family life - megliounlibro

Il ruolo del papà

Meg Meeker
STRONG FATHERS, STRONG DAUGHTERS:
10 Secrets Every Father Should Know
 
Un libro che restituisce lucentezza al ruolo dei padri nei confronti delle figlie. La lettura nella lingua originale non dovrebbe costituire un impedimento, perché molto scorrevole. Basterebbe comprendere anche solo un 30% del suo contenuto per restare sorpresi dall’incisività e attualità delle argomentazioni della dottoressa americana che ne è autrice. Esponendone le motivazioni, spiazza il lettore e gli lascia definitivamente scolpita la convinzione che il padre è sempre, nel bene e nel male, una figura insostituibile nella formazione della personalità della figlia: egli ha quindi il compito di mettersi quotidianamente in gioco nei suoi confronti. E questo al di là delle difficoltà relazionali che si possono manifestare soprattutto durante l’adolescenza. Come è tipico della letteratura divulgativa americana, il percorso per favorire una personalità forte e gioiosa nella figlia è sintetizzato in un numero ristretto (dieci) di obiettivi formativi. Ciascuno di essi è arricchito con la descrizione di casi reali desunti dall’esperienza professionale dell’autrice. Non desti meraviglia che spesso si tratta di obiettivi controcorrente rispetto alla vigente cultura relativista e consumista. Per esempio, in una società votata al successo, chi sottolineerebbe l’importanza di insegnare l’umiltà, e che questo, poi, sia un compito proprio del padre? Procurarsi il libro tramite Internet è semplice.
Giancarlo Cusimano

W i nonni! fanno da ponte all'interno della famiglia

W i nonni! fanno da ponte all'interno della famigl...
Paola Libanoro Raineri
NONNIPOTI
Un legame speciale
Effatà, 2014
pp. 200 - € 12
 
"Per il bambino avere un buon rapporto con i nonni vuol dire nutrirsi di un mondo parentale completo. I nonni sono una sorta di ponte storico su cui si sviluppa l'esistenza di ogni futura generazione".
Ponte tra generazioni, dunque, i nonni, trasmettitori di esperienza, depositari della memoria storica e narratori di storie di famiglia che contribuiscono a delineare ed arricchire la storia personale di ognuno di noi. Ma Paola Libanoro Raineri, in un saggio documentato e scorrevole, ci restituisce anche un'altra visione dei nonni i quali, come mai prima d'ora, spesso fungono da risorsa imprescindibile nelle derive di una società precaria professionalmente e spesso anche affettivamente, dove il tempo per la famiglia è considerato quasi un lusso, un privilegio. Ecco, allora uno spaccato di tutte le competenze di questa nuova "nonnità" e anche delle problematiche legate non solo all'età che avanza – per tutti - ma anche alla presenza così assidua nella vita dei figli. Un’idea nuova, un testo interessante sotto il profilo sia sociologico che relazionale, da regalare ai nonni per dire grazie e ai genitori (come noi) per essere più consapevoli e grati del tesoro che abbiamo.
Adriana Amorese 

Mediare i conflitti di coppia

Giuseppa Calò
PRIMA DI ANDARE VIA..
La mediazione familiare come risorsa
San Paolo, 2013
pp. 186, € 13.50
 
“La mediazione familiare è una metodologia di aiuto alla coppia in un momento particolare del proprio ciclo di vita, cioè in un momento di crisi; essa può essere utilizzata nei vari momenti del processo di crisi: nella fase di pre-decisione (separarsi o meno), nella fase legale della separazione, nella fase post sentenza, in occasione della gestione dei figli e altro…”. Lontano da noi perseguire la cultura della separazione, perché crediamo fermamente che la stabilità della famiglia sia risorsa basilare sia per l’individuo che per il sociale. D’altra parte non possiamo non fare i conti con quanto ci circonda e notare quanto la guerra dei coniugi finisca per essere vissuta sulla pelle dei figli che diventano il luogo di battaglia privilegiato.
Ecco allora che la mediazione, soprattutto nella fase iniziale della crisi, può aprire una finestra di dialogo, di accettazione della frustrazione, e prospettare scenari in cui magari si trova il posto per una ripresa (perché no?). Non si tratta di preparare, quindi, un “divorzio beneducato”, come alcuni sostengono, ma di aiutare la coppia a rileggersi, a mettere in moto le risorse che ha all’interno per tracciare soluzioni. Di grande attualità, indicato principalmente agli operatori del settore, servirà anche alle coppie. 
Adriana Amorese

Emergenza autorità

Didier Pleux
IN FAMIGLIA COMANDO IO
Urra, Milano 2012
pp. 208, € 13.00
La riflessione attuale sul bambino tiranno non è da prendere alla leggera. Si trovano sempre più genitori sottomessi, sfiniti da figli onnipotenti. I dettagli sembrano ridicoli ma tant’è, e allora è giusto chiedersi: come sono arrivati a questo punto? Didier Pleux, direttore dell’Istituto francese di Terapia cognitiva, sfata il mito che indicava ai genitori di “seguire le inclinazioni e i tempi” del bambino e descrive con ironia ma anche con chiarezza scientifica come si perviene alla costruzione, proprio così, di un piccolo tiranno domestico. In casa e a scuola egli si fa passare sempre per vittima, sfida l’autorità, decide lui come vuole vestirsi, ricatta (“Voglio questo, se no…”) e sa ingannare l’adulto, è intelligente ma non precoce, fa quello che vuole, non accetta vincoli e si fa servire. Per lui il prossimo è una cosa, crea sempre situazioni di conflitto. Da adolescente, all’apogeo della tirannide, rifiuterà di attribuire alla propria responsabilità qualunque tipo di insuccesso, esigerà, provocherà, minaccerà. E' il risultato di un’educazione carente e Pleux propone: le pretese vanno sanzionate, qualche punizione va data perché “comunica il senso morale” e perché “è in gioco il rispetto dell’altro”.
Laura Prinetti

Felicità: è possibile? Un titolo, un'intervista

Felicità: è possibile? Un titolo, un'intervista
Gary Chapman
FAMIGLIE FELICI
Elledici, 2011
pp. 400, € 19.00
 
Il rapporto con le famiglie d’origine, i primi anni di matrimonio, i figli piccoli e adolescenti, le differenze di cultura e valori morali, la sindrome da “nido vuoto”, la gestione dei piccoli-grandi conflitti che possono sgretolare il legame di coppia, dalle incomprensioni al troppo tempo dedicato a Internet o al lavoro, dall’abuso di sostanze alle intemperanze fisiche e verbali. Un nuovo vademecum – all’americana - in cui il consulente familiare Gary Chapman riepiloga tutte le tematiche delle opere precedenti, a partire dal bestseller I cinque linguaggi dell’amore, applicandole alle varie stagioni della coppia e della famiglia. Gary Chapman, pastore battista, antropologo, è sposato, ha due figli e vive in North Carolina. I suoi libri hanno venduto milioni di copie negli Usa e all’estero. Oltre ai succitati, la Elledici ha tradotto I cinque linguaggi dell’amore con gli adolescenti, I cinque linguaggi dell’amore con i bambini, I cinque linguaggi del perdono e, di recente, il volumetto-regalo Il cuore dei 5 linguaggi dell’amore (2010, pp. 80, € 5.00). Il segnalibro le ha già consigliate singolarmente ma ora, in occasione del Natale e della recente Conferenza nazionale della Famiglia, le ripropone, insieme ad un’intervista all’autore.
Federico de Tois


Dottor Chapman, può definire con tre aggettivi la famiglia d’oggi?  
«Direi indaffarata, frammentata, isolata».
 
Il suo nuovo libro con la ELLEDICI recita nel sottotitolo “Guida ai rapporti familiari”. Ma in ogni famiglia a un certo punto arriva il momento più difficile: è possibile avere davvero un “rapporto” costruttivo con i figli adolescenti? Oppure ai genitori non resta che sperare che… tutto fili liscio in questa tappa critica verso l’età adulta?
«In I cinque linguaggi dell’amore con gli adolescenti cerco di venire incontro a tutti i genitori che desiderano comunicare il proprio amore ai figli teenager. Nel rapportarsi con loro, i linguaggi sono sempre gli stessi, anche se cambiano le… “inflessioni dialettali”».
 
Lei è pastore battista, saggista, consulente matrimoniale e conferenziere. Di queste professioni qual è la sua preferita?
«Sinceramente mi piacciono tutte. Anche se a volte non è facile destreggiarsi fra queste forme di servizio, apprezzo la varietà di vita che mi è data».
 
Che cosa dice la famiglia di Gary Chapman del suo lavoro al servizio delle altre famiglie?
«All’inizio del nostro matrimonio io e mia moglie abbiamo avuto contrasti non da poco. Ma siamo cresciuti ed entrambi ci siamo trovati d’accordo sul proposito di aiutare gli altri. E lei mi è stata di grande aiuto nel mio lavoro di consulente, conferenziere ed autore. Nostro figlio e nostra figlia sono ormai adulti e felicemente sposati (lei ci ha dato anche due nipoti); abbiamo condiviso con loro i nostri contrasti matrimoniali ed entrambi ci hanno riconosciuto il fatto di essere rimasti insieme e di aver saputo trovare delle risposte ai nostri problemi».
 
Poco fa lei ha citato uno schema fortunato ed efficace di cui è l’autore, quello dei “cinque linguaggi dell’amore”: le parole di incoraggiamento, i momenti speciali, i doni, i gesti di servizio e il contatto fisico. Come ha “scoperto” questi 5 linguaggi?
«Nel mio studio di counseling ascoltavo ripetutamente le stesse storie. La donna diceva: “È come se non mi amasse”. Lui, invece: “Proprio non la capisco. Faccio questo e quest’altro per lei: come è possibile che non si senta amata? Così ho passato in rassegna gli appunti che avevo raccolto in 12 anni di counseling alle coppie e mi sono chiesto: quando mi dicono che non si sentono amati dal coniuge che cosa desiderano? Le risposte rientravano in cinque categorie, che poi ho battezzato come i “5 linguaggi”».
 
Qual è il “cuore” dei suoi 5 linguaggi, per riprendere il titolo dell’altro suo piccolo libro tradotto quest’anno dalla ELLEDICI, Il cuore dei cinque linguaggi dell’amore?
«In questo volumetto ho cercato di condensare il messaggio di base senza troppe esemplificazioni. In sintesi, dico che nel matrimonio esistono essenzialmente cinque maniere per esprimere amore a livello emozionale. Ognuno di noi ha un linguaggio dell’amore “primario” che lo tocca in profondità più degli altri quattro. Ma poiché è raro che marito e moglie abbiano il medesimo linguaggio primario, dobbiamo imparare ad esprimerci con il linguaggio del nostro coniuge. Se ci riusciamo, lei o lui si sentono amati».
 
Come si individua il proprio linguaggio primario? E quello del coniuge, dal momento che, come lei afferma, questa è «la chiave per un matrimonio di lunga durata»?
«Per un approccio rapido alla questione possiamo chiederci: di che cosa ci lamentiamo più spesso? E poi: di che cosa si lamenta più spesso mia moglie, mio marito? Ecco, sono le lamentele a rivelare i linguaggi dell’amore. “Non stiamo mai un po’ insieme” esprime il bisogno di momenti speciali. La frase “Non mi hai fatto neanche un regalo” non può che esprimere l’esigenza del dono. Invece, “Non mi offriresti mai dei gesti affettuosi se non iniziassi io” rivela il linguaggio del contatto fisico. Ma per scoprire il proprio linguaggio, sul nostro sito www.fivelovelanguages.com è anche possibile ottenere un profilo completo».