Non è oro... per i ragazzi - megliounlibro

Per adolescenti? c'è di meglio...

Valentina Camerini
IL SECONDO MOMENTO MIGLIORE
Feltrinelli, 2014
pp. 274, € 16.00
 
Forse piacerà agli adolescenti per lo stile esagerato, ricco di rimandi dell’immaginario giovanile (ogni capitolo ha come titolo una citazione tratta da un brano musicale straniero), ma a nostro avviso è spesso manierato, carico di metafore forzate come, per citarne solo una, quella di pag. 232, in cui lo stato d’animo del protagonista (che ha appena avuto la notizia che la sua ragazza è incinta) viene definito “come se qualcuno avesse chiuso in un frullatore galattico tutte le emozioni note al cuore umano e ne avesse fatto un budino molle e speziato”.
Forse piacerà agli adolescenti in ricerca, come il protagonista, e ribelli, perché gli adulti che compaiono nel romanzo sono mediamente meno maturi dei giovani stessi e perché la storia d’amore termina col lieto fine; ma i valori che propone sono in verità illusioni, parole senza reale spessore. La realtà dei protagonisti è costruita come una telenovela: non studi, ma trovi lavoro; ti fai le canne, ma stai benissimo; vai a vivere col tuo ragazzo dopo pochi mesi che lo frequenti (mantenuto dai tuoi, che peraltro imparano a essere “discreti”) e nonostante i tuoi 19 anni ti comporti come una coppia di provata esperienza… Inoltre si incontrano espressioni che rivelano il gusto di scrivere ad effetto (senza verificarne il significato): “convento laico”, “eterosessuale al 97%”, “credere in Dio sarebbe stata una strada troppo lineare per i suoi gusti”.  
Anche noi aspettiamo un secondo momento per l’autrice, che le auguriamo migliore.
Paolo Ferretti

Pagine vacue

Gabriella Santini
VOGLIO UN BACIO DA URLO
Raffaello, 2012
pp. 170, € 8.50
 
Minerva, nome astruso per la protagonista 14enne, aspetta solo questo: baciarsi. Non importa con chi, non importa altro, ma che sia al più presto perché ha scommesso di farlo entro il giorno di San Valentino. Tutta la storia si incentra su ciò e su tematiche vacue similari. Il linguaggio dà per scontato che gli adolescenti siano tutti deficienti e questo già di per sé non ci va. Anche se sappiamo che i loro gusti nel campo della lettura sono astrusi, pensiamo che qui si tratti di tempo buttato, sia per chi ha scritto che per chi potrebbe leggerlo. Si salvi chi può!
Elena G.

A noi pare banale e troppo lungo

Walter Moers
LA CITTÀ DEI LIBRI SOGNANTI
Salani, 2006
Pp. 510, € 16,60
Il titolo è bellissimo: attrarrebbe qualunque appassionato di lettura. La mole, uno si dice, non mi spaventa. Ma poi… Non possiamo scrivere che si tratti di un brutto libro negativo e distruttivo ma le pagine, via via che si girano, non contengono nulla, e l’horror vacui coglie a poco a poco. Che vuoto, che banalità. Avrebbe potuto scriverlo anche la zia Peppina, un libro così lungo e barboso. Librandia è il paese di libri, ma che originalità. Parlano di un autore dalla fantasia sfrenata, ma a noi sembra un lungo tema in classe di seconda media inferiore. Zamonia, Ildefonso de Sventramitis, Danzelot... Insomma, un libro sui libri leggero, leggibile, ma solo da parte di chi ha tempo e soldi da perdere.
Laura Prinetti

Dopo i 4 (e annessi) libri sui vampiri ci sono pure i film...

Stephanie Meyer

TWILIGHT (e titoli a seguire...)

Fazi, 2007

pp. 412, € 9.90

Esausta della vita sentimentale complicata della madre, la protagonista del libro (e ora anche del film) decide di trasferirsi con il padre in un posto piovoso, lontano dal sole della sua Phoenix. Nel nuovo liceo l’inserimento non è difficile, tranne che con un gruppo di ragazzi, troppo belli e diversi per mescolarsi con gli altri…  Ma uno di quelli deve condividere il banco di biologia con Bella, e il colpo di fulmine è immediato.

Solo Edward si allontana. Perché Edward appartiene a una specie di vampiri che sono sì riusciti a dominare l’istinto di dissetarsi con il sangue umano sostituendolo con quello animale, ma... di fronte all’odore di Bella non è facile resistere.

Lodato da tanta stampa  come “il romanzo più bello scritto negli ultimi anni per gli adolescenti”, usa la solita ricetta che piace oggi a questo spaccato di società: un amore proibito, passioni forti trattenute, elementi horror che in questo caso toccano il diabolico visto che si parla di vampiri, una scrittura troppo semplificata, eccessivamente descrittiva e ripetitiva che non può non annoiare un lettore esigente e attrarre invece chi cerca letture banali con un tocco di trasgressione.  I personaggi non hanno spessore né carattere. Certo, nel primo volume si cerca di trasmettere che la ragione si può anteporre alle passioni, perchè Edward riesce a non ammazzare Bella in nome di un amore sincero, ma non è sempre così, perché invece Bella è disposta a rinunciare alla sua umanità e diventare vampiro pur di non perdere Edward.

Naturalmente il primo romanzo si conclude lasciando le porte aperte a un seguito che non si è fatto aspettare: ci sono altri 3 volumi pubblicati (New moon, Eclipse e Breaking dawn) e chiaramente non poteva mancare il film, per il quale abbiamo notato tutti il martellante lancio pubblicitario. A questo seguiranno altre due puntate, dato che gli attori hanno firmato il contratto per una trilogia...
Noi, in sintesi, riteniamo questa l'ennesima trovata commerciale, ma più furba e insidiosa di altre: crediamo che il tempo e le intelligenze dei nostri figli non possano essere succhiati via così (dai vampiri).

Ayleen Pineda





tratto da Avvenire, Editoriale di Davide Rondoni, 25 nov. 2008

"...L’irruzione della morte nella vita quotidiana dei nostri ragazzi ci fa doman­dare quale sentimento, quale visione di es­sa abbiano maturato. In certe manifesta­zioni di inebetito do­lore, di pietà lacrimo­sa e demente, e di cie­ca rassegnazione, ve­diamo i segni di qual­cosa di antico, di pre­cristiano, se così si può dire. Un fatali­smo senza nessuna inquietudine. E il «perché?» gridato da molti sembra più che una vera domanda al cielo, una chiusa    in­vettiva contro gli uo­mini o un fato cieco.
In questi giorni in cui vampiri gentili e cru­deli trionfano nei cinema, proposti con gran dispendio di mezzi ai nostri adolescenti, qualcuno ha fatto notare che ormai, depri­vati di una educazione religiosa, i ragazzi hanno in questi fenomeni che sfruttano la morte in senso spettacolare forse gli unici punti di contatto con una elaborazione in­torno al problema".

 



link.jpg
Federico Moccia
AMORE 14
Feltrinelli, 2008
pp. 432, € 16,50
 
Furbo è, Moccia, ha capito bene che se si mescolano i più bassi istinti ai luoghi comuni politically correct (vedi il prete viscido e becero) la gallina produce le fatidiche uova d’oro, ovvero… il libro vende!
Ben più di 400 pagine scritte con una sintassi e un linguaggio traballanti per raccontare le ansie di un’adolescente che non sa se andare a letto o no, con il voglioso di turno.
Che tristezza vedere il sorgere dell’amore tra due ragazzi ridotto a sensazioni e impulsi fisiologici, come se fosse solo un centrifugato ormonale
Vuoi vedere che 14 è il quoziente di intelligenza che si aspetta Moccia di trovare nei lettori?
Michela Angelieri
Hilary Mckay  
LA STELLA DI INDACO
Feltrinelli kids, 2008           
pp. 271, e 9,00
 
Ben scritto e accattivante, con situazioni familiari estrose e originali (è una famiglia di artisti), amicizie non scontate e confidenze interessanti. Nel complesso sarebbe proprio un bel libro, se non fosse per un “piccolo” particolare. Il vero protagonista non sembra il timido Indaco, ma la sua sorellina Rosa, decisa, intraprendente e spigliata; la quale ha però l’intima paura di perdere il papà, che non vive più con la famiglia. Così, spesso gli scrive ciò che succede con accenti secondo lei tragici (in realtà risultano comici), nella speranza che si spaventi e torni. La paura interiore più grossa, si percepisce, è che possa avere un’altra; da qui i tentativi di far conoscere qualcuno alla mamma, per poi raccontarlo al papà sperando che si ingelosisca. Tutto questo filerebbe pure, se non fosse che alla fine la piccola si fa una ragione dell’esistenza dell’altra, capisce che anche così il papà può essere un padre buono e presente, e meno male che l’amico di mamma è un tipo pratico e sa fare riparazioni in casa. Peccato, era proprio bello…
Miriam Zucco