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PERCHE' SI CHIAMA COSI'
Nasceva quattro anni fa, 11 dopo la rivista e 13 dopo l'associazione non Profit Il Segnalibro, il sito del Book Counselling Service. Lo abbiamo chiamato "megliounlibro".
Perchè? Megliounlibro che perdere tempo con altre fonti, megliounlibro perchè è un amico che non tradisce e... perchè il dominio ci ricorda che andiamo a caccia dei libri Migliori. Dove vuole arrivare il sito? A farci conoscere meglio dai soci, che in questi anni non sempre sono riusciti a tener dietro alle iniziative attivate. E a farci conoscere dai tanti appassionati del pianeta libro che navigano sul web alla ricerca di qualità. Non vediamo l'ora che ci conoscano e... collaborino! Perchè l'altro obbiettivo è quello di interagire, scambiarsi idee sul bello che esce dai libri.
Che cosa troverete? Un assaggio dei titoli-perla dalla rivista, un po' di counselling e tante news dal mondo di carta che amiamo. Perchè anche voi, orientandovi, lo amiate di più.
DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI...
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SONDAGGIO TRA I SOCI: aiutaci a migliorare il segnalibro. Clicca e rispondi in 2 minuti:
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Questa settimana sul GIORNALINO, settimanale per bambini in gamba, si parla del... Book Counselling. Andate a vedere...
http://www.sanpaolo.org/gio/1212gi/editoriale.html
Per la GIORNATA DELLA MEMORIA 2012 il segnalibro ha compilato un elenco di libri selezionati, per adulti e ragazzi, nonchè per ciclo scolastico. Un tema delicato e importante, da trattare con i nostri figli e alunni. |
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IN VIAGGIO TRA I LIBRI: una mostra a Novara dal 1 marzo al 1 maggio nella Biblioteca del Liceo classico statale CarloAlberto. I libri di viaggio, da ieri all'oggi. Guarda la p. Incontri e vai. E' una perla. |
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"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire", Italo Calvino
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Betty Smith
UN ALBERO CRESCE A BROOKLYN
Neri Pozza, 2009
pp. 576, € 14,00
Ancor oggi attuale e degno di nota questo romanzo della newyorkese Betty Smith (pseudonimo, 1886-1972), peraltro prolifica autrice di pezzi teatrali; pubblicato in America nel ’43 e ambientato agli inizi del Novecento, punta l’obiettivo sulla famiglia Nolan, irlandese di seconda generazione, e conquista il cuore di chi legge.
La primogenita Francie concentra in sé la voglia di riscattarsi dalla miseria e dalla sofferenza, compiendo un percorso molto articolato e a lieto fine. Nell’ambiente popoloso e folkloristico del quartiere di Brooklyn, dove la madre a 29 anni deve lavare i pavimenti per mantenere la famiglia compensando i precari guadagni del marito cameriere e ballerino troppo attaccato alla bottiglia, risaltano, nei tratti psicologici forti, la nonna e la zia Sissy (trasgressiva per il suo carattere “allegro” con gli uomini).
Il libro ha ancora molto da dire sui rapporti familiari, sul mondo del lavoro, sull’evoluzione psicologica dei ragazzi e della madre stessa, segnata troppo presto dalla vedovanza, sui problemi degli immigrati.
Ogni pagina sorprende il lettore adulto - forse piacerà più alle lettrici – per la ricchezza di dialoghi e di ritratti, di umanità e di desiderio di emancipazione, componendo un quadro d’epoca destinato a durare negli anni.
Modi Brida
"C’è un albero che cresce a Brooklyn.
Alcuni lo chiamano l’Albero del Cielo.
Non ha importanza dove cade il suo seme:
ne nasce un albero che lotta
per raggiungere il cielo"
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L'intramontabile, unico, irripetibile
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Fedor Dostoevskij
DELITTO E CASTIGO
Einaudi
Ogni libro che leggiamo (se è veramente un buon libro e soprattutto se è un classico) ci resta dentro e viene riletto più volte nel corso della vita. Questo ci sembra possa accadere in modo particolare per Delitto e castigo. Almeno, a noi è accaduto così.
Pietroburgo, seconda metà dell’Ottocento.
Una dovizia di caratteri umani: finanzieri e proletari, avvocati e usurai, nobili decaduti e studenti, prostitute e ubriachi.
Una schiera di personaggi: da Raskol’nikov – lo studente anarchico – a Sonia, da Pofirij Petrovic – il giudice psicologo – e Marmeladov – il consigliere titolare – a Svidrigailov, crudele, diabolico. Una molteplicità di temi: l’alcolismo, il degrado, le situazioni psicologiche difficili di cui Dostoevskij ci dà una sfaccettatura complessa e sconvolgente; dal sublime all’abiezione, dall’abulia e smemoratezza alla coscienza lucida di sé e del proprio agire.
“…Ricordò tutto, in un solo istante improvvisamente, ricordò tutto”: l’accetta luccicante trovata in portineria, la vecchia usuraia colpita a morte, il sangue… In non più di dieci pagine ci viene lucidamente descritto il delitto premeditato e nello stesso tempo non voluto, indice della complessità dell’animo umano.
Il vuoto, il buio, i conflitti tra idee e sentimenti hanno un’attrazione profonda in Raskol’nikov e costituiscono la tela su cui è costruito tutto il romanzo: gli aspetti demoniaci possono albergare nell’uomo, ma anche il riscatto, la nemesi.
Avendo tra le mani il Vangelo, dono di Sonia, in carcere il protagonista è cosciente che per lui sta incominciando una nuova storia, la storia del graduale rinnovarsi dell’uomo.
Questo vorremmo per coloro che, troppo sicuri di sé, trasformano le idee in sparatorie, distruzione e auto-distruzione, e che ci vengono presentati da un'interminabile vacua schiera di ripetitivi parlatori in tanti pletorici dibattiti televisivi insieme a tante "viste" e riviste. Serena Bianchi
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Viene ripubblicata l'opera di Rigoni Stern
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Mario Rigoni Stern
ASPETTANDO L’ALBA
e altri racconti
Einaudi, 2005 (nuova ediz 2008)
pp. 149, € 13,50
“I ricordi venivano avanti di dieci in dieci anni, ma fu su quell’inverno del 1944 che più a lungo mi soffermai”.
Tra memorialistica ed ecologia un altro libro di Mario Rigoni Stern. Diciannove racconti nella prosa sobria e intensa che caratterizza l’autore. Si tratta ancora una volta di tornare e ritornare a vicende più o meno lontane: c’è la prima guerra mondiale, in trincea, tra le montagne, c’è la seconda guerra mondiale, c’è il lager, ci sono gli amici di oggi e di un tempo; ci sono i concittadini come Jacopo da Ponte, pittore del ‘500, gli uomini dell’altopiano. Bassano assurge quasi a centro del mondo. E con la cittadina, l’altopiano e gli animali – tanti: la lepre nella neve e i caprioli; il cane fedele e “la Brenta”, la mula che portò in salvo tanti feriti nei giorni della ritirata sul Don.
Luoghi, volti, paesaggi di ieri e di oggi. Il passato è ancora presente e bruciante, rivissuto in particolare nei due capitoli dedicati a Primo Levi, il chimico-scrittore-amico di cui rievoca il noto esordio di uno dei libri: “Voi che vivete sicuri/ nelle vostre tiepide case/ voi che trovate tornando a sera/ il cibo caldo e visi amici/ meditate…”.
La realtà di allora, intrisa di sofferenze inumane, ancora torna, suscitando angoscia insieme ad un misterioso senso di stupore che l’amore alla natura sembra accompagnare ed aiutare.
Serena Bianchi
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Emmuska Orczy
LA PRIMULA ROSSA
Newton & Compton
pp. 224, sip
“Possibile mai che trovar non si possa/questa dannata Primula Rossa?”. Infatti, è proprio così: questo classico è ormai quasi introvabile. Invece varrebbe la pena rispolverarlo, richiederlo, regalarlo, consigliarlo, e non solo per l’intrico avventuroso della trama.
Un libro politicamente “scorrettissimo”, che nel primo capitolo descrive efficacemente il periodo post-rivoluzionario di Robespierre, contesto storico della vicenda; in queste pagine si capisce (meglio che in un testo di storia!) perché quel tempo sia stato denominato “Terrore”. Poco più avanti, l’autrice spezza una lancia in favore della vita reale a scapito della ricerca di evasione, in quanto Marguerite scopre che il suo disprezzato marito è in realtà proprio l’eroe che sognava. Non mancano suspence e colpi di scena, tanto che questo fu definito nientemeno che l’antesignano del genere spionaggio.
Qualcuno ha detto che i libri scritti da questo autore in seguito non siano all’altezza del primo. Allora, godiamoci il migliore!
Miriam Zucco
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