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PERCHE' SI CHIAMA COSI'
Nasceva quattro anni fa, 11 dopo la rivista e 13 dopo l'associazione non Profit Il Segnalibro, il sito del Book Counselling Service. Lo abbiamo chiamato "megliounlibro".
Perchè? Megliounlibro che perdere tempo con altre fonti, megliounlibro perchè è un amico che non tradisce e... perchè il dominio ci ricorda che andiamo a caccia dei libri Migliori. Dove vuole arrivare il sito? A farci conoscere meglio dai soci, che in questi anni non sempre sono riusciti a tener dietro alle iniziative attivate. E a farci conoscere dai tanti appassionati del pianeta libro che navigano sul web alla ricerca di qualità. Non vediamo l'ora che ci conoscano e... collaborino! Perchè l'altro obbiettivo è quello di interagire, scambiarsi idee sul bello che esce dai libri.
Che cosa troverete? Un assaggio dei titoli-perla dalla rivista, un po' di counselling e tante news dal mondo di carta che amiamo. Perchè anche voi, orientandovi, lo amiate di più.
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI...
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SONDAGGIO TRA I SOCI: aiutaci a migliorare il segnalibro. Clicca e rispondi in 2 minuti:
http://www.surveymonkey.com/s/8WDLFPJ
Questa settimana sul GIORNALINO, settimanale per bambini in gamba, si parla del... Book Counselling. Andate a vedere...
http://www.sanpaolo.org/gio/1212gi/editoriale.html
Per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 il segnalibro ha compilato un elenco di libri selezionati, per adulti e ragazzi, nonchè per ciclo scolastico. Un tema delicato e importante, da trattare con i nostri figli e alunni. |
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IN VIAGGIO TRA I LIBRI: una mostra a Novara dal 1 marzo al 1 maggio nella Biblioteca del Liceo classico statale CarloAlberto. I libri di viaggio, da ieri all'oggi. Guarda la p. Incontri e vai. E' una perla. |
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Come lavoriamo
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L'approccio al testo
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Scrive Boal: “Lamentiamo spesso che nei paesi poveri sia elevato il numero di cittadini che non godono di pari diritti per il fatto che non sanno né leggere né scrivere. Più deplorevole però è che molti cittadini non siano educati all’Estetica e non godono dell’Arte. E’ questo un genere di analfabetismo ugualmente grave, se non peggiore: essere esteticamente ciechi, muti e sordi riduce individui potenzialmente creatori alla condizione di meri spettatori. Ciò rende i cittadini vulnerabili e più facilmente plasmabili” . Un buon libro è strumento di libertà.
ll nostro lavoro di lettori parte, come è ovvio, dall'estetica e dalla semiotica. Per chi vuole rimandiamo a volumi che ci guidano nel valutare un testo...
Di fatto ogni libro che segnaliamo sul periodico è stato letto da almeno 3 lettori, incaricati dalla redazione. Questi poi si consultano, discutono, studiano e si divertono (quasi sempre).
Alla mera estetica del testo, come è ovvio, non ci vogliamo fermare. Perchè stile e tematiche si fondono sempre in un tuttuno - si spera - armonioso.
Modalità testuali, narratologiche, linguaggio... ok, ma non vivisezioniamo il testo. Lo avviciniamo.
E poi, dato che ci rivolgiamo anche ai più giovani, attenzione: c'è il lato educativo. State tranquilli: non cerchiamo solo libri a lieto fine. Senza dubbio però fiutiamo se c'è o no il rispetto per la dignità della persona. Un valore oggi trascurato anche nei libri, anzi, spesso a partire da essi.
E dalle idee, si sa, viene il resto...
E' solo l'inizio della nostra sfida: trovare i classici del futuro. Quei libri che non finiranno mai di dire qualcosa a noi. E ai nostri figli.
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Todorov, ad esempio
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Tzvetan Todorov
LA LETTERATURA IN PERICOLO
Garzanti, 2008
pp. 86, € 11,00
Uno dei più autorevoli intellettuali europei osserva lo stile dominante della letteratura attuale e si chiede in che direzione stia viaggiando. Todorov, nato in Bulgaria ma da 50 anni a Parigi, ha conosciuto l’impostazione che il regime dava alla cultura, ai media, alle intelligenze, e mostra i segni per riconoscere una falsa lettura del reale, la stessa che egli ritrova nella letteratura occidentale. Poi guarda all’insegnamento di scuole e accademie (formalismi, lettura mediata da critici, filologi). La carrellata storica è più unica che rara. Che ritratto esce? La letteratura oggi sembra preferire il cupo, il crudele, il decadente, in un inno al nichilismo, come se l’uomo fosse solo “turpe”. Chiede allora di guardare al di là di quest’ottica, radicata: “Liberare la letteratura dal rigore soffocante in cui la si rinchiude, facendola uscire dal ghetto formalista e aprendola al grande scambio di idee cui prende parte ogni forma di conoscenza umana”. Aggiunge: “Ciò che trovo più sorprendente è l’accoglienza che riservano a questa concezione del mondo quelli che dovrebbero orientare i lettori nelle loro scelte. Mi riferisco ai recensori dei giornali". Insiste: "Essendo oggetto della letteratura la condizione umana, chi la legge e la comprende non diventerà un esperto di analisi ma un conoscitore dell’animo umano". Anche delle manifestazioni di grandezza. I classici evidenziano proprio questo… Adottiamo tali parole come una sorta di manifesto, che interpreta in buona sostanza i nostri sforzi di questi anni.
Laura Prinetti
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