PERCHE' SI CHIAMA COSI'
Nasceva quattro anni fa, 11 dopo la rivista e 13 dopo l'associazione non Profit Il Segnalibro, il sito del Book Counselling Service. Lo abbiamo chiamato "megliounlibro".
Perchè? Megliounlibro che perdere tempo con altre fonti, megliounlibro perchè è un amico che non tradisce e... perchè il dominio ci ricorda che andiamo a caccia dei libri Migliori. Dove vuole arrivare il sito? A farci conoscere meglio dai soci, che in questi anni non sempre sono riusciti a tener dietro alle iniziative attivate. E a farci conoscere dai tanti appassionati del pianeta libro che navigano sul web alla ricerca di qualità. Non vediamo l'ora che ci conoscano e... collaborino! Perchè l'altro obbiettivo è quello di interagire, scambiarsi idee sul bello che esce dai libri.
Che cosa troverete? Un assaggio dei titoli-perla dalla rivista, un po' di counselling e tante news dal mondo di carta che amiamo. Perchè anche voi, orientandovi, lo amiate di più.
Per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 il segnalibro ha compilato un elenco di libri selezionati, per adulti e ragazzi, nonchè per ciclo scolastico. Un tema delicato e importante, da trattare con i nostri figli e alunni.
IN VIAGGIO TRA I LIBRI: una mostra a Novara dal 1 marzo al 1 maggio nella Biblioteca del Liceo classico statale CarloAlberto. I libri di viaggio, da ieri all'oggi. Guarda la p. Incontri e vai. E' una perla.
Non ci piace
A noi pare banale e troppo lungo
Walter Moers
LA CITTÀ DEI LIBRI SOGNANTI
Salani, 2006
Pp. 510, € 16,60
Il titolo è bellissimo: attrarrebbe qualunque appassionato di lettura. La mole, uno si dice, non mi spaventa. Ma poi… Non possiamo scrivere che si tratti di un brutto libro negativo e distruttivo ma le pagine, via via che si girano, non contengono nulla, e l’horror vacui coglie a poco a poco. Che vuoto, che banalità. Avrebbe potuto scriverlo anche la zia Peppina, un libro così lungo e barboso. Librandia è il paese di libri, ma che originalità. Parlano di un autore dalla fantasia sfrenata, ma a noi sembra un lungo tema in classe di seconda media inferiore. Zamonia, Ildefonso de Sventramitis, Danzelot... Insomma, un libro sui libri leggero, leggibile, ma solo da parte di chi ha tempo e soldi da perdere. Laura Prinetti
Dopo i 4 ( e annessi) libri sui vampiri arrivano i 2 film...
Stephanie Meyer
TWILIGHT (e titoli a seguire...)
Fazi, Roma 2007-08-09
pp. 412, € 9.90
Esausta della vita sentimentale complicata della madre, la protagonista del libro (e ora anche del film) decide di trasferirsi con il padre in un posto piovoso, lontano dal sole della sua Phoenix. Nel nuovo liceo l’inserimento non è difficile, tranne che con un gruppo di ragazzi, troppo belli e diversi per mescolarsi con gli altri… Ma uno di quelli deve condividere il banco di biologia con Bella, e il colpo di fulmine è immediato.
Solo Edward si allontana. Perché Edward appartiene a una specie di vampiri che sono sì riusciti a dominare l’istinto di dissetarsi con il sangue umano sostituendolo con quello animale, ma... di fronte all’odore di Bella non è facile resistere.
Lodato da tanta stampa come “il romanzo più bello scritto negli ultimi anni per gli adolescenti”, usa la solita ricetta che piace oggi a questo spaccato di società: un amore proibito, passioni forti trattenute, elementi horror che in questo caso toccano il diabolico visto che si parla di vampiri, una scrittura troppo semplificata, eccessivamente descrittiva e ripetitiva che non può non annoiare un lettore esigente e attrarre invece chi cerca letture banali con un tocco di trasgressione. I personaggi non hanno spessore né carattere. Certo, nel primo volume si cerca di trasmettere che la ragione si può anteporre alle passioni, perchè Edward riesce a non ammazzare Bella in nome di un amore sincero, ma non è sempre così, perché invece Bella è disposta a rinunciare alla sua umanità ediventare vampiro pur di non perdere Edward.
Naturalmente il primo romanzo si conclude lasciando le porte aperte a un seguito che non si è fatto aspettare: ci sono altri 3 volumi pubblicati (New moon,Eclipse e Breaking dawn) e chiaramente non poteva mancare il film, per il quale abbiamo notato tutti il martellante lancio pubblicitario. A questo seguiranno altre due puntate, dato che gli attori hanno firmato il contratto per una trilogia...
Noi, in sintesi, riteniamo questa l'ennesima trovata commerciale, ma più furba e insidiosa di altre: crediamo che il tempo e le intelligenze dei nostri figli non possano essere succhiati via così (dai vampiri).
Ayleen Pineda
tratto da Avvenire, Editoriale di Davide Rondoni, 25 nov. 2008
"...L’irruzione della morte nella vita quotidiana dei nostri ragazzi ci fa domandare quale sentimento, quale visione di essa abbiano maturato. In certe manifestazioni di inebetito dolore, di pietà lacrimosa e demente, e di cieca rassegnazione, vediamo i segni di qualcosa di antico, di precristiano, se così si può dire. Un fatalismo senza nessuna inquietudine. E il «perché?» gridato da molti sembra più che una vera domanda al cielo, una chiusa invettiva contro gli uomini o un fato cieco. In questi giorni in cui vampiri gentili e crudeli trionfano nei cinema, proposti con gran dispendio di mezzi ai nostri adolescenti, qualcuno ha fatto notare che ormai, deprivati di una educazione religiosa, i ragazzi hanno in questi fenomeni che sfruttano la morte in senso spettacolare forse gli unici punti di contatto con una elaborazione intorno al problema".
Federico Moccia
AMORE 14
Feltrinelli, 2008
pp. 432, € 16,50
Furbo è, Moccia, ha capito bene che se si mescolano i più bassi istinti ai luoghi comuni politically correct (vedi il prete viscido e becero) la gallina produce le fatidiche uova d’oro, ovvero… il libro vende!
Ben più di 400 pagine scritte con una sintassi e un linguaggio traballanti per raccontare le ansie di un’adolescente che non sa se andare a letto o no, con il voglioso di turno.
Che tristezza vedere il sorgere dell’amore tra due ragazzi ridotto a sensazioni e impulsi fisiologici, come se fosse solo un centrifugato ormonale…
Vuoi vedere che 14 è il quoziente di intelligenza che si aspetta Moccia di trovare nei lettori?
Michela Angelieri
Hilary Mckay
LA STELLA DI INDACO
Feltrinelli kids, 2008
pp. 271, e 9,00
Ben scritto e accattivante, con situazioni familiari estrose e originali (è una famiglia di artisti), amicizie non scontate e confidenze interessanti. Nel complesso sarebbe proprio un bel libro, se non fosse per un “piccolo” particolare. Il vero protagonista non sembra il timido Indaco, ma la sua sorellina Rosa, decisa, intraprendente e spigliata; la quale ha però l’intima paura di perdere il papà, che non vive più con la famiglia. Così, spesso gli scrive ciò che succede con accenti secondo lei tragici (in realtà risultano comici), nella speranza che si spaventi e torni. La paura interiore più grossa, si percepisce, è che possa avere un’altra; da qui i tentativi di far conoscere qualcuno alla mamma, per poi raccontarlo al papà sperando che si ingelosisca. Tutto questo filerebbe pure, se non fosse che alla fine la piccola si fa una ragione dell’esistenza dell’altra, capisce che anche così il papà può essere un padre buono e presente, e meno male che l’amico di mamma è un tipo pratico e sa fare riparazioni in casa. Peccato, era proprio bello…
Miriam Zucco
Helga Schneider
IL PICCOLO ADOLF NON AVEVA LE CIGLIA
Einaudi, 2007
pp. 164, € 10,00
Grete, alla vigilia dell’ottantesimo compleanno, ripercorre la sua lunga vita soffermandosi in particolare sui terribili anni del nazismo.
Sposa infelice di un gerarca nazista, ha visto internare e uccidere il primogenito Adolf perché “imperfetto”, ossia ritardato. Ribellatasi è stata dichiarata pazza e rinchiusa in manicomio. Destinata ad essere uccisa in una camera a gas riesce fortunosamente a salvarsi e ad entrare nella resistenza.
Dobbiamo dire che il romanzo, al di là del lodevole intento di denunciare il programma nazista di soppressione dei malati di mente e di tutti coloro che fossero “insani e imperfetti”, non ci ha convinto. La storia ci è sembrata improbabile: la protagonista entra ed esce dai lager salvandosi più volte! Inoltre ci hanno infastidito alcune cadute di tono (riferimenti espliciti non necessari alle violenzesessuali subite, la scoperta che il principale persecutore di Grete in realtà è l’amante del marito). Peccato, perché abbiamo recensito con piacere altre opere della Schneider, come Stelle di cannella, che valgono la lettura. Questa no, anche perché viene inserita in una collana per ragazzi.
Paola Monti
Vanna de Angelis
LE CAROVANE DEL TEMPO
Il nome segreto
San Paolo, 2007
pp. 364, € 16,50
La protagonista è Eva, una ragazzina apparentemente come tutte le altre: va a scuola, ha degli amici. La madre è morta, dunque vive con il padre Giona. Eva però è dotata di un dono particolare: “la Scintillanza“, che le permette di leggere nella mente degli altri. Molti sono i personaggi del romanzo fantasy; due però quelli fondamentali: il maestro ed un ragazzo, Liam.
Eva è come fuori del tempo, si sposta nel passato (fino al 1587). Suo compito è lottare contro Liam.
Colpi di scena, avventure, magia, mistero: c’è un po’ di tutto in questo libro, confuso epesante,la cui pecca più grave consiste nellanegazione della libertà interiore dell’individuo. Eva, con la sua “scintillanza”, viola questa libertà continuamente.
L’autrice si cimenta per la prima volta nella letteratura per ragazzi, e questo è il primo volume di una trilogia. A noi non garba.