da un ventennio su tutto il territorio nazionale e anche all'estero, propone, sulla base della sua esperienza, dei progetti didattici per i diversi livelli.
I docenti possono chiedere via mail dettagli (durata, costi, etc.) e proporli al Collegio per l'approvazione.

al Teatro Delfino, Premiazione ufficiale del Concorso di scrittura per gli alunni dell'Istituto comprensivo De Andreis di Milano. "La mongolfiera". I lavori degli studenti vincitori sono pubblicati qui!


ESEMPI DI PROGETTI REALIZZATI...




RAGAZZI E BAMBINI

 
per la scuole dell'infanzia e la primaria:

  • IMMAGINE, ARTE, TESTO
Conoscere gli impressionisti e provare ad utilizzare i loro stili. Il libro d'arte per bambini.


per la primaria (dalla 3 alla 5) e per le "medie":

  • CONOSCERE LA CINA ATTRAVERSO LA LETTURA  (esaurito)
Un percorso mirato all'educazione alla multiculturalità tramite la lettura.
Si sviluppa in 3 incontri di 2 ore ciascuno.
Rivolto alle classi dalla 3 alla 5 primaria e alla 1 secondaria di I grado.

LEGGERE E' SCEGLIERE.
A tu per tu con l'autore 

Incontri con la redazione. La filiera del libro e le dinamiche di una testata di recensioni. Criteri deol marketing e consapevolezza del lettore.
Seconda parte: seguiti da un'intervista dei ragazzi a un autore italiano.


per la secondaria di 1 grado e per il biennio delle superirori:

  • IMPARO A SCEGLIERMI I LIBRI: UNO SGUARDO IN LIBRERIA
Da dove nasce l'informazione sui libri. La pubblicità, la passione, i titoli della biblioteca ideale, e la voglia di scegliersi un titolo con libertà.

RACCONTARE LA GRANDE GUERRA ATTRAVERSO I LIBRI (per il 2015)
i testi più validi selezionati da noi tra centinaia 

 


Per DOCENTI O GENITORI:


 
  • CONSAPEVOLEZZA DI SE' E AMORE PER LA LETTURA NELL'ADOLESCENTE
Come programmare sui due anni delicati del biennio un piano di letture di cui il ragazzo sia protagonista (nelle scelte) ma soprattutto colga il valore di questa attività come risorsa culturale e umana.

  • APPASSIONARE I RAGAZZI AL LIBRO NELL'ERA DI INTERNET
Unità didattiche su lettura e utilizzo critico di Internet per insegnare a scegliersi i libri


  • LEGGERE PRIMA DI LEGGERE
La famiglia semina sin dalla più tenera età l'amore per i libri. iIgenitori dei più piccini possono esserne più consapevoli, per divertirsi anche di più... Come?


  • LA LETTURA COME PONTE TRA GENERAZIONI                      Sappiamo bene che leggere insieme porta a stringere legami strettissimi. Come rendere efficace questa risorsa?

  • STRATEGIE NEL PIANETA EDITORIA: COME NASCE UN BESTSELLER.
Conoscere certi meccanismi del mercato permette scelte culturali più libere, per sè prima di tutto, e poi per i figli.


  • IL RUOLO DELL'ILLUSTRAZIONE NEL LIBRO PER RAGAZZI
    Storia e attualità nell'era dell'immagine. Dalla Fiera del Libro di Bologna tante idee per conoscere meglio la regina del testo per ragazzi: l'illustrazione.
     
COME NASCE LA NOTIZIA SUL LIBRO: media, cultura, editoria. Come fa un giornalista culturale a sapere che è stato pubblicato  un libro? Conoscere le fonti è sempre un passo verso scelte più consapevoli.


NB. Alcuni progetti sono stati realizzati anche con genitori e docenti della scuola dell'infanzia che vogliono gettare presto le basi di un rapporto intelligente con i figli grazie ai libri. Tuttavia si è notata di recente u'esigenza specifica di chi tratta questi temi con gli adolescenti.


PER  STUDENTI UNIVERSITARI

 
  • LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA CONSAPEVOLE
    L'avventura di una lettura critica, con la nostra linea editoriale per chi aspira a scrivere recensioni o a diventare        collaboratore del Segnalibro




 COME PARTECIPARE
 
Agli istituti che intendono prendere parte alle attività è richiesta una quota di partecipazione, da corrispondere almeno 20 giorni prima dell’evento tramite ccp 41617200 intestato a: Associazione Il Segnalibro Via Vincenzo Monti 6 20123 Milano MI oppure bonifico bancario con la medesima interstazione, alle coordinate segnalate nella pagina Aderisci .
Si ricorda inoltre che l’istituto partecipante è tenuto ad attestare l’avvenuto versamento tramite l’invio della ricevuta scansionata alla mail del Bcs.
In caso di mancato pagamento, la prenotazione è da considerarsi nulla.
Il Bcs prevede lo svolgimento dell’incontro presso la scuola stessa.
Orario Laboratori: da decidere insieme alla scuola
Durata: 1,30 h circa ciascuno
Numero massimo dei partecipant per volta: 50 circa (insegnanti compresi)
Quota di partecipazione: varia a seconda dell'impegno complessivo e include sempre la quota di adesione alla non profit 
Per informazioni e prenotazioni:
BOOK COUNSELLING SERVICE
e-mail: ilsegnalibro@yahoo.com
mettere nell'oggetto PROGETTO DIDATTICO


 
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