Non è tutto oro... - megliounlibro
 

...quello che luccica!

Regalo da non regalare (per evitare la figuraccia)

Melissa Hill
UN REGALO DA TIFFANY
Newton Compton, 2011
pp. 268, € 8.50
Nel Natale newyorkese Ethan, un prof inglese vedovo e padre di una bimba di 8 anni, compra un prezioso anello da Tiffany per fare finalmente a Vanessa la fatidica proposta di matrimonio. Ma tutto va a rotoli perché nella concitazione di un incidente sulla Fifth Avenue avviene un improvvido scambio di pacchetti e l’anello finisce a Dublino, al dito della donna sbagliata. La caccia al tesoro per riavere il gioiello porterà Ethan a riflettere sui suoi desideri e farà emergere diverse verità nascoste da ciascuno dei personaggi. Parrebbe una lettura piacevole, invece è un romanzo noioso oltre ogni dire, una commediola che si può leggere una pagina sì e tre no, con uno spunto (l’anello e la ricerca) che potrebbe innescare un minimo di suspence sulla trama sentimentale, ma non si preoccupa minimamente di farlo. Non solo si sofferma ampiamente su tutti gli sviluppi, ma si ripete in continuazione, ricapitola, riassume come nemmeno una telenovela all’ora di pranzo. Il protagonista, che fa strage di cuori, è con tutta evidenza uno che si comporta in modo insensato. Anche se i personaggi sono in fondo portatori di valori positivi, il panorama morale è quello solito del medio film americano di buoni sentimenti. La scrittrice è irlandese, ma non respiriamo l’aria di Dublino, nè tantomeno quella di Londra o New York. Una penitenza. 
V.A.

Solo il titolo può piacere...

Brunonia Barry
LA LETTRICE BUGIARDA
Garzanti, 2010
pp. 392, € 11,90
“In un pizzo rotondo il punto di quiete si trova nel centro. Tutte le risposte emergono da lì. Nei pizzi di Ipswich invece il punto di quiete non è facile da trovare. La lettrice deve basarsi sul suo intuito. Nel punto di quiete passato, presente e futuro esistono simultaneamente, e il tempo così come lo conosciamo scompare”.
Nella comunità di Salem, dove è ambientata la vicenda, le donne vedono il futuro attraverso la lettura del pizzo. Anche la protagonista, Towner Whitney, è una “lettrice di pizzo” molto abile, forse fin troppo…ed è in fuga da un passato doloroso, fino a che la morte della nonna non richiede il suo ritorno nella casa dove ha vissuto l’adolescenza, ma… niente è come sembra.
La trama del romanzo è complicata e avvincente come i disegni del pizzo che le donne producono: si interrompe, riprende, cambia direzione per formare un disegno che solo alla fine apparirà chiaro.Fin qui le positività, ma il messaggio che traspare, neanche troppo velato, è che la salvezza si può trovare solo oltrepassando i confini del reale attraverso l’occulto, che diventa la guida delle scelte delle persone e infine la protagonista viene letteralmente salvata niente di meno che dal suicidio della nonna che, apparendole, le dice: “Io sono morta per te” … Abbiamo bisogno di ritrovare noi stessi e il senso vero della vita piuttosto che perderci in pizzi e merletti!
Adriana Amorese

noto ma brutto

Janelle Brown
UNA FRAGILE PERFEZIONE
Garzanti, 2010
pp. 286, € 18,60
 
“A volte la vita cambia in un istante: un momento hai tutto quello che desideri, quello dopo non ti rimane niente…”. Così Janice perde tutto: l’amore del marito, l’alto tenore di vita e il rispetto degli esclusivi vicini.
Il titolo mal si accorda con quello che ci si aspetterebbe, ovvero il riscatto da tanto dolore attraverso un percorso, arduo, lungo ma capace di far risorgere dalle proprie ceneri una personalità più forte e consapevole. Invece ecco qua il solito cliché ormai declinato in varie salse: droga, perdita del lume della ragione, figlia adolescente che resta incinta e che “fortunatamente abortisce spontaneamente mentre si fa una nuotata in piscina”, figlia maggiorenne che si butta tra le braccia del giardiniere pusher della madre… e via discorrendo.
Qualcuno può dire agli autori che se anche non troviamo per forza gli ingredienti succitati, i libri, se sono buoni, li leggiamo lo stesso?
Michela Angelieri

discutibile, farà discutere (su temi attualissimi)

Charles Martin
DOVE FINISCE IL FIUME
Corbaccio, 2009
pp. 424, € 18,60
 
Ha una malattia incurabile. Le hanno dato pochi giorni di vita. Per questo lui, il grande amore che è diventato suo marito da 14 anni, decide di soddisfare il più grande dei suoi desideri: risalire il grande fiume, il Saint Mary. Per intero. Fino alla fine.
Quel fiume è il fulcro dei loro ricordi, soprattutto di lui. E vogliono che quei ricordi, soprattutto i più duri, emergano una volta per tutte, si superino, si lavino. Come lo scorrere dell’acqua del fiume scorrerà il loro ultimo tempo insieme. “Il fiume rallenta il tempo come se sapesse fermare il sole”.
Certo, la vita ora è cambiata da quando lei era famosa e bellissima: “Esteriormente, non c’era più nulla. La vita professionale di Abbie, la sua bellezza, le curve rotonde, il sorriso fiducioso. Ma era solo l’esterno. Potevamo vivere anche senza. E le cose che non si potevano vedere? La sua passione sfrenata per la vita, il suo intimo desiderio di me, la sua fiducia infantile pressoché in ogni cosa, i suoi sogni incomparabili. Abbie era un guscio… Un debole scheletro vestito da fantasma. L’unica cosa rimasta era il tempo”.
Ma lui sa andare oltre: “Io non sono un saggio…ma una cosa so: alcuni vivono bene, altri muoiono bene, ma pochi amano bene. Perché? Non so come rispondere. Amare bene…è una scelta, qualcosa che si fa tante e tante volte… E nella mia esperienza, se si sceglie di fare così, bisogna essere pronti a soffrire le pene dell’inferno”.
In tempi in cui si parla di vita e di morte con grandi discorsi, questo è solo un romanzo, e non è nemmeno una storia vera. Ma resta la modalità con cui un autore fa vivere ai suoi personaggi questi momenti. L’intensità di un amore inserita in ogni piccolo gesto dei due.
Toccante, fortissimo, a tratti molto discutibile.
Un libro di quelli che si divorano in poche ore malgrado il numero delle pagine. Scrittura fluida, ritratti psicologici profondi. Peccato l’americanata di inserire l’ex sacerdote cattolico (va di moda, da quelle parti, ed è sempre il personaggio positivo!), il pasticcio sul matrimonio finale e forse qualcuno potrebbe essere infastidito dalla descrizione continua del corpo della donna malata, lungo tutto il racconto. Noi crediamo non sia gratuita, ma qualche esagerazione c’è. Sta riscotendo successo editoriale: solo per adulti, con stomaco resistente.
Laura Prinetti
Superficiale, irriverente

Superficiale, irriverente

Juan Gomez Jurado
LA SPIA DI DIO
Longanesi, 2007
pp. 348, € 16,60

Siamo a Roma, nell’aprile 2005. Papa Giovanni Paolo II è da pochi giorni spirato, Piazza San Pietro è gremita di fedeli e in Vaticano fervono i preparativi per il conclave. Due cardinali (si scrive che siano fra “i favoriti” al soglio papale!?) vengono barbaramente uccisi. Incaricata delle indagini è l’ispettrice di polizia Paola Dicanti. L’inchiesta si svolge fra mille difficoltà, data la delicatezza del caso (pedofilia di alcuni sacerdoti americani). L’autore su questa devianza non si soffermerà più, ma vi dedica tutto l’incipit del romanzo…
In aiuto all’ispettrice, specializzata presso FBI, arriva inaspettato e poco gradito a lei, un personaggio enigmatico, padre Fowler. Proprio lui si dichiara “spia di Dio”.
Il thriller è quindi ambientato ai giorni nostri e alterna fatti veri ad altri totalmente inventati, tra azione e mistero. L’assassino è purtroppo rivelato fin dalle prime pagine, per cui l’intenzione di creare unl thriller fallisce miseramente. Trama debole, quindi. La scrittura sarà anche scorrevole ma a noi non pare rispettoso trattare in modo così superficiale e leggero di tematiche e ruoli sacri. Per questo non riteniamo assolutamente che valga i nostri 17 euro né il nostro tempo.
Qual è il contrario di perla?…
Marcella P., con la redazione
ambientato in Libano, ma non vale l'acquisto

ambientato in Libano, ma non vale l'acquisto

Rawi Hage
COME LA RABBIA AL VENTO
Garzanti, 2008
pp. 254, € 16,40
 
In copertina si legge che …”un ragazzino per le strade di Beirut difende la vita e l’amicizia”. Per questo motivo, e per il fatto che la storia è ambientata in un Paese affasciante ma che si conosce poco, si comprerebbe il libro volentieri. Guerra civile, una cascata di bombe, l’atmosfera realistica. Poi però si inizia a leggere… E nella storia di questa amicizia si insinua sempre più insistentemente la tematica della donna oggetto di consumo e passatempo dei giovani soldato.
Forse la disperazione e la paura della morte possono portare alcuni a farne di tutti i colori, proprio per un carpe diem che potremmo comprendere, ma non riusciamo a cogliere invece perché uno scrittore che si rispetti debba immaginarsi e descriverne così insistentemente tanti particolari. Forse pensa di vendere di più? Peccato, l’idea era buona! la quarta di copertina e le varie presentazioni però non dicono tutta la verità...
Di questo libro sono già stati acquistati i diritti cinematografici e il film è in lavorazione.
Laura Prinetti
tra tanti di Simenon questo non è un gran regalo

tra tanti di Simenon questo non è un gran regalo

George Simenon
IL TRENO
Adelphi, 2008
pp.146, € 16,00
 
Da anni la Adelphi sta riproponendo, nella preziosa veste della collana Biblioteca, i testi di Simenon. Siamo in attesa della raccolta, di uscita imminente. Alcuni li abbiamo segnalati in passato. Perle autentiche. Questo invece con il suo bel titolo semplice attrae lo sguardo e fa buttare gli euro.
Maggio 1940, sul treno degli esuli in un carro bestiame, due sconosciuti, un uomo e una donna, disperati, si guardano. Dal linguaggio degli occhi a quello del corpo il passaggio non è breve: dura quasi tutto il libro, che certo trasmette un messaggio importante; il sesso può essere – lo è sempre stato – anche un linguaggio tra disperati che si aggrappano follemente alla vita che sfugge. “Ero ingordo di tutto”, scrive l’autore nel 1961 ricordando quella passione che si compiva mentre sua moglie stava partorendo... Una storia che Simenon ha sentito il bisogno di raccontare, 40 anni dopo, per liberarsene. Non ce ne faremo carico noi.
Il messaggio c’è, le tematiche sono note a tutti, è vero - come dice tanta critica - che noi non sappiamo come ci saremmo comportati al suo posto. Non giudichiamo, ma non vale la pena di starci su pagina dopo pagina. Il tema qui non è l’Olocausto, e la scrittura coglie solo uno dei suoi fini. Quello di liberarsi dei ricordi erotici di un terrificante passato.
Federico de Tois
Non ci è piaciuto

Non ci è piaciuto

John Grisham

IL PROFESSIONISTA

Mondadori, 2007

Ecco a noi uno dei tanti romanzi di Natale. Ci sorprende e forse ci dispiace anche un po’ che Grisham sia entrato nel meccanismo dello “scrivi per vendere, al più presto”.

Ci dispiace perché il segnalibro ha trovato e segnalato più volte le opere belle di questo autore. Rick, ex promessa del football americano, ha una carriera ormai avviata al tramonto, dopo l’ultima sconfitta da lui provocata alla squadra… Messo alla berlina dai media come uno dei peggiori giocatori nella storia del football americano, deve cambiare aria. L’unico posto disponibile è in Italia, nei Panthers di Parma. Lì troverà buon cibo, tempi rilassati e amici. Riscoprirà anche la gioia di giocare, ma soprattutto passerà il tempo a cercare una donna…

Il ritratto della provincia italiana è azzeccato. Noiose però risultano le innumerevoli descrizioni per chi non conosce il football americano nei dettagli, quindi per la maggioranza. Piacerà agli Americani che devono vivere un periodo in Italia.

Banalità diffuse, troppi dialoghi inutili e alla fin fine Rick non fa la figura del professionista ma di chi cerca una donna qualsiasi con cui stare, ”Basta che respiri…!”.

Laura Prinetti

umanitarismo commerciale

Masha Hamilton
LA BIBLIOTECA SUL CAMMELLO

Garzanti, 2007

pp. 283, € 16,50
 

Nonostante il tema molto interessante su cui questo romanzo è costruito – l'esperimento di una biblioteca itinerante a servizio delle popolazioni nomadi del Kenya orientale – l'insieme appare vuoto, patinato di umanitarismo commerciale e di una visione della realtà esclusivamente a stelle e strisce. E' accattivante il titolo.  

Martino Ghielmi