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La nostra specificità resta più unica che rara: la gratuita professionalità di chi cerca legge sceglie scarta seleziona il meglio che c'è in giro. Per voi. Ormai da 20 anni. Al di là di ogni ritorno economico o interesse editoriale...
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Premio Eugenio Corti 2018: UN MAESTRO PER I NOSTRI GIORNI

Premio Eugenio Corti 2018: UN MAESTRO PER I NOSTRI...
di Giulia Sciartilli  
Un evento a dir poco straordinario, quello del 17 gennaio al Palazzo Pirelli di Milano: il Premio Internazionale Eugenio Corti 2018, promosso dal Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita” dell’Università Cattolica e dal Consiglio della Regione Lombardia. Eugenio Corti è stato un scrittore e saggista italiano, autore del best seller Il cavallo rosso (1983) e I più non ritornano (1947), esperienza autobiografica della ritirata in Russia nel ’42.
A portare avanti la sua memoria soprattutto la moglie Vanda Corti (presidente dell’Associazione Eugenio Corti), senza la quale questo premio non sarebbe nato. “L’anno scorso – racconta -, in occasione del convegno in Cattolica, avevo sentito parole importanti su Eugenio e mi è venuta l’idea di dare inizio a questo premio per gli studenti, per invogliarli alle sue opere, a studiarle e raccoglierne i frutti”. Molte sono infatti le testimonianze di lettori che hanno sentito il bisogno di ringraziare questo autore, non solo perché avevano avuto la possibilità di una lettura coinvolgente, ma anche perché avevano trovato spunti unici di riflessione su sé stessi, sulla storia e il mondo.
Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha sottolineato questo aspetto parlando de Il cavallo rosso: “Ha raccontato il segno di un tempo con una forza d’animo che pochissimi altri hanno raggiunto”.
François Livi, professore emerito della Sorbona di Parigi e il maggiore studioso mondiale di Eugenio Corti, lo definisce “un maestro per i nostri giorni” approfondendo tre aspetti della sua personalità, che si fondono: il testimone, lo scrittore, il profeta. Come si nota nei suoi testi vi è la necessità di testimoniare, ma anche di cogliere l’avvenimento e interpretarlo, raccontarlo attraverso un “realismo astratto”, come un profeta solitario che ricerca negli eventi il significato della vera storia, alla luce della fede.
Il primo convengo su Corti si tenne alla Sorbona nel gennaio 2016, con il titolo “Le récit par images: Eugenio Corti”. Ne ha parlato la saggista e sua biografa Paola Scaglione. Il titolo puntava l’attenzione sulla categoria delle immagini: la visualità è il tratto distintivo di un poeta pittore che traduce le immagini in significato. Il secondo convegno 5 mesi dopo, alla Cattolica: “Al cuore della realtà: Eugenio Corti scultore di parole”. Gli atti sono stati pubblicati da Interlinea, ed Elena Landoni è la curatrice. Il titolo indica che per Corti, amante del Medioevo (allora si usava il termine facere per indicare la scrittura: “lavorare la materia”), la materia sono le parole. Giulia Tanel, giornalista, ha esposto la visione medioevale dello scrittore esponendo parti della sua tesi magistrale. Corti aveva di quell’epoca una certa nostalgia perché convinto della sua eredità, soprattutto in termini di fedeltà al Cristianesimo. Attesissimo il momento conclusivo della Premiazione: Alessandro Rivali, curatore del testo Io ritornerò. Lettere dalla Russia (1942-1943), il quale ha narrato della scoperta di lettere che sembravano perdute, Andrea G. Sciffo con La Milano del Conti, e le due tesi di Silvia Isella “Il cavallo rosso” di Eugenio Conti: un romanzo apocalittico e Miriam Pansera “Il cavallo rosso” e la formazione culturale di Eugenio Corti. Il tutto è stato accompagnato dalla voce evocativa di Ettore Florina, che ha concluso con la lettura di un brano tratto da Gli ultimi soldati del Re.

ALLA SCOPERTA DEL GRANDE NORD, ARTICO
di Maria Rebecca Rossi
"Artico" è l’ultimo lavoro di Vincent Munier, frutto di sei viaggi, tra la Scandinavia e il Canada, dove il fotografo ha immortalato orsi polari, civette delle nevi, buoi muschiati e soprattutto i lupi bianchi, i cosiddetti fantasmi della tundra, come vengono chiamati dagli Inuit. Lunedì 4 dicembre, al Centro Culturale di Milano, siamo stati alla presentazione. Munier è un artista umile e rispettoso della natura, che ama fin da bambino: appena dodicenne, il padre gli mise al collo una macchina fotografica per permettergli di imprimere su carta ciò che si trovava oltre le pareti di pietra che scalava con i fratelli, e da quel momento non se ne è più separato.
Totalmente autodidatta, ha lasciato gli studi a 20 anni per inseguire il sogno di scoprire il mondo e mostrarlo a tutti. Il volume non ha alcun testo, non ne ha bisogno. Le foto sono così emblematiche da arrivare al cuore senza il supporto nemmeno di una didascalia. È un diario di viaggio in due parti: nelle prime immagini è prevalente il bianco candido e pungente delle distese innevate, ma via via che si sfoglia prende piede una sfumatura di grigio che si concretizza, verso la fine, in rocce nere e scarne. Ed è proprio grazie a questo percorso di colori contrastanti che l’osservatore afferra il messaggio ecologico che il fotografo vuole comunicare: l’intento è suscitare un’emozione per sensibilizzare alla protezione della natura e dei suoi territori che l’effetto serra e il surriscaldamento globale stanno facendo scomparire. Negli ultimi scatti ci viene mostrato quello che sta accadendo: l’orso sulla roccia nuda rappresenta la devastazione portata dall’intervento dell’uomo nel Grande Nord. Concludendo la presentazione, Munier ha anticipato qualcosa del suo prossimo lavoro: è stato in Tibet alla ricerca della pantera delle nevi, animale dalla bellezza disarmante, che vive a 4000 metri di altitudine.

NELLO SPECCHIO DEI CLASSICI
di Giulia Sciartilli 
In occasione di Bookcity Milano, nella libreria dell’Università Cattolica, il 16 novembre si è affrontato il tema della classicità. “Perché abbiamo bisogno dei classici: in difesa dal greco e del latino” questo il titolo del dibattito in occasione dell’uscita del saggio Ritorno ai classici, per Vita e Pensiero.
Philippe Daverio, Aldo Grasso e Antonietta Porro (autrice di uno degli articoli della raccolta) hanno esposto le loro opinioni su un tema oggi scomodo per molti. Qualcosa però rincuora: quando si parla in difesa della classicità e degli studi umanistici, si trova sempre un accordo, una sorta di urgenza nel preservare una cultura che geneticamente ci appartiene. Guardando nello specchio della classicità, infatti, troveremo la nostra immagine riflessa.
Ma qual è oggi il modo migliore per affrontare le lingue classiche? C’è un problema di fondo, che Daverio esprime schiettamente: “Gli italiani non sono più in grado di affrontare la classicità in quanto quella che viene offerta non è più percepita come un oggetto di formazione oggettiva”. Se oggi la classicità non è al primo posto tra le preferenze delle nuove generazioni significa che quella che viene offerta non è attraente. “In quest’ottica – continua Daverio – bisognerebbe avere il coraggio di mettere in discussione la formazione”.
Gli insegnanti dovrebbero aprirsi a strategie innovative in modo da motivare gli studenti ad una comprensione del mondo antico per cogliere ciò che ci accomuna. Questo passaggio è possibile solo attraverso lo studio della lingua che, come dice la prof. Porro, è “una chiave di ingresso”, per accedere alle civiltà.
Oggi non possiamo non chiederci se esista una classicità nei media. Aldo Grasso dice che la risposta è semplice: “Leggere i testi antichi è come vedere un film in bianco e nero”. La classicità in televisione riguarda il tempo, passati venti o trent’anni tutto diventa classico, perché c’è un effetto di nostalgia.
Dovremmo guardare al passato senza indifferenza. E Giuseppe Pontiggia in un dibattito sull’attualità dei classici ad un certo punto esclamò: “Piantiamola di parlare dell’attualità dei classici e chiediamoci piuttosto se noi siamo alla loro altezza”.


Riposarti con un libro? scoprire che c'è di bello sul mercato? evitare di leggere i soliti "best" seller? PUOI, se aderisci ORA! Ogni nuovo socio riceve un numero omaggio. Vai alla pag. ADERISCI, compila la scheda per l'anno sociale 2016 e clicca invia. La quota, da saldare tramite ccp 41617200 intestato a Associazione Il Segnalibro BCS è di € 20 Socio Ordinario, € 30 Sostenitore, oltre € ... Speciale e infine € 35 per ordinario cartaceo (ccp o con bonifico bancario). Nella pag. CONTATTI trovi le coordinate bancarie o postali. Benvenuto tra chi crede nella lettura come fonte di valori! cosa riceverai? il trimestrale con le perle di stagione, i supplementi monografici, 2 consulenze annuali via mail, la newsletter con news, "sconsigli", inviti e, se vuoi, un aggiornamento sui peggiori successi del momento. Gli elenchi di letture consigliate per le classi prevedono invece un rimborso spese a parte.



Dopo 20 annate è l’ora del raccolto

Editoriale 80, inverno 2017/2018

E’ stata un’annata meravigliosa. Il Ventennale ci ha permesso di dare un volto a tanti soci, visitando diverse città in cui vi trovate. Tutto organizzato da voi, voluto fino in fondo. E noi felici di raccontare anche ai vostri amici la nostra storia e il nostro presente, toccando tematiche magari antiche sotto nuove angolature. Ogni epoca ha avuto timore che le novità portassero pericoli, così la nostra. Ci avete invitato a parlare di lettura, ma anche di cyberbullismo, dove il libro sano può realmente fare da antidoto.

In un noto passo del Fedro di Platone troviamo Socrate spaventato dall’invenzione della scrittura. Teme che gli uomini perdano la memoria e le facoltà più alte (riflessione in primis) perché, a suo parere, tutte quelle parole avrebbero sfilacciato la capacità umana di trarre i ricordi dall’interno (da sé) traendoli dall’esterno: “Divenuti ascoltatori di molte cose senza bisogno di insegnamento, crederanno di essere molto dotti, mentre saranno sempre più ignoranti e difficili da trattare, in quanto divenuti saccenti invece che sapienti”. Oggi altri profetizzano il medesimo rischio, per tutte le informazioni e gli input che noi e i nostri figli “scarichiamo” da fonti diversificate e non sempre affidabili. Certo la parola scritta non ha sepolto l’intelligenza umana bensì ha aperto infinite possibilità (anche di confusione), ma quello della perdita della memoria resta il rischio più acuto di ogni novità, perché la memoria storica è legata all’esercizio  della critica, alla capacità di valutare, mettere a confronto opere nuove e antiche, insomma di “leggere la realtà”.

La questione riguarda il nesso tra libertà, scrittura, memoria, educazione e lettura. Sì, lettura. Tutto si collega, tutto ci coinvolge da 20 anni in un formidabile turbinio di pagine cercate e scovate esclusivamente per offrirvi il meglio. Megliounlibro è questo e vorrebbe continuare ad esserlo. Se voi ci affiancate. E’ il momento della raccolta di questa bella annata.
Per questo, già nel numero prima, abbiamo lanciato l’appello perché per i nostri 20 anni arrivi un autentico regalo. Alcuni hanno risposto puntuali ed entusiasti, anche dall’estero (la copia in digitale arriva a Dubai o in Svizzera, dove siete voi soci). Grazie a chi ha già rinnovato l’adesione per l’anno sociale 2018. Fatelo tutti al più presto. Solo così il nostro servizio potrà proseguire. Regalate l’abbonamento ai maestri dei vostri figli, agli amici e rinnovate il vostro.

Nel 2017 abbiamo girato parte dell’Italia per portare il messaggio della sana lettura, quella che, se ben impostata e scelta con arguzia, può addirittura prevenire la noia e i disagi della vita. Ci avete invitato a parlare anche di educazione: il nostro risulta anche un supporto educativo alla scuola e alla famiglia. Un mezzo di prevenzione alle dipendenze e agli abusi, e soprattutto un amico di fiducia da interpellare su quali volumi ospitare in casa.


Ora abbiamo bisogno di voi. Rinnovate l’adesione, e insieme rinnoveremo l’avventura…
Le imminenti feste sono occasione propizia, e nelle pagine che seguono trovate proposte di regali per tutti i gusti.

lp

Lettura e studio fanno audience?

Editoriale 79, autunno 2017: 

Si sono riaperte le porte, degli uffici e delle scuole. Siamo di nuovo dentro fino al collo, nelle attività più disparate. Questo numero arriva per… tirarci su di morale, prendere spunto, darci da fare. 
Tra le tematiche che affrontiamo, volume dopo volume, recensione dopo recensione, c’è prima di tutto la scuola. La scuola come luogo di bellezza, di scoperta, di relazioni vere e spesso non facili. La scuola “dell’inclusione”, dove ogni ragazzo e ogni educatore si sentano a loro agio. La scuola della cultura, dell’impegno e dello studio. 
 
Oggi alcuni ragazzi si vergognano di dire che sono appassionati di studio, perché è diventata una passione fuori moda. Come se l’intelligenza fosse fuori moda! Chi studia non fa audience. E' in voga fare il meno possibile, dribblare i compiti, fotografare la versione, scaricare le soluzioni dal Web. E’  giusto ribellarsi ad un’impostazione che vuole che sì, si vada a scuola, ma per fare altro, perché studiare è troppo faticoso ormai...
Noi di megliounlibro siamo in prima linea in questa “ribellione”. La lingua e la letteratura del nostro Paese, che tutto il mondo ci riconosce, vanno accuratamente imparate e insegnate. Senza paura di un brutto voto in orto-sintassi. La sintassi è logica, così come l’algebra, e l’insegnamento tutto cura la crescita nel ragionamento: chi potrebbe avere interesse a non coltivarlo? 
Ci sono allora proposte per i docenti, per i ragazzi, per i cosiddetti young adult: Cyberbullismo, Media Education, Scienze, Cittadinanza e Costituzione, Interculturalità. Troverete testi sulla disabilità nelle sue diverse forme e sulle straordinarie opportunità che la scuola e la vita offrono a tutti. 
 
Come sapete stiamo celebrando il nostro Ventennale e dato che la vita di chi fa non profit non è mai facile, soprattutto in campo editoriale dove la fanno da padrone mille aziende editoriali for profit, abbiamo una richiesta da avanzare. Per favore, tra ottobre e gennaio compresi, dateci una mano. Fateci un regalo per i 20 anniUn regalo concreto di compleanno. Potrà essere il rinnovo della fiducia con un’adesione immediata, o un’erogazione liberale da benefattori, oppure donare ad un amico l’adesione per l’anno sociale 2018. 
Iniziamo ora perché è sempre dietro l’angolo il rischio d’estinzione, per chi fa cultura in libertà e non accetta pressioni di alcun tipo. Sarebbe assurdo! Grazie a chi capirà. Non vi abbiamo mai chiesto nulla ma in un momento storico in cui si parla spesso a vanvera di libertà stiamo facendo di tutto perché in casa vostra entrino idee sane, fresche di attualità e di aiuto autentico per voi, i vostri figli o alunni. 
 
GRAZIE, BUONA RIPRESA DI TUTTO! 
lp 

Ventennale al Salone del Libro

Editoriale 78, estate 2017

L’invito e l’idea sono partiti da Torino, da una nostra socia: dedicare un pomeriggio intero a far conoscere ad un pubblico motivato “il come il cosa il perché” di anni di Book Counselling, e farlo nel contesto prestigioso del Salone Internazionale del Libro. Questa volta ancor più prestigioso perché alla sua 30° edizione e perché “reduce” da una querelle con altre fiere.

Per noi, al 20° compleanno della testata megliounlibro, è stato entusiasmante. E così una folta rappresentanza della redazione, dell’associazione e dei giovani collaboratori ha allestito “a misura di megliounlibro” lo Stand di UniPegaso che ci ospitava, sabato 20 maggio, colorando gli espositori con la sfilata dei numeri usciti e preparando i due momenti forti: l’intervista della prof. Claudia Pintus al nostro direttore responsabile e l’incontro tra noi e i lettori, a dire il senso di questi 20 anni insieme.
Duecento, trecento, quante persone si sono avvicinate, hanno chiesto “bussole” per la lettura di figli o alunni, comprendendo che non si può andare a casaccio. La produzione è immensa… Quanti hanno preso, portato via un segnalibro, un depliant: qualcosa che parlasse di noi. E poi il festoso brindisi, le foto qui ve lo raccontano, tutti felici di essere arrivati sin là. Il nostro GRAZIE va all’associazione Ansito2 e ad Unipegaso Torino, professionisti intelligentemente generosi che credono come noi nella cultura “sana”. E’ stata un’occasione meravigliosa per incontrare chi cerca la bellezza nella lettura e riaffermare che “leggere è scegliere”.

Cogliamo anche l’occasione per ringraziare i soci di Varese, con i quali l’8 aprile abbiamo festeggiato il Ventennale, uniti dalla passione ai libri e soprattutto a chi li legge.

Le domande sono state sulla nostra specificità: leggiamo ogni testo per intero, ci interroghiamo sulla base di griglie collaudate, ci confrontiamo in un lavoro di squadra che da 20 anni confluisce su una vera testata registrata. Non abbiamo altri padroni oltre ai soci, e ciò garantisce la libertà d’espressione. Tra i primi in Italia pubblichiamo e stampiamo on demand la copia cartacea e quella in formato pdf. La testata non è online, ma sul sito va un piccolo saggio dell’attività. Individuare ciò che vale. In un contesto intellettuale e sociale disorientato oggi ciò è sempre più compreso e apprezzato.

Nel numero dell’estate troverete da una parte libri-perla per rilassarvi, ridere, dimenticare i patemi cittadini: tre gialli e dei romanzi buffi già dal titolo. Poi un nucleo per leggere il presente: la Siria, l’Egitto. Sono modi per essere vicini a chi soffre anche d’estate. Noterete l’accento sull’amore alla natura: montagna, animali, corsi d’acqua e i percorsi più originali che l’uomo escogita. Per i ragazzi “l’intervista impossibile”a Roald Dahl - che avrebbe compiuto 100 anni (e piace ancora) - e altri adatti al loro target.

 Buona estate e buona lettura dalla redazione

 

Leggere liberi, da 20 anni

Editoriale 77, primavera 2017

Dal numero del Ventennale trabocca il nostro concreto GRAZIE. L’intervista ad una scrittrice significativa come Paola Mastrocola, più romanzi e testimonianze, saggi letterari e primizie per ragazzi. La nostra sfida è dall’inizio questa: individuare tra i contemporanei quelli che potrebbero divenire i classici del futuro. Senza dettami, con la libertà che l’attività non profit ci ha garantito. Abbiamo setacciato la vita e l'arte nei libri che valgono, del passato e dell’oggi. Nel bene e nel male. La sofferenza del perseguitato e profugo, la bellezza del narrare, la passione per l’uomo.

Senza padroni né padrini. Da 20 anni, con entusiasmo (e fatica). Solo voi e noi. Voi, che avete dato fiducia a un progetto inedito. Noi, un crocchio di volontari, a fare i conti con la difficoltà di conciliare passione e lavoro, famiglia e lettura.  A far quadrare i costi (libri, tipografie, trasferte) e la voglia di conquistare adesioni, ovvero conquistare voi: uno per uno. Solo quelle sono state per 20 anni le nostre “forze”. Il valore di ogni adesione è stato sempre incommensurabile: un invito a procedere nel counselling letterario, un’impresa unica nel panorama nostrano. Non è stato facile dire dei “no” ai potentati editoriali né dire “sì” a opere, case, autori rimasti ai margini del marketing, del pensiero unico, eppure meritevoli di segnalazione.

Vent’anni senza fermarci (la tentazione, ora si può dire, c’è stata). Qualcuno ha compiuto l’intero viaggio, altri una tappa: a ciascuno siamo riconoscenti per il contributo di energie e idee. A una persona in particolare diciamo grazie: la prof. Serena Bianchi, colei che fu – insieme a chi scrive queste note e dirige ancor oggi l’house organ dell’Associazione – all’origine dell’esperienza, dando forma a un sogno. Serena ci ha lasciati nel 2007, ma non ha mai smesso di affiancarci.

Ci siamo divertiti, in questi 20 anni. A leggere libri indimenticabili che meritavano di essere diffusi, a confrontarci su un’opera, un autore o illustratore. Anche a fare un po’ i “pierini”, criticando certi bestseller del pensiero politicamente corretto, imposti dai “grandi”, e smascherandone la pochezza artistica o l’inaccettabilità dei modelli semiotici proposti. Pierini per l’humour, non per le competenze: anche studiare è servizio, alla cultura e alla persona.

Senza padrini e senza padroni. Al punto da cambiare col tempo non il nome dell’associazione – Il Segnalibro Book Counselling Service – ma quello della testata giornalistica, per distinguerci da prodotti che nel frattempo si erano buttati sull’immagine-simbolo… Megliounlibro dice ancora più esplicitamente ciò che siamo, come la pensiamo. Già dal sito.
Noi procediamo. Voi aiutateci a dire in giro che da 20 anni esiste un’iniziativa così, libera dagli schemi.

Laura Prinetti
con la redazione di Megliounlibro



Fai della nostra storia un regalo

Editoriale 76, inverno 2016

“Esattamente definite nel tempo, illuminatrici e a loro volta illuminate in contesti sempre diversi, le parole  finiscono per rivelarsi ricche di contenuto civile, di pensieri, di stimoli, più delle cose che gli uomini d'oggi si illudono di dominare, e invece li banalizzano e li schiacciano. La parola non diventa uno sfogo irresponsabile. Essa implica una presa di conoscenza del nostro pensare”, G. Devoto. Siamo increduli, la mèta si avvicina: nel 2017 la testata compie 20 anni. Vent’anni di fiducia nelle parole, quelle che lasciano il segno. Proviamo una certa emozione nello scriverlo…

Esaminiamo con calma che cosa troverete in un numero traboccante di titoli da regalare a Natale. Regalare un libro, non è la prima volta che lo diciamo, è condividere un mondo, una storia, un percorso. Che cosa c’è di più bello?
I nostri titoli rispecchiano –inevitabilmente – i nostri giorni. Per questo si parla di esodo, di genocidi di ieri e di oggi, ma anche di testimonianze di misericordia e speranza per i giovani, per tutti. Dopo l’uscita dell’Amoris Laetitiae siamo andati a caccia di libri perla che parlino d’amore, anche ai più piccoli. Troverete le strenne dei migliori romanzieri che abbiamo oggi in Italia: in ordine sparso Paola Mastrocola, Alessandro D’Avenia, Susanna Tamaro. Se i libri non fossero davvero belli, la coincidenza della pubblicazione con le Feste non ci avrebbe catturato. Forse è superfluo dirvelo…  E non possiamo non citare il libro intervista a Benedetto XVI.
 
Una parte centrale, noterete, parla della famiglia, dei figli, del loro domani e del nostro presente.  Conoscerli suppone sforzo, soprattutto quando iniziano a tacere e il dialogo rischia di diventare un interrogatorio; la comunicazione però va sperimentata, il lessico familiare va coniato, altrimenti è dura. Di questo trattano testi che potete regalare a genitori di adolescenti o di ventenni.
E i ragazzini? sono protagonisti di queste giornate. Anche per l’Epifania è un’idea geniale far trovare un bel libro nella calza. Anche se deforma la calza, contribuirà alla formazione culturale del giovanotto. Troverete titoli impegnativi per la Giornata della Memoria e altri che parlano di integrazione, di sport, di investigazioni e… d’amore. Alla fin fine è sempre il tema più affascinante: chi potrà far finta di niente davanti a un romanzo d’amore? Puntiamo su quello dell’esordiente Pietro Vaghi, per adolescenti.
 
Ovvio che un volume portato in dono può essere anche un oggetto “da tavolino”: fotografie magnifiche d’arte, design, artigianato con i fiori (il titolo non piacerà a tutti ma pazienza).
Per i nostri 20 anni vi chiediamo un regalo: ogni socio rinnovi per sé l’adesione, e ne regali una. Fatelo oggi. Raddoppieranno i lettori e sarà festa.
Lp
 
 
 
 
 

Scuola e lettura uguale cultura?

Editoriale 75, autunno 2016
Le parole chiave intorno a cui ruota il numero d’autunno sono tante: amore, attualità e storia, guerre, genocidi di ieri e di oggi, web, Giubileo della misericordia, formazione, lettura e scuola. La scuola in tutte le sue declinazioni, dalle memorie di un maestro ai progetti didattici da sperimentare in classe. La scuola, protagonista attiva delle cronache, attira l’interesse di tutti, siano genitori, nonni, studenti o docenti.
Da parte nostra oltre alla ricerca accurata di titoli per l’anno scolastico, dal romanzo storico per ragazzi della secondaria al progetto per concentrarsi meglio nella primaria, abbiamo un focus che ci caratterizza, come associazione di orientamento bibliografico. Il progetto  formativo dedicato ai docenti  “Scegli un libro” ha l’obbiettivo di presentare la situazione del mercato editoriale nel suo divenire ma soprattutto nelle dinamiche attuali, perché si consegua maggiore consapevolezza e si valuti insieme, alla luce del metodo e dei criteri che oramai da un ventennio ci guidano. Andremo ancora nelle scuole, nelle biblioteche o dove volete voi, a parlare di concentrazioni, lettura consapevole, libertà nelle scelte.
Il mondo della scuola è chiamato a conoscere, senza filtri, quanto sta avvenendo nel pianeta editoria. Salone del libro: a Milano o a Torino? Gruppi che ne acquisiscono altri, avrete sentito del cosiddetto fenomeno Mondazzoli e del recente acquisto di Bompiani da parte di Giunti. Le conseguenze delle concentrazioni non sono mai banali e nei nostri incontri il significato dell’esperienza del Book Counselling emerge in tutta chiarezza, in un contesto con tanti lati oscuri.
La scuola se vuole adempiere alla sua missione educativa deve aiutare a comprendere il proprio tempo, non può rifuggire il confronto, altrimenti altri si sostituiscono ad essa, con maggior efficacia.
Speriamo che apprezziate la qualità del numero 75 ma anche la quantità, perché i titoli e le pagine sono molto più numerosi del solito. Ci avviciniamo al Ventennale (ci siamo quasi!) e il regalo migliore, per la vostra fiducia, è offrirvi sempre più perle. Voi però aiutateci a diffondere megliounlibro!
lp


La famiglia riposa anche leggendo

Editoriale 74, Estate 2016

Stavamo allestendo un numero estivo con titoli divertenti, rilassanti o impegnativi e man mano ci rendevamo conto che si stava svelando da sé un tema guida. La famiglia. La famiglia pura e semplice, tra le mille difficoltà di sempre e di oggi. Voi sapete che noi non entriamo in dibattiti politici, non è la mission della testata e neppure dell'associazione. Ma sapete anche che tramite i libri si veicolano idee, si parte, da soli o in compagnia, verso la possibilità di viaggi della mente. Che andranno ad arricchire anche la sfera del bene comune. Questo vorremmo che fossero le nostre proposte estive: proposte per riposare e per riflettere. Tra un tuffo e una passeggiata è bello fare spazio anche alla crescita della persona.

La famiglia, dicevamo, è il tema guida. Ci sono titoli per ridere in coppia, per cambiare, per capire, per stare con i figli. Nell’attualità stringente si impongono ancora una volta le storie vere, come quella del giovanissimo papà che ha perso la moglie al Bataclan.
Poi l’inchiesta sulle nuove schiavitù del secolo, nonché le sfide di chi ha dato nella sua vita un esempio tale da arrivare  - se lo permettiamo – fino alla nostra. Oprea dalla Romania, Maria Antonietta d'Austria, Nagai radiologo a Nagasaki, Emanuela Loi a Paalermo, e infine Mariacristina Cella Mocellin.
Per la Festa della Famiglia, a Milano, nel giugno 2012, qualcuno forse ricorderà il nostro Stand alla Fiera. Di fianco al Book Counselling Service c’erano gli "Amici di Cristina”. Non li conoscevamo ancora, ma sono diventati in quei giorni anche amici nostri e ci hanno presentato la figura luminosa di questa giovane donna che va assolutamente conosciuta. Anche loro hanno capito il nostro adoperarci per la lettura sana, in famiglia e a scuola, e siamo grati di questo (vedi intervista all’interno).
 
Siamo appena stati al Salone del Libro 2016, a Torino: infiniti gli eventi e le novità. Anche lì lo scopo era scovare qualcosa di valido per i nostri soci. Tra quanto esce sul mercato c’è sempre – noi ci crediamo e voi pure – qualcosa che oltrepassa la spinta del marketing e proverà a sfidare il tempo. I “classici del futuro”, come li abbiamo chiamati sin dall’inizio. Per i ragazzi ne abbiamo già inserito qualcuno: letture fresche in tutti i sensi come Lisbeth, Jacques Papier, L’isola dei conigli, che in pochi giorni hanno già vinto Premi di livello. Pure gli altri sono bellissimi.

Buona lettura e buone vacanze,
Lp

“megliounlibro”: e siamo sempre noi

Editoriale al numero 73, primavera 2016
 
Partiamo dalla più “nostra” tra le novità del 2016 per il Book Counselling:
mentre resta invariato il nome dell’Associazione non profit che la edita, cambia il nome della pubblicazione.

D’ora in poi è “megliounlibro”. Sottotitolo: Book Counselling Service.
Il nome della testata – una vera testata, regolarmente registrata presso il Tribunale da giugno 1998 – ricalca quello del sito internet e vuole far chiarezza rispetto a diversi casi di omonimia con prodotti commerciali comparsi  recentemente in libreria o tra gli addetti ai lavori.

“Megliounlibro” perché cerchiamo il meglio e perché ci sembra anche sintetizzare quella che era un’intuizione e in questi 19 anni è divenuta per noi (e per voi) una consapevolezza sempre più convinta. Con il nuovo nome la vita continua serena, ma è anche il segnale che  stiamo preparando a festeggiare il ventennale con tante iniziative da favola.
Le modifiche alla “casa”, ovvero all’ambiente visivo e grafico in cui si collocano le recensioni, saranno graduali. L’obbiettivo è che voi continuiate a sentirvi “a casa”.
 
In questo numero trovate testi che ci fanno conoscere il dramma dei migranti. Si tratta di un esodo vero e proprio che non si può più ignorare! Tra le perle brilla una storia vera, quella di Nawal, la giovane protagonista del libro scritto da Daniele Biella. Lo scorso 3 marzo 2016 Nawal Soufi è stata invitata al Parlamento Europeo per intervenire a un incontro sulle donne rifugiate. Aperto dall’intervento del presidente Martin Schulz, l'incontro ha riunito deputati europei, rappresentanti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri, dei paesi candidati e della Norvegia, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, e la Commissione europea. E’ possibile seguire l'intervento dalla registrazione sul sito del Parlamento Europeo. Il libro, oltre ad aver ricevuto riconoscimenti come il Premio letterario Res Magnae 2015 e il Premio CILD per le Libertà civili 2015, è già alla IV edizione e ha suscitato grande interesse mediatico in Italia e all’estero. 
 
Ad aprile c’è la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi 2016. Come sapete noi da sempre abbiamo attenzione a quest’ambito e ringraziamo i soci di Bologna che tante volte hanno organizzato incontri con la nostra redazione nelle giornate dedicate. Si colloca in questa linea l’intervista alla scrittrice Nicoletta Bortolotti, con cui abbiamo appena realizzato un progetto didattico con diverse classi di scuola media: “Leggere è scegliere. A tu per tu con l’autore”.  
Il suo libro In piedi nella neve in questi giorni ha vinto il premio Gigante delle Langhe.

 
Avventuratevi nel numero 73: tanti titoli per ragazzi e bambini, romanzi e testimonianze per i grandi, un tuffo nell’attualità più stretta. Perché leggere è anche questo: entrare con maggior consapevolezza nelle storie dei nostri contemporanei, per metterci nei loro panni, comprenderli e a volte magari sognare a occhi aperti.
 L

Regala un segnalibro: è un atto di pace

Editoriale 72, inverno 2015
Prima di lasciare la parola a una studentessa che ha collaborato con noi in questo 18° della testata – avete trovato una testimonianza in ogni pubblicazione dell’annata -, due parole di saluto e un cenno alle tematiche del numero d’inverno. Perché a noi e a voi piace andare a caccia di perle (bibliografiche) che abbiano un forte filo conduttore che le collega… La pace, le guerre, l’Islam e il dialogo con i cristiani, i genocidi di oggi e di ieri. Mille titoli per riflettere – vedi le storie di vita dalla Corea del Nord, dal dopo tsunami, dalle persecuzioni razziali o religiose –, titoli per approfondire, per aggiornarsi, e anche per riposare o ridere insieme in famiglia.
Tutti saranno doni graditi: regalare un libro non è mai un gesto banale, è pensare a quel libro per quella persona. E’ lanciare un messaggio, creare un legame.
Vedrete qualcosa sul Natale e sull’Anno della Misericordia, per i grandi e i ragazzi. Qui a lato proponiamo solo l’immagine di copertina di altri libri: uno dei tanti del Nobel per la Letteratura 2015, uno fotografico e storico e infine l’Agenda Letteraria 2016, nella quale anche stavolta siamo stati citati.

Ora che si riapre per il Book Counselling Service  la campagna dell’anno sociale 2016, una domanda:
non vi pare che regalare a voi stessi e ai vostri amici l’adesione alla non profit che cerca letture di qualità possa – di questi tempi - divenire un atto di civiltà, di cultura, addirittura di pace?
Noi ci crediamo, con convinzione sempre maggiore. 

Buone letture, buon Natale!
lp

La mia esperienza (di stage) al Book Counselling
di Annamaria Gigatti

Da sempre le parole rivestono fascino su di me, così come i libri conservano ai miei occhi la misteriosa capacità di schiudere e svelare verità in grado di toccarmi nel profondo. Mi ritenevo un’appassionata del mondo della scrittura, ma l’esperienza di stage da poco conclusa presso la testata “il segnalibro Book Counselling Service” mi ha dimostrato e insegnato quanto preziosa e unica possa rivelarsi la lettura di un libro, non certo di uno qualsiasi, ma di un libro consapevolmente scelto. Sì perché, proprio recensendo i diversi titoli affidatimi, ho potuto riscoprire la bellezza e il gusto di leggere non semplicemente per tentativi o per sentito dire, bensì per la scelta di farlo. Leggere è scegliere, come dice anche lo slogan del sito “Megliounlibro”, e scegliere è vivere e viceversa, in un infinito circuito virtuoso.

Questa infatti è la più grande lezione ricevuta dallo stage: la vita corre veloce e non possiamo permetterci di non utilizzare al meglio possibile il tempo a nostra disposizione, anche a partire dai libri, imprescindibili strumenti di libertà, i quali vanno individuati e scelti proprio per evitare sprechi (di tempo e di denaro), all’insegna della qualità.
La sfida coraggiosa e, al momento, unica lanciata da “il segnalibro” ai cosiddetti titoli da classifica e più in generale al mercato e agli interessi del business editoriale a favore di un servizio disinteressato - non profit - per il lettore mi ha da subito affascinato. La guida e la consulenza di orientamento bibliografico attraverso sito, recensioni, interviste, rubriche, newsletter e mail ha saputo inoltre costruire negli anni una vera e propria rete di appassionati e cercatori di “perle”, quei testi per cui vale la pena investire in quanto possibili candidati a “classici del futuro”.

Ebbene, riscoprire e far scoprire il valore autentico e culturale del libro, preservandolo dall’aspetto commerciale, è stato per me un onore e insieme una responsabilità, alleggerita però dalla fiducia concessami dalla redazione e dalla stessa direttrice responsabile, la Prof. Laura Prinetti, la quale ha saputo incentivarmi e guidarmi lungo il percorso pur lasciandomi sperimentare, spaziando dalle recensioni alla radio, dagli incontri con professionisti del settore alle interviste. Gli incontri individuali e le riunioni di redazione sono stati poi preziosi momenti di condivisione, di circolazione di idee e passioni durante le quali ho lentamente abbandonato reticenze, paure e pregiudizi per mettermi in gioco, aprendomi al dialogo e al confronto con gli altri.

Un mix di varietà, esperienza, professionalità, competenza e fiducia che, seppur in pochi mesi, hanno contribuito a indirizzarmi in modo più consapevole e maturo proprio verso quel “servizio” cui fa riferimento anche il nome della testata; l’unicità e il bene inalienabile rappresentato dal libro non hanno che riconfermato quanto bene si possa fare non solo con le mani, ma anche attraverso le parole… Di qui il mio sogno, che per certi versi non è che una sorta di prolungamento o diramazione della missione per cui è nata questa testata: scrivere per, nel e di sociale, perché solo scentrandosi da sè e andando verso l’altro attraverso il servizio  - anche culturale - si è veramente sé stessi. Un ultimo sincero ringraziamento per la preziosa e sorprendente possibilità di aver condiviso un tratto di strada accanto a voi, e un grazie speciale alla "prof", per la pazienza, i suggerimenti, la passione e per avermi spronato, “quel” giorno, a firmare per quella che sarebbe diventata una toccante avventura umana e bibliografica. 




Scuola, famiglia, libri…

Editoriale 71, autunno 2015
Anche questa volta in luogo dell’editoriale classico pubblichiamo la testimonianza di chi lavora con noi. Silvia Renieri fa parte della redazione sin dall'inizio. Docente di Italiano e Latino nei Licei, è mamma di 6 figli ed ha una sconfinata esperienza professionale in campo letterario (oltre che ovviamente nella didattica della letteratura). Approfittiamo di questa occasione per il nostro sincero GRAZIE!
Nel numero d’autunno scoprirete più di un filo conduttore: la scuola (più o meno buona), la famiglia, la Giornata della Memoria, l’attualità nelle sue sfaccettate problematiche. Mentre andiamo in stampa stanno nominando il Nobel per la Letteratura 2015, ne riparleremo presto...
 
di Silvia Renieri
Il Segnalibro compie 18 anni. E' una creatura cercata e voluta da chi, come me, crede nel libro come strumento di formazione per l'individuo e per la società intera. Addirittura per costruire la pace, come ci dice Malala, premio Nobel. Qui non ricorderò in che modo abbiamo lavorato per la pace, recensendo testi che aiutassero genitori e insegnanti nel loro compito educativo, testimonianze di donne e uomini coraggiosi e retti, romanzi che veicolassero valori quali la solidarietà, la lealtà, l'iniziativa personale o più semplicemente la capacità di immaginare e pensare; in una parola, lo spirito critico.

Qui, in modo personale, quasi sussurrato a ognuno, porterò alla luce alcuni tesori gelosamente conservati nel mio cuore perché, come faceva il poeta ne Il porto sepolto, possano riemergere ed essere condivisi con voi, cari lettori.
Ci sono infatti libri che restano dentro. Mentre li leggevi sei cambiato perché le persone, i luoghi, le esperienze, il messaggio che recavano ti hanno lasciato un segno, hanno addirittura tracciato una nuova via. Sono come quegli uomini che magari hai incontrato fugacemente, ma che poi per sempre ti accompagnano, come scriveva Primo Levi in Agli amici: "Persone viste una volta sola/o praticate per tutta la vita:/purché fra noi per almeno un momento,/sia stato teso un segmento,/una corda ben definita."
Perciò sono grata di questi 18 anni di lavoro al Segnalibro: ho avuto la possibilità di fare tanti incontri e nessuno è stato inutile.
 
Qui vorrei ricordare alcune delle perle raccolte negli anni. Più che perle li definirei semi. "Li chiudi e hai bisogno di silenzio per lasciarli crescere dentro di te": questa l'impressione dopo la lettura di Remare senza remi dove la scrittrice, Ulla-Carin Lindquist, ripercorre le tappe della SLA che la porterà rapidamente alla morte. Come Le dieci Marie, di Aurora Magni, un libro per bambini che mi ha aiutato come madre per far cogliere la bellezza della Madonna e riconoscere il suo sguardo   sulla mia vita.
 
Dice lo scrittore Giuseppe Lupo in Atlante immaginario: "Una libreria non è solo un insieme di volumi, è un panorama di geografie, un inventario di persone, un vocabolario di luoghi: non leggiamo Cervantes, abitiamo la Spagna di Cervantes". Ecco dunque i libri che mi hanno fatto conoscere la realtà della mafia, fortunatamente lontana dal mio mondo, e mi hanno spinto a trasmettere questa conoscenza alle generazioni future. O La roccia e il melograno, di Franca Feslikenian, che mi ha spalancato una finestra sul genocidio degli Armeni, prima che questa realtà fosse nota al grande pubblico. Come non dimenticare Per mano nel buio di  Barbara Demick, che mi ha condotto nell’oscura macchina repressiva della Corea del Nord, tenendomi per mano come i protagonisti del romanzo?
 
L'amore e gli stracci del tempo, di Anilda Ibrahimi, invece è un romanzo che insegna a guardare la realtà "con gli occhi del nemico" - per mutuare l'espressione dal titolo di un altro testo rimasto a me caro, di David Grossman-: non vi sono buoni e cattivi, ma solo una immensa, inutile, atroce sofferenza per tutti. Sembra un'attitudine estremamente importante in un'epoca in cui si definiscono schieramenti in base a categorie prestabilite di religione, status, paese di provenienza e altro.
 
I libri hanno gettato ponti anche con chi mi circonda, chi mi è prossimo e spesse volte irraggiungibile. Sono tanti i volti delle persone cui ho regalato o prestato un libro “letto per lavoro" che mi hanno detto grazie e con loro il legame si è spontaneamente creato o rinsaldato, basato su un segreto nascosto tra le pagine di un libro che mentre viene aperto apre contemporaneamente i cuori e ci accomuna.
 
Alcuni di questi libri da noi recensiti sono in seguito diventati noti al grande pubblico e con essi i loro autori: come rivista bibliografica ce ne compiacciamo, ma siamo ugualmente affezionati a quelli che non hanno raggiunto il successo editoriale, perchè siamo sicuri che nei loro lettori hanno portato la luce e la bellezza di una perla, un seme piccolo come un "granello" che crescerà in pianta rigogliosa.
Per me è stato così.
 
 
 

Book Counselling: 18 anni li dimostra?

Editoriale 70, estate 2015
Il consueto editoriale stavolta – per festeggiare - lascia spazio alla testimonianza di una persona della redazione, Alessandra Compostella. Le è stato chiesto di raccontare a noi e a voi, con parole sue, che cos’è stato e che cos’è il Book Counselling, per lei. Grazie a chi fin qui ci ha dato la mano. Grazie alla redazione e ai collaboratori, di ieri e di oggi. Alessandra rappresenta tutti. Si va avanti grazie al tempo, alla professionalità, alla fiducia che ciascuno di voi ripone in quest’idea di cultura.
Sul numero dell’estate solo due parole: le proposte riguardano letture da relax e altre più “impegnate”. I fili conduttori: Expo e la tavola (cercando di offrirvi un approccio nostro al significato del cibo), la Grande Guerra (gli anniversari servono ad accendere la memoria!), i giovani, la bella Italia dei talenti e dell’arte. Buone vacanze, buona lettura!




di Alessandra Compostella

Il segnalibro si è sicuramente distinto – in questi 18 anni - per libertà di azione e indipendenza dal mercato editoriale. Quest’ultimo è soggetto a inevitabili “leggi”, pertanto orientato a considerare il libro un prodotto. E’ chiaro che, per chi deve distribuirlo, esso è anche merce da vendere e da pubblicizzare, ma a nostro avviso questo non dovrebbe prescindere dal suo intrinseco valore. 

Perché è utile o piacevole leggere? Perché le persone trovano conforto, intrattenimento, informazione, istruzione e alla fine un profondo piacere nella lettura? Chiunque abbia trovato un libro che lo ha emozionato, stimolando il suo pensiero e il suo sguardo sulla vita, ha provato una felicità sua e un arricchimento interiore che lo hanno migliorato come persona. E’ una compagnia per chi è solo, uno strumento educativo per chi è genitore o insegnante, è consolatorio, è rilassante, induce ad estraniarsi e a recuperare la nostra parte immaginativa, che ci aiuta a pensare che non siamo condannati ma invitati a vivere. E’alla portata di tutti: il nostro sistema bibliotecario è efficiente e in più adesso i costi si sono ridotti con la sua diffusione online. Certo, da solo non basta alla costruzione della persona. Perché di persona si tratta, e non di consumatore. Persona che deve comunicare e collaborare con gli altri.

E’ per questo che sono importanti – oltre all’estetica - i contenuti, ed è per questo che negli anni abbiamo dato spazio a molte testimonianze: perché si tratta di voci reali, di racconti di vita vissuta, o romanzi verosimili di esistenze che ignoravamo. Sia le esperienze di popoli che conosciamo tramite l’immigrazione, e di cui sappiamo sempre troppo poco, sia le biografie di uomini del recente passato, raccontate tramite intervista o dai familiari o da chi era presente ai fatti, hanno il sapore della verità e per questo ci arricchiscono e ci appagano. Il fatto di confrontarsi con gli stili di vita e i comportamenti degli altri ci aiuta a misurare noi stessi, ci rende reattivi e quindi vivi.

Un lettore ha il diritto di attingere alla sostanza delle cose: se deve scegliere in un mare magnum di superficialità e inutilità si svuota come persona, si sente sulle sabbie mobili e aumenta una vaga insicurezza sempre latente, che minaccia ognuno di noi in questo mondo privo di certezze e così guastato da un’informazione fasulla e travisata. Quando i giornali classificano e quindi (più o meno volontariamente) ci indicano i best seller solo dal numero di copie vendute aiutano il marketing, non ci fanno un favore. Non si chiede per forza un giudizio di valore, ma almeno ignorare il disvalore che disorienta, fa perdere il tempo e disamora alla lettura. Non sarebbe utile anche alla vendita? Il cliente soddisfatto compra ancora, e non per parlare nei salotti, ma perché prova piacere e poi, forse, vuole anche discuterne con altri per conoscere il loro parere. E questo significa comunicare e capire meglio chi prima non si conosceva e di cui forse si diffidava.

Con questo non intendiamo porci come uniche e pure fonti informative - ce ne sono per fortuna anche altre -, ma ci proponiamo come strumenti per imparare a discernere, perché ciò che scegliamo è abbastanza trasparente, e quindi in qualche modo testabile. Quando un volontario ci parla in prima persona dei giovani brasiliani distrutti dal crak non abbiamo motivo di dubitare di ciò che ha visto e vuole farci sapere. Non ha alcun interesse in questo, se non renderci partecipi. Quando ci parlano di 800 firme di intellettuali a sfavore del commissario Calabresi, possiamo verificare il giornale su cui sono state pubblicate.
Sono fatti, non sono dietrologie o “messaggi subliminali” che lasciano intendere chissà quali complotti o corruzioni, come la presunta falsità dell’allunaggio o sciocchezze simili. Cose che ci fanno sentire vagamente furbi ma ci lasciano ignoranti e quindi impotenti e svuotati.
Siamo in una pericolosissima fase in cui si dubita di tutto, e ciò è rischioso, perché rovina i rapporti umani e genera incomprensioni totali e intolleranze. E questo purtroppo riguarda non solo chi è diverso da noi, ma anche i nostri stessi familiari e amici con cui talvolta discutiamo animatamente o peggio opponiamo un rassegnato silenzio.

Pensiamo quindi che la lettura sia utile anche alla pace e dia speranza, perché aiuta ad un confronto preventivo, senza il rischio di prevaricazioni o prepotenze o semplici paure, e prepara, come una sorta di ginnastica della mente e dell’animo, all’ascolto e alla ricezione corretta del quotidiano flusso di  voci
umane, in cui bisogna ritrovare quella fiducia e, perché no, quella distensione e allegria che talvolta, in questi ultimi tempi, abbiamo perso.
 
 

Quanto vale lo studio?

Editoriale 66, autunno 2014
 
Studiare, un tempo, era una scelta, un orgoglio, un investimento, un riscatto.
E oggi, come la vediamo?
 
I ragazzi non hanno più voglia di stare sui libri. Alcuni per pigrizia, molti perché la crisi spinge a pensare che sia meglio “fare qualcosa di pratico”. E farlo presto, prima che altri ti “rubino il posto”. Non c’è più analfabetismo, va bene, ma  c’è il pericolo di abbassare il livello di consapevolezza e libertà.
 
La crisi sta minando le fondamenta della democrazia, la possibilità di approfondire, discernere, scegliere. Tanto più la persona si forma anche intellettualmente tanto più è in grado di partecipare al bene comune. L’ideale sarebbe (vedi i poeti latini e i lirici greci che part-time scrivevano e poi andavano nei campi) saper coniugare pensiero, lavoro manuale e competenze pratiche varie.
 
Parlare di buona scuola che cosa vuol dire? Servono buoni politici, buoni giudici così come buoni presidi, buoni prof, buoni studenti. Serve gente che creda ancora che la scuola oggi è il luogo privilegiato che controvento sostiene i valori che rendono l’uomo più uomo. Saranno le nuove tecnologie a rendere migliore la scuola? Sappiamo la risposta: servono adulti che facciano innamorare del sapere attivando il processo di ricerca del vero. Di adulti così ce ne sono tanti, ma vanno ri-conosciuti...
L’illusione di una via breve al successo, al guadagno, al “tutto pronto subito” resta illusione…

Scrive Massimo Recalcati nel suo ultimo libro,
L’ora di lezione: “Se tutto sospinge i nostri giovani verso l’assenza di mondo, verso il ritiro autistico, verso la coltivazione di mondi isolati (tecnologici, virtuali, sintomatici), la Scuola è ancora ciò che salvaguarda l’umano, l’incontro, le relazioni, gli scambi, le amicizie, le scoperte intellettuali. Un bravo insegnante non è forse quello che sa fare esistere nuovi mondi? Non è quello che crede ancora che un’ora di lezione possa cambiare la vita?”. 

 
Questo numero del s
egnalibro, lo vedete entrando, apre con un accostamento paradossale: la storia di una laureata in lettere classiche, 80 anni, che zappa l’orto e rincorre una talpa, e di fianco il diario di un prof entusiasta del suo lavoro. Divertitevi e giudicate voi!
Via via, in successione libera: testimonianze drammatiche dall’Iran e dalla Corea del Nord. Poi scuola e ancora scuola, idee e materiali per chi ci va. 
Laura Prinetti

 

La cultura si vende?

Editoriale 61, autunno 2013

Durante l’estate ci è capitato di approfondire con esperti del settore il tema del marketing del libro.
Vende ancora il libro? È la crisi che sta modificando le compravendite oppure sono le nuove tecnologie? Il canale delle librerie sarà soppiantato da Internet e dai social media? Stiamo studiando queste problematiche, per rendervi partecipi delle trasformazioni in atto e arrivare insieme ad utili considerazioni.
La lettura tiene, i lettori forti vanno avanti a ritenere che sia un valore e che vada sostenuto. La nostra associazione , ancora unica in Italia nel suo genere, nasce da questa convinzione e siete voi a tenerla in vita. E chi vuol dare una mano per diffonderla si faccia avanti.
 
Abbiamo ripreso. Le scuole, di nuovo, si sono riempite di ragazzi, gli adulti sono tornati alle attività abituali. E ogni volta è dura, ma forse con la crisi lo è di più. Papà disoccupati, mamme preoccupate, quanti se ne sentono, e chi lavora con le classi ha a che fare con ragazzi spesso disorientati...
La cultura, però, non è un bene di lusso, anzi, è un bene oggi ancor più necessario per offrire al sistema-Italia idee e stimoli per ricostruire. La cultura può dare una nuova visione della realtà ma, soprattutto, inedite modalità di approccio alla gestione di settori decisivi della pubblica amministrazione e della società. La cultura – l’abbiamo scritto e detto mille volte – ha anche una valenza economica.

Il numero d’autunno del segnalibro– chi ci conosce lo sa – offre tradizionalmente diversi titoli validi anche per chi lavora nel settore educativo. Testi da proporre ai giovani per la discussione (le lettere degli ergastolani, ad esempio) e di stimolo (vedi i racconti di 15 uomini famosi che erano dislessici), romanzi sulla libertà (O’Brian scrive mille pagine), saggi complessi, di storia e filosofia, come quello di Petrosino sul denaro. Le testimonianze di Elias Chacour e di Anna Ornstein lasceranno il segno: assaporatele.

Grazie a chi ci scrive e a chi ci “promuove”, grazie ai tanti giovani che stanno collaborando, a vario titolo. Vedere voi dà la forza di andare avanti…

laura prinetti

Bellezza che vive. Da 15 anni.

Editoriale 58, inverno 2012
“Bellezza che vive”: è il titolo del Forum degli Stati Generali del Volontariato Culturale, svoltosi a Milano in questi giorni quasi invernali. Titolo che ci coinvolge perché da 15 anni ci occupiamo di rendere viva e attuale la bellezza “nascosta” nei libri. La speranza la teniamo accesa: se la cultura - e la lettura che la può alimentare – resta in piedi, ce la possiamo fare. Essere convinti di questo mostra contribuisce in modo decisivo al bene comune, perché il Bel Paese ha in dote molteplici aspetti di questa bellezza. L’arte è pittura e scultura, è musica ma, noi lo diciamo da sempre, è anche nell’uso della nostra meravigliosa madrelingua, nella letteratura.
Siamo stati antesignani di un altro concetto su cui oggi molto si insiste: lo steccato tra fruitore del prodotto culturale e creatore del contenuto non c'è più, perché grazie alle innovazioni tecnologiche è stato abbattuto, aprendo la strada a una circolazione di idee e ad una com-partecipazione senza eguali. In questo noi, con la formula del “socio-lettore del Segnalibro”, che ha la possibilità di richiedere ma anche di offrire counselling sulle sue letture preferite, avevamo intuito le chat e i social network, in forma “sperimentale”.
E poi, solo se ci si sente e si è protagonisti della propria formazione la si accoglie senza sforzo, anzi con gioia.

Allora, se vogliamo procedere nell’avventura della lettura-cultura libera, riapriamo la campagna adesioni per l’anno sociale 2013 e contiamo che tanti di voi ci siano accanto. Diversamente non varrebbe la pena.
Fateci sentire il vostro abbraccio rinnovando l’adesione, al più presto.
 
Dalla crisi si esce con un libro? Anche, sì, se in esso c'è bellezza che vive! Regalate per Natale uno dei titoli da noi selezionati - dalle opere del Nobel Mo Yan ai gialli, alle testimonianze di vita che piacciono a tutte le età - e i vostri doni offriranno opportunità anche agli altri di ...sognare.
E’ stato un 15° compleanno meraviglioso, GRAZIE. Della nuova trasmissione radiofonica, Prendiunlibro, trovate dettagli sul sito.
 
Sereno 2013, con i libri migliori.
  Lp

Editoriale 56, estate Family 2012

Per la famiglia che legge una bussola c’è.
Un’uscita tutta dedicata alla famiglia, alle stagioni della vita e al trascorrerle insieme tra generazioni, è una scelta per noi importante. E’ così che festeggiamo il 15° della nostra testata, la prima non profit in Italia di orientamento bibliografico; è così che desideriamo partecipare – anche con uno stand - a Family 2012, la settimana mondiale di studi, dibattiti e celebrazioni, che si svolge a Milano tra maggio e giugno; è così che ci teniamo a festeggiare l’arrivo del Pontefice nella metropoli in cui alcuni di noi sono nati e vivono, metropoli intrisa di contraddizioni ma il cui spirito generoso e intelligente avrà modo di mostrarsi. E’ così che vogliamo contribuire alla riflessione e allo studio dei temi proposti.
“La famiglia, il lavoro, la festa”. Chi non avesse ancora trovato un nesso tra queste sfere, partecipando alle giornate, leggendo, pensando, potrà trovare nuove risposte: anche qui ci teniamo a mettere del nostro. Dai discorsi del Pontefice agli studi sociologici di Bauman o statistici del Cisf sulla famiglia alle mostre itineranti, ai romanzi d’amore tra un uomo e una donna (bellissimi per l’estate) o alle testimonianze di vita vera di nuclei rimasti uniti anche nei momenti più terribili, fino alle proposte per i piccoli. Perché anche passando da un libro si può arrivare a cogliere il bello di stare con mamma e papà. E per i ragazzi i titoli sono come sempre scelti a uno a uno, letti da più persone, allo scopo di risultare gradevoli e di provocare l’effetto “un bel libro tira l’altro”. La lettura è come un ricostituente per i nostri ragazzi: li prepara per l’approccio allo studio, educa il pensiero critico, arricchisce il lessico, mostra vite e luoghi “altri”, apre orizzonti. Scopriranno che la lettura è una risorsa e che un libro può far da ponte tra le generazioni. Un buon libro’ questo il nostro obbiettivo. Un servizio di orientamento alla lettura, questo in cui abbiamo messo parte della nostra vita, è un servizio alla società, un sostegno alla famiglia, nucleo fondante di essa. Esperti di libri che appassionano: alla conoscenza, alla vita, a viaggiare con la mente e la fantasia. Per 15 anni questo siamo stati, vagliando a uno a uno migliaia di volumi, per le diverse fasce d’età. Alla ricerca della perla, quel libro che come un classico possa sfidare il tempo e restare di fascino per noi o per chi viene dopo. I criteri? Qui non ci sta tutto, chiedeteceli a voce o nei laboratori di lettura consapevole che organizziamo.
Essere ancora “in onda” ci riempie di gioia, e diciamo GRAZIE a chi è venuto sin qui. Per procedere servite voi, l’aiuto economico e il sostegno nella diffusione: dite in giro che sorta di lavoro è questo. E GRAZIE a Benedetto XVI che anche di persona ci incoraggiò, appena due mesi dopo l’elezione al Pontificato.
Buone vacanze, in famiglia e con un libro

Editoriale primavera 2012, n. 55

Editoriale primavera 2012, n. 55
Quindici anni di storie

Da 15 anni questa testata viene pubblicata ed è registrata in tribunale.
Come facciamo a sintetizzare 15 anni in un breve editoriale?
Una storia di storie, belle e buone, di avventure, romanzi, poesie, feste della lettura in famiglia, di convegni, di progetti educativi realizzati.
Non ci sono stati problemi? Altrochè! ostacoli, delusioni, ricerche di aiuti alla cultura… Ora però festeggiamo. E diciamo GRAZIE a chi è arrivato sin qui con noi.
Abbiamo potuto consegnare materialmente il segnalibro nelle mani di due Papi: nel 2000 abbiamo ricevuto una lettera augurale di Giovanni Paolo II, nel 2005 da Benedetto XVI. Quest’anno Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica divenuto ministro dei Beni culturali, ci ha mandato il suo augurio. In quante mani, semplici o note, è passata la pubblicazione. Grazie, grazie!
 
Abbiamo creduto e crediamo che la sana lettura aiuti a “coltivare l’umanità”. E che coltivando i saperi necessari si contribuisca anche a salvaguardare un valore come la democrazia.
Due domande tra le tante: dove va la cultura? che radici ha la crisi? Riteniamo di aver contribuito a questo dibattito: la lettura conduce verso la capacità di pensare criticamente, di trascendere personalismi e localismi e affrontare i problemi da cittadini del mondo, di capire le necessità dell’altro. Si affianca all’educazione e all’istruzione “tradizionali”. Ma la lettura va orientata, sin dall’infanzia. Non ci riferiamo soltanto alla sfera degli studi umanistici ma alla formazione integrale delle nuove generazioni, che nel contesto attuale hanno bisogno di imparare a partecipare alla polis dopo essersi formate e informate rettamente, da fonti oneste, con criteri saldi, per affrontare le problematiche sempre più complesse che il mondo presenta. Educare alla lettura significa educare alla ricchezza interiore, al rispetto, alla libertà, alla partecipazione civile. 
E in questo numero? vi mettiamo subito davanti dei bestseller notevoli per un target giovanile - nessuno edulcorato –, poi testi sul valore del libro e dell’orientamento bibliografico.
Anche dagli Educational si evince come la narrazione sia momento educativo forte. Oggi vanno molto le rielaborazioni delle favole: ben vengano, con le loro belle metafore sulla vita. Sono i nostri temi preferiti…
 
Auguri , a voi e a noi, che nei libri viviamo più esperienze per capirlo e amarlo,
di essere sempre più vicini all’uomo.
Laura Prinetti
 

I libri che vogliamo

Editoriale 52, estate 2011
E’ tempo di libri per l’estate. Faremo una scelta oculata, perché non potremo leggerne troppi, quindi dovranno essere davvero belli… I nostri “Laboratori di lettura consapevole”, che si replicano a Milano anche nell’ambito della III edizione del Festival delle Letterature e della Società, e che da anni portiamo in tutta Italia, a questo sono mirati: far cogliere che cosa c’è dietro le quinte            del pianeta editoria, perché i nostri lettori siano sempre più consci dei meccanismi del mercato.   Le aziende editoriali fanno il loro lavoro: vendere. Noi facciamo il nostro: leggere ciò che vogliamo, e che sia il meglio per ciascuno. Mentre infatti negli altri settori l’omologazione può essere innocua, nel settore delle idee non lo è. Mai.
Una delle perle che proponiamo in questa selezione è un romanzo originalissimo sulla lettura. Siamo certi che molti di voi lo sceglieranno per la loro estate perché incuriositi dalla trama del giallo ma anche per indagare meglio sui significati che andiamo divulgando. Il titolo lo scoprirete tra le pagine. Abbiamo individuato una citazione che sembra scritta da noi ma invece è di una scrittrice parigina che crede fino in fondo nella sana e buona lettura, Laurence Cossé. Fa dire così a un personaggio del romanzo:
“Noi non sappiamo che farcene dei libri insignificanti, dei libri vuoti, dei libri fatti per piacere. Noi non vogliamo libri raffazzonati, scritti in fretta e furia: si sbrighi, me lo finisca per luglio, a settembre facciamo un lancio come si deve e ne vendiamo centomila copie di sicuro.
Vogliamo libri che al loro autore siano costati molto, libri in cui si siano depositati i suoi anni di lavoro, il suo mal di schiena, i suoi punti morti, qualche volta il suo panico all’idea di perdersi, il suo scoraggiamento, il suo coraggio, la sua angoscia, la sua tenacia, il rischio che si è assunto di sbagliare.
Vogliamo libri splendidi che ci tuffino nello splendore del reale e lì ci tengano avvinti; libri che ci provino come l’amore sia all’opera nel mondo accanto al male e totalmente contro di lui, anche se talvolta non si capisce, e che lo sia sempre, tanto quanto il dolore lacererà sempre i nostri cuori. Vogliamo buoni romanzi. Vogliamo libri che non ignorino niente della tragedia umana, niente delle meraviglie quotidiane, libri che facciano tornare l’aria nei polmoni”.
Un tuffo nella lettura (consapevole)…
lp

“Mediatori” della lettura

 Editoriale del numero 48, estate 2010
 
“Il libro resta un veicolo che con la sua esistenza può mettere in guardia l’uomo di fronte ai tentativi di ridurlo a oggetto di pura pubblicità e di consenso”. (G. Zaid)
Siamo sinceramente contenti che sia stata istituita la “Prima giornata nazionale per la promozione della lettura”,  lo scorso maggio, con gare, premiazioni e slogan come: “Leggere è il cibo della mente. Passaparola”. Oppure l’altro, che ci piace meno, della campagna di comunicazione: "Se mi vuoi bene regalami un libro". L'iniziativa rientra nella campagna promossa dal dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della presidenza del Consiglio per invitare gli italiani, soprattutto  giovanissimi, ad avvicinarsi alla lettura quale strumento insostituibile per la diffusione della cultura.
 
Speriamo davvero che l’idea di dedicare una giornata alla lettura sia solo l’inizio di un vero e strategico progetto educativo. E non solo il tentativo di indurre all’acquisto di libri come fossero mero prodotto commerciale. Di fatto è ormai noto ai nostri lettori che la crisi dell’editoria è crisi della riduzione a merce di un bene come il libro. Una giornata di promozione della lettura deve essere occasione per imprimere nei giovani il desiderio di scegliersi un libro, che forse lascerà in loro un’impronta, che li aiuterà a pensare. Non necessariamente di comperarlo… E nel caos spaventoso dei circa 3 milioni di libri che ogni anno vengono pubblicati nel mondo, il compito di chi fa da intermediario disinteressato - come noi- è quello di aiutare ciascuno a trovare quel libro che ha bisogno di leggere. Non foss’altro che per riposare.
 
In questo numero abbiamo ancora una volta pensato alla tipologia dei nostri soci, peculiare, sempre alla ricerca di pagine gustose. I temi del viaggio e della conoscenza di culture diverse si intrecciano con quello dell’Europa multiculturale, divenuta crogiolo che attrae altri popoli.
Oltre ai libri sulla Sicilia, che d’estate resta tra le mete più gettonate, su Santiago di Compostela, metà d’arte e di fede, proponiamo libri sulla famiglia, sullo sport, romanzi e gialli da leggere nella quiete, per tornare dalle vacanze con una ricchezza in più, quella di chi ha viaggiato anche con la mente.
lp

Editoriale della primavera 2010, n.47

Nel cuore delle fiabe i valori della vita 

“Le fiabe raccontano la nostra storia, non parlano d’altro che degli eterni e universali conflitti che ciascuno di noi incontra nel divenire sé stesso, nel suo quotidiano costruirsi in umanità”. Il filosofo Massimo Diana, nel suo recente libro La saggezza delle fiabe ci aiuta a cogliere alcuni aspetti di questa affascinante tematica.
“L’avventura della vita, raccontata dalle fiabe, si snoda attraverso peripezie, ostacoli, prove apparentemente impossibili... Ma l’eroe o l’eroina non sono mai lasciati soli o privi delle indicazioni e dei segnali necessari a portare a termine il loro viaggio”. “L’esito non sarà sempre positivo: il crudo realismo delle fiabe non nega il lato tragico della vita; esse tuttavia invitano sempre a confidare, ad andare avanti, non si stancano di ripeterci che anche l’impossibile può divenire realtà”.
Le fiabe sono radicate nel profondo di noi. Sono una risorsa nei momenti della nostra esistenza, e in un’epoca come questa di grandi crisi e cambiamenti sociali e valoriali esse ci trasmettono la saggezza delle radici, la speranza del lieto fine, il coraggio di sognare, ma anche il realismo.
Chi ci potrà mai impedire di sentirci un giorno come Cenerentola, uno come Biancaneve, o come la mamma di Cappuccetto Rosso? E allora, non togliamo neanche ai nostri figli il momento magico della narrazione della fiaba - alla sera con la mamma o il papà, la mattina con la maestra - : quel momento è per la crescita del bambino assolutamente prezioso. Lì, più o meno consapevolmente, stiamo mettendo le basi della sua vita affettiva, sociale, e persino della sua educazione letteraria e religiosa.
In questo numero, che presentiamo anche a Bologna alla Fiera Internazionale del libro per Ragazzi, vi offriamo fiabe di tutti i tipi: classiche, popolari, illustrate, riedite, rielaborate alla luce della mentalità e del gusto dei ragazzi di oggi. Tesori da non perdere, patrimonio da non dissipare, soprattutto per la sopravvivenza dei valori universali presso le generazioni a venire.
Letture favolose!
lp

Editoriale estate 2009

Ripensare i confini?

“Quando mi chiedo perché amo la letteratura, mi viene spontaneo rispondere: perché mi aiuta a vivere. Non le chiedo più, come negli anni dell’adolescenza, di risparmiarmi le ferite che potevo subire durante gli incontri con persone reali; piuttosto che rimuovere le esperienze vissute mi fa scoprire mondi che si pongono in continuità con esse e mi permette di comprenderle meglio. Non credo di essere l’unico a pensarla così”. Chi scrive è Todorov. No, non è l’unico a pensarla così… Ci teniamo, attraverso “un assaggio di saggi" letterari che qui vi segnaliamo, a lasciar intendere ancora una volta il perché della nostra impresa di orientamento alla lettura (e alla letteratura). Perché siamo ancora qui, dopo anni, e perché ci crediamo. Bisutti, De Marchi, Fighera, Manguel, sono altri che la pensano così…
 
“Più densa, più eloquente della vita quotidiana ma non radicalmente diversa, la letteratura amplia il nostro universo, ci stimola a immaginare altri modi di concepirlo e di organizzarlo. Siamo tutti fatti di ciò che ci donano gli altri: in primo luogo i nostri genitori e poi quelli che ci stanno accanto; la letteratura apre all’infinito questa possibilità di interazione con gli altri e ci arricchisce, perciò, infinitamente. Ci procura sensazioni insostituibili, tali per cui il mondo reale diventa più ricco di significato e più bello. Al di là dall’essere un semplice piacere, una distrazione riservata alle persone colte, la letteratura. permette a ciascuno di rispondere meglio alla propria vocazione di essere umano”.
Anche perché “la pensiamo così” abbiamo accettato stravolentieri di promuovere, con altre realtà milanesi, il primo Festival delle Letterature e della Società, “Scrivere sui margini”.
Il 5,6,7 giugno, a Milano, presso il Villaggio Barona, Via Ettore Ponti 21.
In particolare Il Segnalibro Book Counselling Service promuove la tavola rotonda “Le letture dei ragazzi, ripensare i confini” il 7 giugno alle 15. 
Per le gare che abbiamo promosso con Viviparchi per l'estate guardate lo spazio sul sito. 
E questo numero? Il filo conduttore è più d’uno, come sempre: romanzi per l’estate, appunti per un viaggiare significativo, educational per il Decennio dell’Ambiente voluto dall’Onu, testimonianze di vita e attualità.
Vi aspettiamo al Festival, con tutta la famiglia: sarà anche un’occasione per vederci in faccia e parlare della nostra creatura… di carta.
lp
 
 

Editoriale del segnalibro 38, primavera 2007

 megliounlibro...
 
 
Nel concludersi di questo intenso Decennale che i nostri soci hanno vissuto con noi, dopo eventi felici – come la presentazione del Segnalibro presso la Fiera Internazionale del Libro per ragazzi a Bologna - e altri davvero tristi, desideriamo rinnovare il nostro grazie a chi ha creduto in quest’avventura del Book Counselling Service. Evidenziare ciò che di positivo ancora e sempre il mercato librario offre come alimento per le menti di giovani e meno, cercare, trovare, presentare agli amici queste opere.Noi ci crediamo ancora.
Per questo ora riteniamo necessaria una svolta per il Segnalibro che apra possibilità di una maggior frequenza (per ora trimestrale) e una maggiore incisività.

Questo ci chiedono i nostri soci, questo ci chiedono i tempi.

Il segnalibro allora nel 2008 diventa un luogo di incontro virtuale e reale.

 
 Virtuale, perché  la rivista lascerà il “supporto cartaceo” e uscirà – in via sperimentale - esclusivamente in versione pdf (serve Acrobat Reader) e sarà inviata via mail esclusivamente ai soci in regola con l’abbonamento (scrivete la mail nella causale!). Nasce inoltre su Internet il sito del Book Counselling Service, che sarà una vetrina in diretta delle nostre attività. Oggi le tecnologie digitali hanno potenzialità di creare dimensioni più ampie, di dialogo anche culturale; così si creerà la comunità del BCS, capace di orientare le scelte bibliografiche di persone che condividono già uno ”spazio mentale” comune.
 

Reale, perché abbiamo individuato delle sedi, a partire da Milano, nei quali i soci saranno invitati per parlare di letture, ascoltare gli autori, far seguire ai figli brevi Laboratori sul leggere (e lo scrivere). Luoghi dove le arti e le tecniche si incontrino, perché si incontrino le persone.
 
 

Questo numero invernale è dedicato a Serena Bianchi, che ci stava lavorando con tanta cura.

Lo troverete un po’ diverso: diviso in 3 sezioni, scandite da scritti  suoi. Una testimonianza sulla Seconda Guerra Mondiale che ci appare ora come un saluto a chi da queste pagine l’ha conosciuta. Poi un articolo sui classici, preparato per il nostro concorso “Recensisci il tuo classico”, vinto da una liceale di Palermo.
Infine un corsivo sulla funzione della lettura a scuola.

Troverete tanto altro per i regali e titoli sull’arte per bambini, sulla base dei quali stiamo organizzando dei laboratori.

Se vorrete rinnovarci la fiducia noi rinnoveremo il segnalibro: saremo online, più presenti che mai.