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L'approccio al testo

L'approccio al testo

Scrive Augusto Boal:
Lamentiamo spesso che nei paesi poveri sia elevato il numero di cittadini che non godono di pari diritti per il fatto che non sanno né leggere né scrivere.
Più deplorevole però è che molti cittadini non siano educati all’Estetica e non godono dell’Arte.
E’ questo un genere di analfabetismo ugualmente grave, se non peggiore: essere esteticamente ciechi, muti e sordi riduce individui potenzialmente creatori alla condizione di meri spettatori
.
          Ciò rende i cittadini vulnerabili e più facilmente plasmabili”.
          Un buon libro è strumento di libertà.
                                                                 


 

    ll nostro lavoro di lettori parte, come è ovvio, dall'estetica e dalla semiotica. Per chi vuole rimandiamo a volumi che ci guidano nel valutare un testo...

    Di fatto ogni libro che segnaliamo sul periodico è stato letto da almeno 3 lettori, incaricati dalla redazione. Questi poi si consultano, discutono, studiano e si divertono (quasi sempre).
Alla mera estetica del testo, come è ovvio, non ci vogliamo fermare. Perchè stile e tematiche si fondono sempre in un tuttuno - si spera - armonioso.
Modalità testuali, narratologiche, linguaggio... ok, ma non vivisezioniamo il testo. Lo avviciniamo.

E poi, dato che ci rivolgiamo anche ai più giovani, attenzione: c'è il lato educativo. State tranquilli: non cerchiamo solo libri a lieto fine. Senza dubbio però fiutiamo se c'è o no il rispetto per la dignità della persona. Un valore oggi trascurato anche nei libri, anzi, spesso a partire da essi. 
E dalle idee, si sa, viene il resto...
 
      E' solo l'inizio della nostra sfida: trovare i classici del futuro. Quei libri che non finiranno mai di dire qualcosa a noi. E ai nostri figli.

 

Todorov, ad esempio

Tzvetan Todorov
LA LETTERATURA IN PERICOLO
Garzanti, 2008
pp. 86, € 11,00
 
 
Uno dei più autorevoli intellettuali europei osserva lo stile dominante della letteratura attuale e si chiede in che direzione stia viaggiando. Todorov, nato in Bulgaria ma da 50 anni a Parigi, ha conosciuto l’impostazione che il regime dava alla cultura, ai media, alle intelligenze, e mostra i segni per riconoscere una falsa lettura del reale, la stessa che egli ritrova nella letteratura occidentale. Poi guarda all’insegnamento di scuole e accademie (formalismi, lettura mediata da critici, filologi). La carrellata storica è più unica che rara. Che ritratto esce? La letteratura oggi sembra preferire il cupo, il crudele, il decadente, in un inno al nichilismo, come se l’uomo fosse solo “turpe”. Chiede allora di guardare al di là di quest’ottica, radicata: “Liberare la letteratura dal rigore soffocante in cui la si rinchiude, facendola uscire dal ghetto formalista e aprendola al grande scambio di idee cui prende parte ogni forma di conoscenza umana”. Aggiunge: “Ciò che trovo più sorprendente è l’accoglienza che riservano a questa concezione del mondo quelli che dovrebbero orientare i lettori nelle loro scelte. Mi riferisco ai recensori dei giornali". Insiste: "Essendo oggetto della letteratura la condizione umana, chi la legge e la comprende non diventerà un esperto di analisi ma un conoscitore dell’animo umano". Anche delle manifestazioni di grandezza. I classici evidenziano proprio questo… Adottiamo tali parole come una sorta di manifesto, che interpreta in buona sostanza i nostri sforzi di questi anni.
Laura Prinetti